Russell Crowe, notizie in lingua italiana

Russell Crowe

Russell Crowe, notizie in lingua italiana

 

Russell Crowe - Le News di settembre 2005

30/09/2005

Primissima05-09_01.jpg (173177 byte) ho aggiunto alla pagina della stampa n. 69 l'articolo da 'Primissima' n. 9, settembre 2005. Grazie Silvia per le scansioni!

 

 

 

- links da VSecin:
video dal sito ninemsn, gia' segnalato ieri;
altro video;
dal sito del Festival di Venezia, l'intervista di Mollica a Russell e ReneZellweger. Assolutamente imperdibile. Grazie Vania! ^__^

- da theaustralian.news.com.au: articolo su Nick Cave

Ha scritto la sceneggiatura per il western australiano 'The Proposition' in sole tre settimane e ha scritto un seguito per 'Il Gladiatore' per Russell Crowe e Ridley Scott - ma non vi aspettate che il cantante australiano Nick Cave stia per traslocare a Hollywood.
[...]
La sceneggiatura per 'Il Gladiatore', dice Cave, "e' tra me, Ridley Scott, Russell Crowe e il cestino della carta straccia... in ogni modo non credo che sara' mai realizzato."

Cave not following the script for musos

Sophie Tedmanson - September 30, 2005

HE wrote the script for the new Australian western The Proposition in just three weeks and has written a sequel to the Oscar-winning Gladiator for Russell Crowe and Ridley Scott - but don't expect a move to Hollywood for Australian singer Nick Cave.

"I really love writing scripts, it's hugely enjoyable," Cave said in Sydney yesterday. "(But) I don't want to be in the film-writing business ... because I'm just a little impatient for that sort of thing, but I do work very well with Johnny." 

Johnny is Australian film director John Hillcoat. The pair worked together on the violent 1988 prison drama Ghosts ... Of The Civil Dead, which Cave acted in and co-wrote under Hillcoat's direction. 

Almost two decades later they have collaborated again on The Proposition, for which Cave also wrote the soundtrack. The film, opening next week, is set in the 1880s and stars Guy Pearce as the middle of three bushranger brothers who is asked by police to betray one sibling in order to save the other. 

Hillcoat said he had always wanted to make an epic set in colonial times.

Cave said that while he was inspired by the 1973 American western Pat Garrett and Billy the Kid, which starred Kris Kristofferson and Bob Dylan, they wanted to make a uniquely Australian film. 

"I think the thing with an American western is things are seen in terms of good and evil ... and Americans tend to see their own history in that way," he said. "The Australians' view of their own history is a lot more complicated." 

Cave and Hillcoat live around the corner from each other in Brighton, England, and their young children often play together when the families meet at Cave's beach hut. 

Their work relationship looks likely to continue, with another film Cave has written. 

The Gladiator sequel, Cave said, "is between me, Ridley Scott, Russell Crowe and the wastepaper basket ... I don't think it's going to get made, somehow". 

29/09/2005

- VSecin mi manda il link di ninemsn dove troverete in prima pagina un video di Russell; se fate una ricerca nello stesso sito ne troverete anche altri. Grazie Vania! ^__^

Venerdi910_05-08-26_02.jpg (130180 byte) ho inserito nella pagina della stampa n. 69 la scansione da 'Il Venerdì' n. 910 del 26 agosto 2005. Grazie Angie&Lucy per la scansione! Ecco di seguito la trascrizione del testo

Iniziò bene. Ma gli infortuni e la crisi del '29 lo ridussero sul lastrico. Così quando nel '35 vinse di nuovo, il Paese ne fece un simbolo

Jim, il pugile «cenerentola» che risollevò l'America dalla Grande Depressione

di Emanuela Audisio

Sul ring si va da soli, ma c'è chi è capace di combattere per tutti. Quando capita, la boxe diventa bella e miserabile. La Grande Depressione tolse lavoro a tredici milioni di americani. E salì pure lì, sul quadrato. Portandosi via tanta America. Cinderella Man è un film su un uomo che perse tutto, tranne la voglia di farcela. E Hollywood sa sempre come far vincere quelli che abbassano le braccia. Russell Crowe è il gladiatore alla rovescia. «Ci siamo picchiati così sul serio durante le riprese che ero sempre indolenzito. Mi è piaciuto interpretare Braddock, perché è riuscito ad essere un eroe normale, un uomo attaccato alla famiglia, capace di cadere e di rialzarsi». Già, la gloria di una bistecca. Anche il regista, Ron Howard, ha confessato la sua ossessione per la Grande Depressione che affamò le città americane: «Vorrei ricordare che i poveri non sono scomparsi, esistevano una volta e ci sono anche oggi. La nostra società è fragile, basta una crisi, e tutto può andare all'aria». La Fandango ora pubblica il libro Cinderella Man, di Michael C. DeLisa, sul pugile che mischiò il destino con quello dell' America.

James J. Braddock, a fine anni Venti, aveva tutto per scalare il mondo, forse solo il mitico Babe Ruth dei New York Yankees era in un momento più fortunato. Alto più di un metro e ottanta, 72 chili e mezzo di peso, Braddock aveva cominciato a battersi tardi, a 18 anni, ma con 15 mila dollari a incontro mise in banca un bel gruzzolo. Contro Joe Monte «testa di ferro», Braddock si fratturò la mano e prese tre mesi di riposo. Ma la frattura non si ricompose. Era necessario rompere di nuovo e risistemare. Il dottore voleva mille dollari. Troppi. Così Gould, il manager di Braddock, lo fece ricombattere. Quando il suo pugile vinse e fu attraversato da una fitta di dolore al braccio, il manager esultò: la mano ere rotta e lui aveva risparmiato sul dottore. Braddock lottò per il titolo contro Loughran, finì a pezzi, con un occhio sanguinante, ma con 17 mila dollari. Un piccolo capitale visto che un reddito annuale medio era di 750 dollati e solo di 253 per un contadino. Investì i soldi in una società di taxi e in un bar clandestino. Nel '29 la borsa di New York crollò e ammazzò il Paese, Braddock vide svanire il suo denaro. Cominciò daccapo, si trasferì in un sottoscala, nell'estate del '29 fu sconfitto per il titolo dei massimi leggeri, continuò, ma male, perse 16 combattimenti su 26.

L'America toccava il fondo, Braddock pure. Con la mano spesso ferita non poteva dare il meglio e fu squalificato per mancanza di impegno. Si fece ancora male al metacarpo destro. Ormai aveva bisogno di iniezioni di cocaina nelle mani. Il 25 settembre 1933 si frantumò la destra sulla mascella di un ventenne Abe Feldman, polverizzando l'osso. «Sono andato, Joe», confessò all' allenatore. Annunciò il suo ritiro, nessuno se ne accorse. Era un limone strizzato. Scese dal ring e camminò verso il fronte del porto. Cercò lavoro a Hoboken e Weehawken, in New Jersey. Come scaricatore di giorno e stivatore di sera, a 4 dollari al giorno. Nella primavera del '34 nessuno si ricordava più il suo nome. Dormiva con moglie e tre figli in uno scantinato, gli avevano staccato gas e luce, il latte non arrivava più. La famiglia Braddock si piegò a chiedere la tessera assistenziale, 24 dollari al mese. Nel '34 John Corn Griffin, 22 anni, era considerato l'erede di J ack Dempesy. Gould ottenne l'incontro e corse al porto a cercare Braddock: «Lo trovai che spingeva botti di legno». Alla notizia che avrebbe guadagnato 250 dollari il pugile rispose: «Combatterei anche contro un gorilla». Vinse, ma la rinascita tardò. Tornò al porto. Un anno dopo Braddock rientrò al Madison Square Garden per combattere Max Baer che aveva tolto il titolo dei massimi a Camera. Baer era un playboy scatenato, era stato anche fidanzato con Jean Harlow. Si presentò alla stampa parlando del futuro, della pubblicità girata con Myrna Loy, anche lui avrebbe fatto l'attore. Ai suoi allenamenti invitò Clark Gable, Errol Flynn e John Barrymore. Scherzava, era rilassato, gli chiesero: «E Braddock?». «Trovo divertente che lo considerino un mio avversario». Baer avrebbe vinto, ko nel primo round, nei pronostici era dato dieci a uno. Braddock invece andò a parlare alla radio, raccontò la sua vita al programma di Al Jolson, promise: «Dovranno trascinarmi via per i piedi».

Il giornalista Damon Runyon coniò la frase Cinderella Man, L'Uomo Cenerentola. La notizia che il pugile era sotto sussidio divenne pubblica. «Non m'importa di me, ma non potevo lasciare che i miei figli morissero di fame». Gli americani pensarono: se torna a galla lui, perché noi no? Il 13 giugno 1935 «Con ed», che forniva l'elettricità a New York registrò un aumento della domanda: 274.000 kilowatt in più rispetto al consumo normale. La radio era accesa in ogni casa. Mae Braddock mise a letto i tre bambini e si recò di nascosto nella chiesa di St. Joseph per accendere una candela. «Pregai perché mio marito non fosse ucciso». 

In palio c'era il titolo dei massimi. Il campione era Max Baer, che nei primi quattro round non fece molto, Braddock continuò a girargli attorno, a essere sfuggente, evitando i pugni. All'ottavo round Braddock lo colpì al volto con un destro energico. Baer inciampò all'indietro, quasi stordito, ma era una sua pagliacciata, si mise a ridere. Però stava perdendo. Cercò il ko, mollò sette destri consecutivi, ma lo sfidante incassò tutto e reagì con un uppercut. Baer aveva fatto troppo poco e troppo tardi.

L'America dei disperati ce l'aveva fatta. Braddock saliva In cima al mondo. Cosa farai domani? gli chiesero. "Riscuoterò la grana e andrò dai miei bambini». Come prima cosa si fermò in un ristorante, divorò un vassoio di panini e una caraffa di birra. Poi portò 367,24 dollari al direttore della New Jersey Energency Relief Administration, che rilasciò un comunicato: «Il signor Braddock ha restituito per intero l'importo erogato dal fondo per il suo caso». L'America tornava a camminare da sola. 

28/09/2005

- VSecin segnala un video da Venezia: video venezia. Grazie Vania!

- da IlGiornale.it: Crowe e Paltrow: addio Hollywood (ma non è detto) 23/09/2005

Silvia Kramar - da New York

[...] Ad andarsene invece, o a non volere tornare, sono altri: ognuno per un motivo diverso, ognuno storcendo il naso davanti a quell'America che,in fondo, li ha lanciati. In cima alla lista adesso c'è Russell Crowe, che negli Usa si è infilato in un vespaio legale dopo che ha picchiato Nestor Estrada, un portiere di notte di un albergo a cinque stelle di Soho, a Manhattan, gettandogli in testa un telefono. Estrada aveva sentito profumo di dollari e gli aveva fatto causa, pretendendo una cifra quasi ridicola. Così, dalla sua immensa villa australiana, Russell Crowe ha alzato le spalle e ha dichiarato che lui, di Hollywood e dell'America, proprio non ha bisogno.
In una recente intervista a un settimanale australiano l'attore, che si è visto anche snobbato ai botteghini quando gli americani si sono rifiutati di comprare i biglietti del suo ultimo film, Cinderella man, ha giurato di «non voler più tornare a lavorare in un posto che attrae così tante mosche». La metafora scatologica non è piaciuta ai grandi studios americani, che si sono detti più che offesi; ma Russell non ha chiesto scusa, anzi: «Gli americani mi hanno detto che sono un violento e che avrei bisogno di vedere uno psicanalista. La verità è che nessuno psicologo mi vuole come paziente. Entro, mi siedo e dico tutto quello che penso. A molti non piace».
[...] (Grazie Ilaria!)

- da Kataweb.it: Polvere di stelle per beneficenza

Nel 2002 l'aveva fatto il sindaco di Roma, Walter Veltroni con l'uscita del cd 'Me, We', il cui ricavato venne devoluto all'associazione Movimondo per la costruzione di pozzi idrici in Mozambico. Due pozzi ogni cinquemila copie vendute. Oggi a dare acqua a chi non ne ha sono di nuovo in tanti. L'acqua in bottiglia è un privilegio e dalle bottiglie parte infatti il progetto EAU che contribuirà al finanziamento del programma di Unicef: Angola. Acqua per le scuole.

L'iniziativa è stata presa da Citroën che ha approfittato di una passerella importante come quella della 62ª Mostra del Cinema di Venezia per fermare, tra gli ospiti, George Clooney, Monica Bellucci, Russel Crowe, Renèe Zellweger, Anthony Hopkins, Tim Burton, Valerio Mastandrea, Luciana Littizzetto o Franco Battiato e fargli firmare le bottiglie, appunto, disegnate da Ferruccio Laviani e ora all'asta su eBay.it. 

Nel tempo firme famose sono già state apposte sulle motociclette al Jay LenoShow per aiutare le regioni colpite dallo tsunami, sono state disegnate su magliette e scarabocchiate su ogni tipo di gadget immaginabile. Hanno portato oro, cibo e adesso porteranno acqua. La collezione all'asta su eBay.it è limitata e Citroën Italia, che patrocina la vendita online, metterà a disposizione del progetto il controvalore della nuova C6.

La Rete è un silenzioso bacino di beneficenza e negli ultimi anni solo eBay.it ha aiutato oltre 160 associazioni no profit a raccogliere fondi con le aste. In vendita online sono andati l'abito disegnato da Gai Mattiolo e indossato da Antonella Clerici durante la prima serata del Festival di Sanremo 2005 (per il progetto Sanremo Avanposto 55-Darfur) o la poltrona del Grande Fratello 5 (per la Lega Italiana per la Lotta contro l'Aids). E all'asta è stata anche una giornata negli studi di Radio Deejay (a favore della campagna Non Sopportiamo la Tortura di Amnesty International) o l'hukulele originale con cui Rino Gaetano cantò 'Gianna' al Festival di Sanremo nel 1978 (per Emergency) e le scarpe calzate da Baggio nella sua ultima apparizione in maglia azzurra (per la FAO).

Le bottiglie firmate del progetto EAU ora sono in Rete e più di cento artisti hanno partecipato all'iniziativa promossa da Citroën con il sostegno della Biennale, firmando le ampolle che dal 20 settembre sono all'asta sul sito di eBay.it. La prima settimana sono state aggiudicate quelle firmate, tra gli altri, da Clooney, Spike lee, Jake Gyllenhaal, Takesci Kitano. Con la seconda settimana sono disponibili quelle di Jaqueline Bisset, Ang Lee, Jeremy Irons, Donald Sutherland, Orlando Bloom e dal 4 ottobre ci saranno le bottiglie con le firme di Valeria Golino, Tim Burton, Ron Howard, James Gandolfini. L'ultima settimana sarà invece dedicata agli attori italiani come Luca Zingaretti, Giovanna Mezzogiorno, Luigi Lo Cascio e Antonio Albanese. (Grazie Angie&Lucy!)

RussellCrowe_05-09-05_230.jpg (18098 byte) Russell Crowe – protagonista di “Cinderella Man”, di Ron Howard, Film fuori concorso alla 62. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, - ha firmato per Unicef il 5 settembre 2005.
Questa bottiglia di vetro di Murano è un oggetto di design espressamente realizzato per l’operazione EAU, contiene acqua, ed è ermeticamente sigillata. L'intero ricavato dell'asta sarà devoluto a Unicef per il progetto "Angola. Acqua per le scuole". (Segnalato da Angie&Lucy in messaggeria!)

 

 

- risultati settimanali degli incassi in Italia (settimana dal 19/09/2005 al 25/09/2005) - dati Cinetel

Pos. Film Naz. Distr. Città Giorni Incasso Presenze
1 I FANTASTICI 4 (FANTASTIC FOUR) USA 20TH CENTURY FOX ITALIA S.P.A. 342 2989 € 2.539.520,00 444.546
2 LA FABBRICA DI CIOCCOLATO (CHARLIE AND THE CHOCOLATE FACTORY) U.K WARNER BROS ITALIA S.P.A. 269 1079 € 2.126.225,00 339.457
3 MADAGASCAR USA UIP-UNITED INT.PICTURES S.R.L. 311 2568 € 1.666.640,00 290.780
4 I GIORNI DELL'ABBANDONO ITA MEDUSA FILM S.P.A. 194 1352 € 947.538,00 166.378
5 LA BESTIA NEL CUORE COP 01 DISTRIBUTION 264 1721 € 934.894,00 163.577
6 GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK USA MEDIAFILM S.P.A. 165 1195 € 645.998,00 110.758
7 CINDERELLA MAN - UNA RAGIONE PER LOTTARE USA BUENA VISTA INT. ITALIA S.R.L. 251 1534 € 557.780,00 95.178
8 2 SINGLE A NOZZE (WEDDING CRASHERS) USA EAGLE PICTURES S.P.A. 183 1154 € 371.899,00 62.652
9 VIVA ZAPATERO! ITA LUCKY RED DISTRIB. 44 279 € 271.900,00 47.640
10 THE SKELETON KEY USA UIP-UNITED INT.PICTURES S.R.L. 111 700 € 216.551,00 36.039

27/09/2005

TVSC37_05-09-11_01.jpg (333611 byte) ho aggiunto alla pagina della stampa n. 69 l'articolo da 'TV Sorrisi e Canzoni' n. 37 dell'11 settembre 2005. Grazie Maria e Carlotta per le scansioni! 

 

 

 

- Silvia ha aggiunto alla sua pagina web il clip video sull'apparizione di Russell alla trasmissione 'Le Iene' (vd notizie del 24/9). Lo potete scaricare dal suo sito qui. Grazie Silvia! 

26/09/2005

Repubblica_05-08-18.jpg (225991 byte) ho inserito nella pagina della stampa n. 69 la scansione e trascrizione dell'articolo da 'Repubblica' del 18 maggio 2005. Grazie a LoryCrowe per la scansione!

 

 

 

- da Kataweb.it: Nicole Kidman: ''La felicità? Sfrecciare seduta sul sellino posteriore di una moto...''

[...]
Oltre a Will Ferrell nel ruolo del marito della strega Darren, nel cast ci sono la magnifica Shirley MacLaine nei panni della svitata mamma Endora e Michael Caine in quelli del papà. 

"Michael Caine è un birbantello... per me è stato molto importante passare del tempo con qualcuno che ha avuto una carriera così lunga e ha ancora un enorme senso dell'umorismo. Alla sua età è ancora eccitato dai ruoli che interpreta e penso che questo sia stimolante per chi lavora con lui. Il rapporto con Shirley McLaine è strano perché si conoscono da tantissimo tempo, da quando avevano 21 anni. Durante la lavorazione del film li trovavo a raccontarsi cose sulla loro vita, come si sono visti crescere, cambiare, e ho pensato che sarebbe bello succedesse la stessa cosa con altri colleghi attori quando sarò più vecchia. Penso a Russell Crowe o a Sean Penn, sarebbe bello dire: ti ricordi quando eravamo giovani? Una cosa bella dell'industria cinematografica è il fatto che abbia dato a personaggi come Michael Caine e Shirley Mclaine la possibilità di lavorare fin oltre ai settantanni. E' una cosa rara". [...] (Grazie a Silvia per la segnalazione!)

- da Cinematografo.it: Depp batte i Fantastici 4 26/09/2005

Con La fabbrica di cioccolato, il divo sbanca i botteghini italiani e scalza dal box office i supereroi Marvel

Johnny Depp batte i Fantastici 4. Al debutto in sala con la nuova commedia diretta da Tim Burton, La fabbrica di cioccolato, il divo ha scalzato dalla vetta del box office italiano i supereroi Marvel: oltre 2 milioni e 100 mila euro l'incasso totalizzato in tre giorni dal film, con una media per sala (la più alta) di 5.685 euro. Slitta al secondo posto I Fantastici 4 (1 milione e 524 mila euro) seguito al terzo dal cartoon Madagascar, che a quattro settimane dall'uscita, guadagna più di 1 milione di euro e sfiora i 20 milioni complessivi. Tre i film italiani presenti nella top ten di questa settimana: I giorni dell'abbandono di Roberto Faenza, che sale al quarto posto con poco meno di 600 mila euro, La bestia nel cuore di Cristina Comencini, quinto con 545.865 euro, e Viva Zapatero! il documentario diretto da Sabina Guzzanti, stabile al nono con 164.854 euro. Scende al sesto posto Good Night, and Good Luck di George Clooney (394.554 euro), seguito al settimo dal dramma con Russell Crowe Cinderella Man (305.377 euro) e all'ottavo dalla commedia 2 single a nozze (209.685 euro). Chiude la top ten la new entry Bastardo dentro con 130.977 euro. (Grazie Maddalena!)

fumetto.jpg (43187 byte) Ilaria ha inviato questo fumetto relativo a 'Master and Commander'. Grazie Ilaria! ^__^

 

 

 

- Alex mi segnala in mail quanto segue: "Vorrei comunicare nuove notizie sulla famosa Edizione Estesa de "Il gladiatore". Giusto oggi, 26 settembre,  ne ho acquistata una copia presso il centro Ricordi Media Stores della Stazione Termini di Roma (per completezza: "Ricordi media stores", stazione Termini, piazza dei Cinquecento, Roma, tel. 06.8740.6113-14). Il prezzo dei 3 dvd è di 25,90 euro, ma con mia grande sorpresa ho scoperto che è in promozione e che quindi viene praticato uno sconto di ben 6 euro! In definitiva l'ho pagato solo 19,90 euro!" Grazie Alex!

25/09/2005

Metro05-09-06_1.jpg (281869 byte) ho inserito nella pagina della stampa n. 69 l'articolo da 'Metro' del 6 settembre scorso. Grazie Maddalena per il file e Paola per la scansione! :)

 

 

 

- da post-gazette.com: Un abbinamento made in Hollywood: La squadra regista-attore 25/09/2005

Un matrimonio delle menti

Il regista e la musa. Il loro rapporto e' fatto di ammirazione, ispirazione, rispetto, fiducia e qualche volta persino di amore. La loro collaborazione puo' sfociare in prestazioni da nomina all'Oscar.

Ma quando il regista giusto incontra l'attore giusto, ne nasce una magia cinematografica e la loro unione puo' essere piu' duratura che molti matrimoni hollywoodiani.

[...] Ron Howard e' un regista che riconosce una cosa buona quando la vede -- e ci si attacca. Recentemente ha colaborato con Russell Crowe in 'A Beautiful Mind', nel 2001, e in 'Cinderella Man' quest'anno. [...] (Grazie Ivani!)

A match made in Hollywood: The director-muse team Sunday, September 25, 2005

A marriage of minds

By Monica Haynes, Pittsburgh Post-Gazette

The film director and the muse. Their relationship is one of admiration, inspiration, respect, trust and sometimes even love. Their collaborations can result in Oscar-nominated performances or bargain bin specials.

But when the right director and the right actor get together, there's movie magic and a union that can last longer than many Hollywood marriages.

[...] Ron Howard is a director who knows a good thing when he sees it -- and sticks with it. He has collaborated most recently with Russell Crowe on "A Beautiful Mind" in 2001 and "Cinderella Man" this year. [...] (Thanks Ivani!)

stampa_shirt_CM_1.jpg (157052 byte) stampa_shirt_CM_2.jpg (157473 byte) stampa_shirt_CM_3.jpg (82160 byte) stampa_shirt_CM_4.jpg (82152 byte)Cora ha creato due immagini che possono essere stampate anche su una t-shirt(capovolte). Grazie Cora! ^__^

24/09/2005

- giovedi e' andata in onda su Italia1 una 'provocazione' di Victoria Cabello de 'Le Iene' nei confronti di Russell. Probabilmente presto Silvia mettera' online la clip. In ogni caso Victoria sembra avercela con Russell fin dai tempi della famosa intervista di MTV, di cui potete rileggervi la trascrizione qui. In seguito Victoria in un'intervista di cui purtroppo ignoro la data ha dichiarato quanto segue:

da Mediaset.it: Victoria Cabello, che vulcano di Iena a Mediasetonline!

Mediasetonline ha intervistato una delle “regine” de Le Iene: Victoria Cabello. 

[...]
Finora hai parlato bene di tutti. Ma c’è qualche attore che ti ha deluso?

In assoluto Russell Crowe. Tutte le voci che girano su di lui circa il suo lato umano e la sua professionalità sono vere. Crowe non aveva tanta voglia di parlare; dei dieci minuti pattuiti per l’intervista, ce ne ha concessi solo due. Era da una settimana che ci preparavamo per l’incontro. Ho litigato furiosamente con Crowe… [...]

- da Sport.libero.it: Crowe, non acquisterò il South Sidney  21/09/2005

L'attore rinuncia al club di rugby australiano: "Dieci milioni sono troppi''

Sydney - Russell Crowe ha cambiato idea e ha rinunciato al progetto di acquistare il South Sydney, club australiano di rugby. ''Se si scava un po' a fondo, ci si rende conto che il campionato di rugby non e' un buon investimento'', ha detto l'attore. ''Il valore dei Souths senza dubbio e' altissimo, ma dieci milioni di dollari (australiani, ndr) sono troppi''. Crowe sembrava intenzionato a rilevare il club con la collaborazione del suo agente Peter Holmes. La marcia indietro ha sorpreso Nicholas Pappas, attuale presidente del South Sydney. ''Non ne so nulla -ha detto- e non replico alle cose che mi riferiscono altre persone. Aspetto che Russell si metta in contatto con me''. (Grazie Maddalena!)

22/09/2005

GQ_05-09_1.jpg (67378 byte) ho aggiunto alla pagina della stampa n. 69 le scansioni da GQ di settembre. Grazie a Shaula per avermele inviate! ^__^

 

 

 

- risultati settimanali degli incassi in Italia (settimana dal 12/09/2005 al 18/09/2005) - dati Cinetel

Pos. Film Naz. Distr. Città Giorni Incasso Presenze
1 MADAGASCAR USA UIP-UNITED INT.PICTURES S.R.L. 340 2935 € 4.030.140,00 699.254
2 I FANTASTICI 4 (FANTASTIC FOUR) USA 20TH CENTURY FOX ITALIA S.P.A. 331 1388 € 3.328.968,00 536.865
3 LA BESTIA NEL CUORE COP 01 DISTRIBUTION 235 1742 € 1.493.399,00 258.984
4 CINDERELLA MAN - UNA RAGIONE PER LOTTARE USA BUENA VISTA INT. ITALIA S.R.L. 295 2207 € 1.029.929,00 174.177
5 2 SINGLE A NOZZE (WEDDING CRASHERS) USA EAGLE PICTURES S.P.A. 236 1816 € 764.330,00 127.105
6 I GIORNI DELL'ABBANDONO ITA MEDUSA FILM S.P.A. 157 554 € 653.215,00 104.194
7 GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK USA MEDIAFILM S.P.A. 132 497 € 592.854,00 92.342
8 THE SKELETON KEY USA UIP-UNITED INT.PICTURES S.R.L. 116 837 € 411.052,00 66.803
9 IL CASTELLO ERRANTE DI HOWL (HOWL'S MOVING CASTLE) GIA LUCKY RED DISTRIB. 75 509 € 243.668,00 42.724
10 THE ISLAND USA WARNER BROS ITALIA S.P.A. 145 820 € 236.136,00 39.688

21/09/2005

Russell Crowe at the australian premiere of his film 'Cinderella Man', Sydney, september 21, 2005 ecco alcune foto dalla prima australiana di 'Cinderella Man' a Sydney. Grazie anche a Ivani per la segnalazione delle foto di Yahoo!

 

 

 

- Silvia ha messo a disposizione alcuni video delle apparizioni di Russell alla mostra di Venezia. Li trovate sul seguente sito: http://www.bassil.altervista.org/. Affrettatevi a scaricarli perche' saranno a disposizione solo per un tempo limitato. Grazie mille Silvia! ^__^

- da news.com.au: Russell Crowe si ritira dall'offerta per i Souths

Russell Crowe ha sfruttato le interviste durante la prima di 'Cinderella Man' per dichiarare che non ha intenzione di acquistare la sua squadra di rugby del cuore, i South Sydney Rabbitohs. Ha detto che non e' un buon momento per investire nella rugby league. Si e' detto sorpreso persino del fatto che la squadra fosse in vendita. Secondo lui i Souths non hanno prezzo, ma certamente non valgono i dieci milioni (di dollari australiani) richiesti. [...]

Russell Crowe rules out bid for Souths
From: AAP By Jonathan Moran
September 21, 2005 

OSCAR-winning actor Russell Crowe has ruled out making any bid to buy his beloved South Sydney NRL club, at least for the time being.

Speaking at the Australian premiere of his new film Cinderella Man, the diehard Bunnies fan said he did not believe the time was right to be investing in rugby league.
"Not at this point. Not right now," Crowe said when asked about reports he was involved in a bid to buy Souths with businessman Peter Holmes a Court.

"It was surprise to me that it was even up for sale.

"Souths may be priceless but they are certainly not worth $10 million."

Crowe said despite the huge success of the NRL this season with bumper crowds and the most even competition ever, he did not think the sport was a wise investment.

"On the surface ... from what I've seen, I think most rugby league fans don't really have a full idea or have been given the facts so they could make an objective assessment," he said.
"You pull that curtain back and take just a little bit of a peak and rugby league doesn't look like a good investment."
 

20/09/2005

RussellCrowe_05-09-05_224.jpg (120429 byte) ho aggiunto altre foto scattate da Daniela a Venezia. Si trovano in fondo alla pagina. Grazie Daniela! ^__^

19/09/2005

ho aggiunto la traduzione dell'articolo dal Contigo Magazine di Ivani. Grazie mille Ivani! ^__^

 

 

 

- Debora mi segnala che sulla rivista 'Max' di agosto o settembre dovrebbe essere presente un articolo dedicato a Russell. Qualcuno puo' mandarmi le scansioni? Grazie!

- dal TGcom: Russell Crowe ci prova con il rugby 17/9/2005

Intende comprare un club australiano

Russell Crowe tenta una nuova carriera, nello sport. L'attore premio Oscar avrebbe presentato un'offerta miliardaria per comprare il South Sydney, club australiano di rugby. La notizia è priva al momento di conferme ufficiali, ma non mancano i primi commenti positivi. Come quello del presidente, Nick Pappas, che si è dichiarato onorato della scelta, forte delle difficoltà economiche in cui versa al momento la squadra. 

Il punto sulla trattativa, rivelata dall'emittente radiofonica ABC, è affidato alla voci di Shane Richardson, direttore generale del South Sydney, che dapprima si astiene dal commentare le voci, per poi fornire un importante elemento, utile a comprendere lo stato di avanzamento dei "lavori": "Non abbiamo ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale riguardo alla volontà di Crowe di acquisire l'80% delle azioni - dichiara - Ne discuteremo solo quando vi sarà qualcosa di concreto. Sinora ci sono state chiacchierate produttive e utili con Russell e il suo agente Peter Holmes. E' positivo vedere che persone di questo calibro siano interessate". L'atteggiamento generale appare improntato alla massima apertura, soprattutto in virtà di una serie di considerazioni, in primo luogo finanziarie. La compagine di rugby, che milita nel campionato dell'altro emisfero, sta attraversando una fase estremamente difficile per quanto attiene alle proprie casse. L'ingresso di denaro fresco non potrebbe che giovare. L'arrivo di Crowe consentirebbe inoltre di assecondare le ambizioni del club, che si mantengono alte. "Il nostro obiettivo è avere successo - rimarca ancora Richardson - Siamo quindi disponibili a valutare tutte le opzioni, anche se Russell ha sempre avuto un'opinione personale sul modo di gestire una società".

Perché l'affare vada in porto sono state poste alcune condizioni irrinunciabili. Come il veto assoluto sulla possibilità di cambiare simbolo (un coniglio), nickname (Rabbitohs), maglia e colori sociali (rosso-verde). O il "no" secco in caso di eventuale trasferimento da South Sydney, località che ha assistito alla nascita della società nel 1908. "Ne abbiamo parlato apertamente, vogliamo conservare la nostra tradizione e rimanere nell'area alla quale apparteniamo", sottolinea Shane Richardson, che parla però, da parte di Crowe, di "proposte che permetteranno alla società di consolidarsi e di rimanere dove è adesso per sempre". (Grazie Maddalena!)

***ALLARME TV*** venerdi', 23 settembre 2005 andra' in onda il film 'Heaven's Burning - Paradiso di fuoco' (Australia, 1997) su Raisat Cinema World alle ore 14.00

18/09/2005

- da IlRestodelCarlino.net: RUSSEL CROWE

Dal ring al pallone ovale - Vuole acquistare una squadra di rugby

Sydney, 17 settembre 2005 - Dal ring di 'Cinderella man' al rugby . L'attore Russel Crowe, protagonista da Oscar del 'Gladiatore', ha presentato un'offerta multimilionaria per l'acquisto della squadra 'South Sydney' che sta attraversando un periodo di grave crisi economica, secondo quanto ha reso noto la radio australiana Abc. 

Nato in Nuova Zelanda ma cresciuto in Australia, Crowe, 41 anni, è un appassionato di rugby ed ha avanzato la proposta insieme a un suo amico, l'imprenditore Peter Holmes. Il presidente del club Nick Pappas, che attualmente è alle prese con una situazione finanziaria estremamente difficile, ha commentato: 'Siamo onorati e molto emozionati -. Peter e Russell stanno avanzando proposte che permetteranno alla società di consolidarsi edi rimanere a Sydney per sempre'. 

Shane Richardson, direttore generale del South Sydney, ha fatto il punto sulla trattativa. 'In realtà - ha detto - non abbiamo ricevuto ancora una comunicazione ufficiale. Crowe vuole l'80% delle azioni? Non commento queste voci. Discuteremo solo quando ci sarà qualcosa di concreto. Russell ha avuto sempre un'opionione personale sul modo di gestire un club. Il nostro obiettivo è avere successo, quindi siamo disponibili a valutare tutte le opzioni. Ripeto: non abbiamo ricevuto documenti. Finora ci sono state chiacchierate produttive e utili con Russell e con Peter Holmes. È positivo vedere che persone di questo calibro siano interessate'. 

Il South Sydney è stato fondato nel 1908. 'Sia chiaro - aggiunge Richardson -, a nessun costo accetteremmo di mettere a rischio il nostro simbolo (un coniglio, ndr), il nostro nickname (i Rabbitohs, ndr), la maglia, i colori rosso e verde e la nostra permanenza a South Sydney. Ne abbiamo parlato apertamente, vogliamo conservare la nostra tradizione e rimanere nell'area alla quale apparteniamo'. 

- da sport.libero.it: Il Gladiatore... si dà al rugby 17/09/2005

Russel Crowe vuole acquistare il South Sydney, club australiano 

Sydney - Russell Crowe vuole acquistare il South Sydney, club australiano di rugby. Secondo l'emittente radiofonica ABC, l'attore avrebbe presentato un'offerta multimilionaria con la collaborazione del suo agente, Peter Holmes. ''Siamo onorati e molto emozionati'', ha detto Nick Pappas, presidente del South Sydney, che attualmente e' alle prese con una situazione finanziaria estremamente difficile. ''Peter e Russell stanno avanzando proposte che permetteranno alla societa' di consolidarsi e di rimanere a Sydney per sempre''. 

Il South Sydney, fondato nel 1908, ha un coniglio come simbolo, gioca nella Natiolan Rugby League e nelle ultime due stagioni ha conquistato il 'cucchiaio di legno', platonico trofeo destinato alla peggior squadra del campionato. Per cercare di evitare il terzo cucchiaio consecutivo, la dirigenza dei 'Rabbitohs' ha assunto un nuovo coach, l'inglese Shaun McRae. (Spr/Adnkronos)

- da IlGiornale.it: Lo stile Master & Commander del «capitano» Ralph Lauren

di DANIELA FEDI - 

da New York

Alte, magre, bionde, con gli occhi azzurri e l'andatura elastica di chi ha sempre fatto tanto sport: sono tutte così le donne che lavorano per Ralph Lauren, dalle segretarie alle potenti produttrici della sua sfilata andata in scena l'altro giorno a New York. Del resto lui che è lo stilista più ricco del mondo e il più famoso tra gli americani, ha costruito un impero dei segni con un giro d'affari annuo di oltre 10 miliardi di euro basandosi proprio sugli stereotipi del cosiddetto American dream. Sogni e segni, dunque. Che l'impeccabile collezione per la prossima primavera/estate riassumeva in un'immagine nautica con capi tipici da vacanze sugli yacht tra Martha's Vineyard e Nantucket sapientemente mescolati alle divise della marina militare inglese del bel tempo che fu. Per intenderci è come se il capitano Jack «Lucky» Aubrey, ovvero l'indimenticabile Russell Crowe di Master& Commander, cedesse la sua marsina ricamata a una bellissima signora bionda in pantaloni bianchi e alti sandali d'oro come la rete da pesca contenente una busta di coccodrillo che le fa da borsetta. [...]

- risultati settimanali degli incassi in Italia (settimana dal 05/09/2005 al 11/09/2005) - dati Cinetel

Pos. Film Naz. Distr. Città Giorni Incasso Presenze
1 MADAGASCAR USA UIP-UNITED INT.PICTURES S.R.L. 317 3049 € 7.324.641,00 1.284.096
2 LA BESTIA NEL CUORE COP 01 DISTRIBUTION 214 925 € 1.048.347,00 168.864
3 CINDERELLA MAN - UNA RAGIONE PER LOTTARE USA BUENA VISTA INT. ITALIA S.R.L. 276 1091 € 786.867,00 123.868
4 2 SINGLE A NOZZE (WEDDING CRASHERS) USA EAGLE PICTURES S.P.A. 221 1031 € 667.196,00 103.347
5 THE ISLAND USA WARNER BROS ITALIA S.P.A. 256 1528 € 593.173,00 100.590
6 HERBIE IL SUPERMAGGIOLINO (HERBIE: FULLY LOADED) USA BUENA VISTA INT. ITALIA S.R.L. 258 1545 € 379.519,00 69.596
7 NELLA MENTE DEL SERIAL KILLER (MINDHUNTERS) USA EAGLE PICTURES S.P.A. 190 1093 € 377.405,00 64.096
8 HAZZARD (THE DUKES OF HAZZARD) USA WARNER BROS ITALIA S.P.A. 102 682 € 324.151,00 53.185
9 SEVEN SWORDS H.K MEDUSA FILM S.P.A. 213 1270 € 298.159,00 51.789
10 THE SKELETON KEY USA UIP-UNITED INT.PICTURES S.R.L. 106 371 € 294.555,00 44.155

16/09/2005

RussellCrowe_05-09-05_185.jpg (235364 byte) ho aggiunto altre foto alla pagina di Venezia;

 

 

 

- dal TGcom: Nicole più ricca di Kylie

La Kidman guida la top australiana

A trentasette anni suonati resta una delle donne più belle del mondo e una delle attrici più richieste di Hollywood, con una produzione di film davvero serrata: caratteristiche che rendono Nicole Kidman un'indiscussa icona in patria anche... dal punto di vista economico. Secondo la rivista "Brw", l'ex moglie di Tom Cruise è infatti la giovane donna più ricca di tutta l'Australia.

Il patrimonio della diva ammonterebbe a 190 milioni di dollari australiani, circa 120 milioni di euro, una vera fortuna che l'attrice ha messo insieme grazie a successi cinematografici come "Moulin Rouge", "Ritorno a Cold Mountain" ed "Eyes Wide shout" e al remunerativo impegno come testimonial pubblicitaria. Nella classifica redatta da "Brw", la star premio Oscar, dal 30 settembre nei cinema italiani con "Vita da strega", figura al quarto posto nell'elenco dei primi 40 giovani "paperoni" australiani e al primo posto tra le donne. 

Un primato di tutto rispetto, dal momento che negli ultimi anni l'Australia ha partorito fior di star. Dalla cantante Kylie Minogue, alla modella Elle Macpherson, fino a Russell Crowe, le cui origini in verità sono neozelandesi. Ma Nicole Kidman, in quanto a "gruzzolo", batte tutti, pure il tennista Lleyton Hewitt, 35esimo nella hit dei giovani australiani danarosi con un patrimonio di circa 19 milioni di euro. Una domanda sorge spontanea: Nicole pagherà le tasse in patria o negli Stati Uniti dove risiede?

- da Cinematografo.it: La più ricca del reame 16/09/2005 

Nicole Kidman guida la lista delle donne più facoltose d'Australia. E fa meglio anche di Russell Crowe

(Cinematografo.it/Adnkronos) - Con una fortuna stimata in 190 milioni di dollari australiani (circa 120 milioni di euro), Nicole Kidman si è aggiudicata il titolo di donna più ricca d'Australia. La rivista Brw colloca la diva, vincitrice di un Oscar per The Hours, al quarto posto nella classifica dei primi 40 giovani "paperoni" australiani e al primo posto tra le donne. La Kidman, che da anni vive negli Stati Uniti, supera in classifica la cantante Kylie Minogue, la modella Elle MacPherson e il collega di origini neozelandesi Russell Crowe. La redazione

15/09/2005

BestMovie05_09_4.jpg (30300 byte) - ho aggiunto alla pagina della stampa n. 69 le scansioni e trascrizioni dalle riviste 'Best Movie' e 'Film TV' inviate da Cora, che ringrazio di cuore. ^__^

 

 

 

- da ADNkronos.com: CINEMA: RUSSELL CROWE, PER L'AGGRESSIONE RISCHIA IL VISTO USA

I LEGALI DELL'ATTORE CHIEDONO UNA RIDUZIONE DELL'ACCUSA

Sydney, 14 set. - (Adnkronos) - Gli avvocati di Russell Crowe stanno cercando di ottenere una riduzione dell'accusa che pende sull'attore, colpevole di aver lanciato un telefono, il 6 giugno scorso, contro un impiegato di un albergo di New York. Se fosse ritenuto colpevole dell'accusa di aggressione, infatti, Crowe perderebbe il diritto di lavorare negli Stati Uniti e potrebbe essere condannato a sette anni di carcere

- da Cinematografo.it: Crowe a rischio 14/09/2005

Il divo accusato di aggressione: se giudicato colpevole lo attende il carcere o il divieto di lavorare negli Usa

Fino a sette anni di carcere e il divieto di lavorare negli Stati Uniti. E' la pena che rischia Russell Crowe qualora dovesse essere giudicato colpevole dell'accusa di aggressione contro Nestor Estrada, dipendente di un albergo Mercer di New York, al quale l'irascibile attore neozelandese aveva tirato un telefono in un momento d'ira lo scorso 6 giugno. Erano le quattro di notte quando, rientrato in camera, Crowe aveva tentato inutilmente di chiamare la moglie Danielle in Australia e, di fronte all'incapacità del portiere notturno di riparare il danno all'apparecchio, aveva reagito con un gesto violento. Il divo - attualmente nelle sale italiane con Cinderella Man - si era in seguito scusato, ma il processo è andato lo stesso avanti. Ora i legali dell'attore sono al lavoro per tentate di ottenere il minimo della pena. "Se sarò considerato una minaccia internazionale come pretende l'avvocato dell'accusa, allora me ne starò a casa mia" ha tagliato corto Crowe. L'attore avrebbe dovuto presentarsi alla corte questo mese, ma l'udienza è stata rinviata a fine novembre. (Grazie Maddalena!)

- stessa notizia da Caltanet;

- dalla newsletter 'Cinema e Spettacolo': recensione - CINDERELLA MAN 

Basta una carrellata a Ron Howard per raccontarci una discesa all'inferno, dal tranquillo quartiere residenziale al misero tugurio senza luce e riscaldamento nella zona povera della città. E' la grande Depressione, fortune bruciate nel giro di un istante: miseria, fame e latte corretto ad acqua. E' la storia di James J. Braddock, promessa del pugilato presto finita nel dimenticatoio, dalla chance per il titolo agli incontri di quart'ordine, una mano che si rompe troppo spesso e massacranti turni al porto per sfamare moglie e figli. Poi la seconda occasione, quella che in America (almeno nei film) non si nega a nessuno, ed ecco la rinascita: l'"uomo cenerentola" (la definizione è del cronista sportivo del tempo Damon Runyon) diventa campione del mondo dei pesi massimi. Con una classicità quasi inattuale (ma splendida), che deve qualcosa sia all'epica di Ford che alla commedia sociale di Capra, Howard trasforma una delle più incredibili vicende della storia della boxe in una fiaba urbana di riscatto e dignità, in un "e vissero felici e contenti" sportivo e familiare di straordinaria presa emotiva. Bellissima la ricostruzione d'ambiente, il Long Island Bowl sormontato dallo skyline di New York sembra uscito da Il colosso d'argilla mentre sul ring sfilano i cloni di Primo Carnera e Max Baer. Grandi gli interpreti maschili, a cominciare da Crowe, perfettamente credibile nei panni del boxeur, ma anche Paul Giamatti in quelli del manager ebreo Joe Gould non scherza, più petulante invece Renée Zellweger. Max Baer che sia personaggio o attore (lo fu da vivo) è sempre perfido o sbruffone. (Grazie anche a Maddalena!)

***ALLARME TV*** sabato 17 Settembre 2005 alle ore 21.00 su Canale 5 sarà trasmesso il film 'Il Gladiatore'

14/09/2005

RussellCrowe_05-09-05_163.jpg (20953 byte) aggiunte altre foto alla pagina di Venezia;

 

 

 

- a quanto riportano molte agenzie (Associated Press; Sydney Morning Herald), sembra che gli avvocati di Russell stiano cercando di ottenere un ridimensionamento delle accuse rivoltegli dopo il lancio del telefono. L'udienza che doveva tenersi in questo mese e' stata, tra l'altro, rimandata a novembre prossimo.

13/09/2005

RussellCrowe_05-09-05_161.jpg (198794 byte) ho aggiunto altre cinque foto da Venezia scattate da Daniela e Trinity1982 (grazie Marta per la segnalazione :P). Le trovate in fondo alla pagina di Venezia;

 

 

 

- da Ansa.it: Incassi film, vola 'Madagascar'

Bene anche la Comencini e 'Cinderella Man' 

(ANSA)- ROMA, 12 SET - Venezia fa subito capolino nella classifica dei maggiori incassi cinematografici, ma al primo posto c'e' sempre il cartone 'Madagascar'. Il film di animazione ha sfondato dopo due settimane il muro dei 13 milioni di euro. Al 2/o posto arriva 'La bestia nel cuore' di Cristina Comencini. Al 3/o ancora un film proveniente dalla mostra di Venezia, 'Cinderella Man' con Russell Crowe. Le uscite veneziane hanno contribuito alla crescita complessiva del box office: +10% rispetto allo scorso weekend. 

- da Gossipnews.it: Esclusivo! Crowe e GossipNews: amici o nemici? (07/09/2005)

A Venezia non si parla d'altro che delle prodezze del solito imprevedibile Russell. E una delle sue intemperanze più chiacchierate, nemmeno a dirlo, riguarda l'incontro di Crowe con GossipNews.

Come dimostra l'immagine, il mitico Russell ne ha combinata un'altra delle sue.
All'uscita della conferenza stampa, prima di imbarcarsi verso l'hotel e prepararsi per interviste e passerelle, Crowe si è fermato con fotografi ed operatori.

Ad un collaboratore di GossipNews, Paolo Braghetto, che chiedeva "Say hello to GossipNews" lui ha prontamente risposto "Hello! Hello!" e poi, a sorpresa, ha smesso di firmare autografi e si è accanito sull'obiettivo della videocamera (che ovviamente non era provvista di protezioni).
Al primo piano dell'Excelsior il suo ufficio stampa, alla visione del filmato, sprofondava in un "I'm really sorry", visto che l'attrezzatura ormai ha l'ottica inutilizzabile. E intanto non riusciva a trattenere le risate, scambiando sguardi eloquenti con le colleghe. L'espressione sembrava voler dire: "E' un pazzerello, lo sapete". Ma, tra la beffarda situazione e le solite voci sull'irascibilità ed il vandalismo di Crowe, non ci si capisce piu' nulla: voleva essere un autografo benevolo e simpatico o uno scarabocchio a sfregio? Nella terrazza Martini dell'Excelsior si è divisi e tutti dicono la loro.

Ma il filmato esclusivo della vicenda, che tutti anelano a vedere e a mandare in onda, sarà ovviamente visibile solo prossimamente sulla Gossip Tv di GossipNews. (Grazie Maddalena!)

- da LaNazione.net: MOSTRA DEL CINEMA - Profumo di Hollywood al Lido (07/09/2005)

Crowe e Paltrow si raccontano 

Partecipazione vocale per la protagonista di 'Proof', che dà forfait per un guasto tecnico all'aereo, e grande entusiasmo per la presenza del 'boxeur' Russel Crowe 

[...] 
* IL CICLONE Il 'Gladiatore' in felpa bianca con il volto un po' ombroso, non accetta domande sulla sua vicenda legale: 'La mia vita non entra nei film, i film non entrano nella mia vita, con l'ultimo ciak finisco il lavoro' 
* L'AMERICA Secondo Crowe 'gli americani non devono pensare che l'abbondanza di cui godono sia un diritto assoluto, le società e i paesi più ricchi del mondo devono distribuire i loro beni in modo più equo' 

Venezia, 6 settembre 2005 - Intenso profumo di Hollywood al Lido. Russell Crowe e Gwyneth Paltrow. Lui presente in tutta la sua fisicità, spalle larghe sotto la felpa bianca da boxeur fuori dal ring. Di lei, invece, aleggia solo lo spirito, anzi, la voce. 

Crowe presenta 'Cinderella Man' di Ron Howard, Paltrow 'Proof' di John Madden. Che con i rispettivi cast fanno sei premi Oscar in tutto (ci sono anche Sir Anthony Hopkins e Renée Zellweger). Attesissima fino all’ultimo istante, Gwyneth al Lido ha infatti dato forfait suo malgrado: partita l’altra notte da New York con un volo della Delta Airlines diretto in Italia, s’è presa una brutta paura perché il Boeing su cui volava è dovuto rientrare all’aeroporto di partenza. 
[...]
Giù il telefono mentre arriva il ciclone Crowe, il volto e il corpo di Jim Braddock, mito del ring morto e risorto nell’America della Depressione. Il Gladiatore in felpa bianca viene preceduto in sala da un avvertimento: mister Crowe non accetterà nessuna domanda sulle sue vicende legali (rischia sette anni di galera per aver sbattuto il telefono in testa a un impiegato di un albergo di New York). 

Perfino la security è intimidita, state buoni, non si sa mai, potrebbe anche scapparci una scazzottata. Invece Crowe è disponibile anche se un po’ ombroso, non concede sorrisi ruffiani, alza gli occhi al cielo alle domande che lo annoiano tipo 'cosa c’è del pugile in lei?'. 'Niente', risponde scocciato. 

'La mia vita non entra nei film, i film non entrano nella mia vita. Con l’ultimo ciak finisco il lavoro'. Si riscalda quando parla dell’America, della fame, della povertà, le situazioni affrontate dal suo Jim Braddock. 'Gli americani non devono pensare che l'abbondanza di cui godono non è un diritto assoluto, la ricchezza non è affatto scontata. Le società e i paesi più ricchi del mondo devono pensare di distribuire i loro beni in modo più equo'. 

Un cenno sul suo nuovo impegno con Ridley Scott che lo diresse nel 'Gladiatore', un film, 'A Good Year' la cui lavorazione è appena iniziata a Parigi. Poi via, superscortato, ma uscito dall’ufficialità, sulla darsena sul retro del Casinò, è lui a sciogliersi dalla stretta delle body guard: cambia rotta verso i fan più lontani, sorridendo firma autografi e posa per le foto ricordo dei turisti. Così, per strada, si guadagna l’applauso più lungo. dall'inviato Annalisa Siani  (Grazie Maddalena!)

12/09/2005

- dal TGcom: Crowe: "Torno nell'arena" 12/9/2005

La star pensa al sequel del Gladiatore

Tempo fa aveva detto che mai più avrebbe indossato i panni di Maximus, il generale romano che gli regalò il premio Oscar nel 2001. Ora il protagonista di "Cinderella Man" sembra aver cambiato idea. L'affascinante attore neozelandese, stregato da una sceneggiatura scritta da Nick Cave, è pronto per girare il sequel del pluripremiato kolossal, sempre per la regia di Ridley Scott. 

A convincere Crowe a tornare sui propri passi è stato nientemeno che Nick Cave, il rocker maledetto di "Nocturama" che, come è noto, spazia dalla musica alla poesia ai romanzi. Il cantante australiano si è infatti cimentato nella sceneggiatura della seconda puntata del "Gladiatore". E il risultato ha intrigato moltissimo il collega attore che sta già contrattando per riportare in vita il suo fortunato personaggio. 

Chi ha visto la pellicola di Ridley Scott ricorderà infatti che Maximus, alla fine del film, muore a causa di una vile mossa di Commodo. Chissà a quale artificio sarà ricorso Cave per reintrodurre l'eroico Gladiatore nel sequel, probabilmente facendo appello al senso dell'aldilà che permeava la cultura degli antichi Romani o forse attraverso un prequel. E' ancora presto per dirlo, quel che è certo è che Russell Crowe ha apertamente ammesso di aver cambiato radicalmente posizione riguardo a un possibile sequel: "All'inizio ero veramente cinico sul fatto di girare un seguito del Gladiatore - ha dichiarato la star al magazine 'Australia's Empire' - ma ora sono tornato sui miei passi". "Nick Cave - ha aggiunto Crowe - ha scritto un copione per me e il regista Ridley Scott: è uno scrittore eccellente". 

Il film originale, vincitore di cinque premi Oscar, ha incassato oltre 450 milioni di dollari e lanciato Crowe definitivamente nel firmamento di Hollywood. Il protagonista di "A beautiful mind", nel kolossal di Scott, interpretava il generale Maximus, il prediletto dall'imperatore Marco Aurelio. La storia girava intorno all'odio nutrito verso il militare da Commodo, l'invidioso e ambiguo figlio dell'imperatore. Sopravvissuto al tentativo di essere eliminato da parte del giovane erede all'impero, Maximus si guadagnava la fama di gladiatore imbattibile. Fino alla sua fine gloriosa e straziante. 

07/09/2005

RussellCrowe_05-09-05_144.jpg (39222 byte) aggiunte altre foto alla pagina della Mostra di Venezia;

 

 

 

- video da Venezia. Grazie VSecin!

- da Primissima.it: Sempre dalla conferenza stampa di Venezia

Cinderella Man

Chi si nasconde dietro a un ruvido e massiccio tipo con felpa e sguardo da duro? Russell Crowe, ovvio. E' arrivato al Lido per Cinderella Man, l'ascesa ma soprattutto la caduta e lotta per la sopravvivenza del prode pugile irlandese Jim Braddock e famiglia. Tra gli anni ruggenti e la Grande depressione. A dirigerlo è Ron Howard che lo ha già diretto in A Beautiful Mind, storia di un altro personaggio emblematico e realmente esistito. 
Ron Howard sostiene che il carisma degli attori australiani è merce rara a Hollywood, vero. Nel film Crowe è bravissimo. Certo, questo è un ruolo fatto su misura per lui, ma a guai a ricordargli la sua passione fuori dal set per risse e pugni!
Mr Crowe, questo film le ha insegnato qualcosa sulla povertà?
"A volte bisogna usare il prisma della memoria, della storia per raccontare qualcosa che riguarda il mondo di oggi. Il periodo durissimo della depressione dovrebbe insegnare all'America, ma direi ad ogni società agiata, che la ricchezza non va mai data per scontata. E che forse sarebbe più giusto dividere ciò che si ha con chi ne ha bisogno".
Lei qui interpreta la parte classica del piccolo-grande eroe Usa, colui che crede nei valori, lotta per giustizia, onestà, famiglia. Come si è confrontato con questo personaggio?
"Molto bene. Di lui mi ha molto colpito un dettaglio biografico: finito il peggio ha restituito tutti i soldi del sussidio statale. Questo tipo di persona che riesce a fronteggiare situazioni difficilissime senza mai corrompere, tradire ciò in cui crede, cercando di essere un esempio per i propri figli, mi piace. E trovo che in un mondo come il nostro in cui domina opportunismo e si vedono tanti orrori sia un bene che appaia uno come Jim Braddock".
Anche lei è un padre, le è servito esserlo per affrontare questo ruolo?
"Ho la fortuna di essere un padre, una fortuna che vivo e scopro ogni giorno e auguro a tutti. Ma non faccio paragoni tra la mia vita privata e i film. Il mio lavoro esiste tra un ciak e l'altro. Non me lo porto a casa, finito il ciak, finito il lavoro".
Però magari l'idea di ascesa e caduta di un personaggio pubblico le sarà venuta in testa?
"Jim Braddock è un pugile, non è un attore. E non trovo ci siano somiglianze tra i due mestieri, ce ne sono di più tra un matematico pazzo e un attore. Ma il pugile appartiene davvero a un altro mondo. Detto questo, è chiaro che la domanda su come sia passare dalle stelle alle stalle me la sono posta. La risposta è, come ho già detto, fama, ricchezza non sono cose scontate".
Ora lei è a Parigi sul set del nuovo film di Ridley Scott, con cui ha già lavorato. Questo è il suo secondo film con Howard. Sono i registi che la vogliono ancora, oppure è lei che preferisce lavorare con chi conosce?
"Entrambe le cose, credo. Quando ti conosci hai un vantaggio: sai dove e come puoi progredire e cosa ti puoi aspettare dall'altro. E' molto importante per un attore, è un' opportunità di evolversi professionalmente".
Jim Braddock è un uomo onesto e leale, ma è anche un duro...
"Alt, a me piace la sua integrità, rara. Di duri è pieno il mondo".
Nella sua vita ci sono stati momenti difficili? Lei conosce il tipo di sacrifici a cui va incontro il protagonista e la sua famiglia?
"Beh, così estremi no, non ho mai provato nulla del genere. Non per niente la Depressione americana è un fatto storico. Io credo però che oggi vi sia una nuova forma, terribile di povertà in aree ricche e avanzate e questo film con la scusa della fiction in qualche modo ne parla".
Cosa le piace del suo mestiere?
"Mi sembra utile, se uno che ha i suoi guai entra al cinema e si dimentica del peggio, anche solo per un paio d'ore, questo per me, attore, è un grande successo".
Lo consiglierebbe ai suoi figli?
"Se lo volessero, sì. Io ho sempre detestato gli 'scoraggiatori', ci sarà sempre gente che ti consiglia di abbandonare ciò che desideri, lo fanno per paura, insicurezza. L'importante è fare ciò che si desidera davvero".

- da MTVit: I PUGNI DI RUSSELL CROWE 05/09/2005

Pugilato a Venezia: "Cinderella Man" convince a metà Reazione a distanza: il debutto veneziano di "Cinderella Man – Una Ragione Per Lottare" si chiude con applausi convinti da parte del pubblico. Qualche minuto dopo, però, ecco sorgere i primi dubbi.
Come mai questo cambio di opinione? Semplice: il punto debole del film di Ron Howard non sta nel finale, che anzi è uno dei momenti migliori della pellicola.
Presentato Fuori Concorso, "Cinderella Man – Una Ragione Per Lottare" racconta la storia vera del pugile Jim Braddock, che divenne un simbolo di speranza negli Usa della Grande Depressione dopo aver:

- provato sulla sua pelle la povertà 
- lavorato come scaricatore di porto per quattro soldi 
- ricominciato a boxare più per mantenere la famiglia che per ambizioni di vittoria 
- diventato lo sfidante per il titolo mondiale dei pesi massimi, inaspettatamente e nonostante l'età (in questo sta gran parte del suo essere diventato un simbolo di speranza nella capacità di riscossa)

L'atto finale di questa storia avviene nel 1935, quando Jim Braddock affronta lo schiacciasassi Max Baer, lo sconfigge e diventa il nuovo campione dei pesi massimi.
Quella di Braddock è una gran storia, che rischia di scadere nella retorica ma che ha indubbiamente un solidissimo andamento drammaturgico. Nonostante ciò il vero punto debole del film è proprio la sceneggiatura (e dire che c'è anche lo zampino del premio Oscar Akiva Goldsman). Non è una questione di retorica, che in fondo è contenuta: è più un problema di volere verbalizzare anche l'ovvio, di sentire la necessità di scrivere una battuta per ogni singolo elemento del film, come se le immagini da sole non fossero in grado di raccontare cose (oppure come se non ci si fidasse del pubblico e si preferisse spiegargli tutto quanto).

È un peccato, perché li regista Ron Howard è un solidissimo professionista e perché gli attori protagonisti danno un'ottima interpretazione (sono Russell Crowe e Renée Zellweger). Non è un caso se i momenti migliori della pellicola sono quelli in cui si sale sul ring. Ed è forse per questo che la lunga sequenza del match per il titolo mondiale fa scordare i difetti e regala un finale da applausi.

P.S.: l'uscita nelle sale italiane è fissata per il 9 settembre 2005

06/09/2005

RussellCrowe_05-09-05_119.jpg (48560 byte) aggiunte altre foto alla pagina della Mostra di Venezia;

 

 

 

!in edicola! Maddalena segnala che su TV Sorrisi e Canzoni uscito ieri in edicola c'e' un articolo dedicato a Russell e CM. Come al solito, sono gradite le scansioni;

- dal TGcom: Russell Crowe, cenerentolo ubriaco (con annesso video)

Nuoce essere "padroni della lingua”

Abbiamo incontrato Russell Crowe alla conferenza stampa del film fuori concorso a Venezia, “Cinderella man”, diretto dall’ex Ricky Cunningham (già “Beautiful mind”...), Ron Howard. E abbiamo scoperto che l’ex Gladiatore del grande schermo conosce molto bene la nostra lingua.

Dopo la domanda d’ordinanza relativa al film, la nostra inviata ha infatti chiesto al mastodontico Russell (che si è presentato alla Mostra con barba incolta e occhiali scuri) se cortesemente poteva dirci qualcosa in italiano! Ebbene, secondo voi, cosa mai avrebbe potuto dirci di veramente originale un attore del suo calibro? Viva gli spaghetti? Adoro la pizza? Sofia Loren è un mito? Macché, tutte cose troppo banali per uno come lui! Con nostro grande, anzi, grandissimo stupore, la frase da lui scelta per l’occasione (pronunciata peraltro in perfetto idioma italico) è stata: “Ieri sera ho bevuto come una spugna” (sic!)! 

Evidentemente il signor Crowe era ancora in preda ai fumi dell’alcool, altrimenti, una dichiarazione così non si spiega proprio, specie poi, se si tiene conto dei suoi trascorsi con la giustizia americana... Povero Russell, a volte, essere “padroni della lingua”, può essere davvero molto dannoso! Solo che lui, non solo è padrone della lingua, ma anche del gomito! Speriamo solo che non lo alzi troppo spesso... (per vedere il video: http://www.gossipone.com/)
(ndw: la frase non e' nuova, e' la stessa che Russell disse a Raffaella Carra' durante la sua esibizione a Sanremo nel 2001...)

- piccola rassegna stampa dedicata alla presentazione di 'Cinderella Man' 

- da Repubblica.it

Russell Crowe e René Zellweger protagonisti della storia (vera) di un riscatto sociale grazie al pugilato, alla volontà e all'amore

Cinderella Man, vita presa a pugni negli Usa della 'grande depressione' (05/09/2005)

A Venezia, fuori concorso, l'ultima fatica del regista Ron Howard -dal nostro inviato CLAUDIA MORGOGLIONE

VENEZIA - Accolto bene dalla critica americana, benissimo dal pubblico della Mostra, "Cinderella Man" di Ron Howard ha tutte le caratteristiche per conquistare gli spettatori: è diretto con mano sicura dal suo autore, già premio Oscar per "A beautiful mind"; racconta una storia (vera) di caduta, miseria, forza di volontà e riscatto, all'epoca della Grande depressione; è ambientata nel mondo della boxe, che da "Toro scatenato" a "Million dollar baby" ha sempre affascinanto il cinema; è interpretato da due star di scontata bravura, Russell Crowe e Renée Zellweger. 

E la coppia di divi è sbarcata oggi, al Lido di Venezia, per accompagnare il film, presentato fuori concorso. Lui ha un giubbottino sportivo e un'aria da bravo ragazzo, forse per far dimenticare le intemperanze che gli hanno già provocato guai giudiziari (vedi telefono sbattuto in faccia a un impiegato d'albergo). Impegnatissimo, insomma, a veicolare un'immagine più rassicurante e meno capricciosa, come quando racconta del suo ruolo di padre: "E' l'esperienza più fantastica della mia vita, qualcosa che sperimento di giorno in giorno. E che raccomando a tutti". Mentre lei, Renée, in abito rosa e nero e capelli di nuovo biondi (nella pellicola è in versione bruna), spiega che il neo-marito, il cantante country Kenny Chesney, "non è venuto a Venezia perché impegnato altrove...". Ed ecco fare capolino il sorrisetto un po' nervoso che sfodera sempre davanti ai giornalisti: assai diverso dall'espressione sofferta, concentrata, spesso disperata, con cui la vediamo sul grande schermo. 

Già: perché non va dimenticato che, al di là del glamour dei due interpreti in carne e ossa, il film di Howard mette in scena un'umanità ben diversa. Siamo infatti al principio degli anni Trenta, in piena Depressione, e James Braddock (Crowe), ex pugile in ascesa, vive nella più totale miseria con la moglie Mae (Zellweger) e i tre bambini. Ridotto alla fame e al fraddo, disposto a tutto pur di avere qualche turno di lavoro come facchino al porto, il nostro eroe non molla. E, grazie al manager di un tempo, finisce col rientrare nel giro che conta. Riuscendo - incontro dopo incontro, con la forza della disperazione più che con la preparazione fisica - a sconfiggere avversari dati sempre per super-favoriti. Fino al titolo mondiale. 

Una vicenda incredibile, la sua. Che già all'epoca ebbe grande risonanza, anche mediatica: fu proprio un giornalista a ribattezzare Braddock "Cinderella Man", ovvero la Cenerentola del ring. E dunque una storia incredibilmente adatta ad essere portata sullo schermo: "Quello che mi ha attratto - spiega il regista - è il suo insegnare che la ricchezza non è una cosa scontata. Poi mi piaceva anche il tema della forza della famiglia, e di come l'amore sia alla base della sopravvivenza. E infine, la parabola di un uomo che riesce a vincere la sua sfida in maniera onesta". 

Tutti temi con un aggancio, anche se indiretto, con l'attualità. Come conferma Crowe: "Questo film - dichiara - è importante anche perché ricorda all'America che quest'abbondanza di cui godono non è un diritto assoluto. Che il mondo è un luogo molto vasto, e che i beni andrebbero divisi in maniera più equa". Da parte sua, invece, la Zellweger preferisce sottolineare un altro aspetto della vicenda "Cinderella Man": l'amore che lega i due protagonisti. "E' una storia - spiega infatti - su come una coppia molto unita fa fronte alla difficoltà della vita, lottando per la propria libertà". 

Sul piano strettanente recitativo, poi, Crowe tende a minimizzare la sua presunta "identificazione" col personaggio: "E' vero - ammette - anch'io, come lui, sono un padre. E come attore accetto quella parte del mio lavoro che richiede una trasformazione fisica, per entrare in un ruolo. Ma per il resto, quando esco dal set i miei film e la mia vita privata restano separati". 

E pensando a quanto burrascosa a volte sia stata, la sua vita privata - dalla fuga d'amore con Meg Ryan ai telefoni usati come arma - verrebbe da dire: meno male. Ma oggi Russell è deciso a non mostrare il lato - diciamo così - oscuro, della sua personalità. Forse perché tiene a difendere la sua credibilità professionale. Specie adesso, con "Cinderella Man" che l'ha rilanciato, e col suo attuale impegno con Ridley Scott (che l'ha già diretto nel "Gladiatore") su un set parigino: "E' bello lavorare due volte con lo stesso autore - spiega - a me è accaduto con Ron, in "A beautiful mind" e in questo film, e con Ridley. Conoscendo già il regista, tutto è più facile e rilassante". E chissà se i giurati degli Oscar, che già l'hanno premiato due volte, non pensino a lui per una nuova nomination ai premio 2006. (Grazie Maddalena!)

- da it.news.yahoo: Venezia: Russell Crowe, l'Abbondanza Di Cui Godono Gli Usa Non e' Dovuta  (05/09/2005)

- dal TGcom: Crowe, un eroe americano

Il divo al Lido con "Cinderella Man"

Dopo Clooney, Bloom e Damon, è Russel Crowe il divo hollywoodiano protagonista alla 62esima Mostra del Cinema di Venezia, con il film fuori concorso "Cinderella man". Diretto per la seconda volta da Ron Howard, Crowe (più magro e con i capelli neri) veste i panni di Jim Braddock, pugile degli anni 20-30 considerato un simbolo della riscossa del proletariato. Il film sarà in sala dal 9 settembre. 

Presentato alla stampa, a Venezia, l'attesissimo "Cinderella Man" di Ron Howard, film Usa fuori concorso che racconta la storia vera del pugile proletario Jim Braddock, soprannominato Cinderella Man per la sua capacità di risorgere dalle ceneri come una fenice. Il film con Russell Crowe e la Zellweger uscirà in sala il prossimo 9 settembre. "Cinderella Man" è diviso in due parti. Nella prima c'e' il racconto della miseria piu' nera della famiglia di Jim Braddock. Sposato (la moglie è Renee Zellweger) e con tre bambini, Jim e' un pugile ormai finito che sale sul ring a stomaco vuoto e con le ossa della mano destra fratturate. E' la fame. Siamo nell'America della depressione degli anni Trenta quando a Central Park c'era Hooverville, una baraccopoli di sfollati. Ma per Braddock c'e una seconda chance. Grazie al suo manager Joe Gould (Paul Giamatti), lui che ormai pietisce lavoro occasionale al porto e che ha figli e moglie alla fame, rimette i guantoni. Un incontro in cui dovrebbe solo prendere botte, ma che vince. E' la sua ascesa.

Dopo altri due incontri vincenti Braddock è sempre più l'idolo del proletario, il padre di famiglia in cui i tanti poveri d'America si riconoscono. L' uomo che dice al suo manager preoccupato: "lascia che le prenda sul ring. Almeno lì so chi me le da". Arriva cosi' il match della sua vita. Quello che lo opporra' in 15 riprese a Max Baer (Craig Bierko) il campione di pesi massimi. Una sorta di killer che ha gia' ucciso sul ring due uomini. Vincera? Si' lo fara', ma solo ai punti e dopo un combattimento infernale e lunghissimo anche sullo schermo. Insomma botte da orbi, ma sicuramente meno sanguinolente di quelle viste nell'infinita serie di Rocky anche se la moglie di Jim, Mae, ricorda molto l'Adriana chiamata a gran voce da Sylvester Stallone. Il film, distribuito in Italia dalla Buena Vista, sarà nelle sale il 9 settembre.

"Cinderella Man è un film importante perchè ricorda agli americani che l'abbondanza di cui godono non è qualcosa che gli è dovuto". Russell Crowe lancia dalla Mostra del Cinema di Venezia il suo monito all'America di Bush: "Il mondo è un luogo molto vasto e dobbiamo ricordare alle società piu' ricche che i beni dovrebbero essere divisi in modo piu' equo". Jeans, felpa bianca e sul volto la solita aria imbronciata, il divo è arrivato all'incontro con la stampa insieme al regista Ron Howard e a Renee Zellweger, accompagnato da un lungo e caloroso applauso. "E' la storia di cosa si riesce a fare di fronte alle avversita' della vita" ha aggiunto la Zellweger. (Grazie Maddalena!)

- da LoSpettacolo.itL'attore al Lido parla di povertà e del bisogno di equità nel mondo 

- da Cinematografo.it: Cinderella Man (recensione negativa) 05/09/2005

I pugni di Russell Crowe Fuori Concorso per Howard. E' solo l'attore a brillare in un film piatto e poco realistico 

Solo chi cade può risorgere: un monito e insieme una speranza che da sempre alimentano il sogno americano. Non si sottrae Ron Howard, che con Cinderella Man. Una ragione per lottare eleva la vera storia del pugile Jim Braddock a metafora del successo ottenuto a costo di grandi sacrifici e fedeltà ai propri ideali. Metafora doppia, se si considera che la Cenerentola del ring ebbe il suo momento di gloria durante gli anni bui della Depressione, quando per chiunque era difficile mettere insieme il pranzo con la cena. Anche l’America di oggi ha poco da stare allegra sul fronte dell'economia e quindi, devono aver pensato i produttori, non potrà che far bene mostrare ancora una volta che dalla crisi, finanziaria o personale che sia, si può in ogni momento uscire. E in effetti a vedere il forzuto Braddock che digiuno da giorni sale sul quadrato e stende il vicecampione del mondo, viene da pensare che non vi sia nulla di più facile che superare sconfitte e frustrazioni. Peccato che sul tutto aleggi una nuvola di falso che finisce per vanificare qualsiasi nobile intento. L'epoca della Depressione è mal ricostruita, gli ambienti neanche lontanamente realistici, gli abiti di Renée Zellweger così puliti belli e perfetti che si è presi dalla curiosità di sapere quale stilista li abbia firmati. Si potrà obbiettare che i registi hanno il diritto di prendersi delle libertà, ma allora perché tanto crudo realismo nelle immagini - queste sì straordinarie - degli incontri di pugilato? Howard ci aveva abituato a film migliori, anche se a giudicare dagli applausi con i quali è stato accolto Cinderella Man non faticherà di sicuro a scalare le vette degli incassi. In tanta piattezza brilla tuttavia la stella di Russell Crowe, attore versatile che dimostra di poter aderire con convinzione, sensibilità e umiltà a qualsiasi personaggio. La sua è un'ennesima prova di classe, che purtroppo non basta a far dimenticare la melensaggine della Zellweger, tutta mossette e bocca a cuore. Un'occasione sprecata perché la vicenda di Braddock, campione del mondo amato e sostenuto dai tanti operai senza lavoro né speranze che lo avevano eletto a paladino, avrebbe potuto essere raccontata evitando gli stereotipi. A meno che non fosse proprio questo l'intento, cioè mostrare una vicenda esemplare depurata di ogni durezza. Non sia mai che l'american dream si trasformi in nightmare. (Grazie Maddalena!)

- da Repubblica.it:

In concorso il raffinato "Gabrielle" di Patrice Chéreau regista di cinema, teatro e opera, come sempre elegante

Isabelle precipita all'inferno l'orrore di una coppia perfetta (06/09/2005)

di NATALIA ASPESI

VENEZIA - Nella Parigi Belle Epoque, in un'opulenta dimora piena di colonne di marmo e statue antiche, una ricca coppia senza figli scopre di odiarsi e s'infrange. Nella New York della Depressione, in un miserabile sottoscala privo di riscaldamento, una coppia in totale indigenza carica di lieti piccini, non smette di amarsi e sostenersi. Gabrielle, film francese d'implacabile raffinatezza, diretto da Patrice Chéreau, 61 anni, regista elegante di cinema-teatro-opera (inaugurerà la Scala nel 2007 con Tristano e Isotta), e Cinderella Man, film americano del genere, come dicono laggiù, "weepie", strappalacrime, diretto da Ron Howard, 51 anni, premio Oscar per "A beautiful mind", il primo in concorso, il secondo no, ambedue in costume, uno 1912, l'altro 1928-35, sono ovviamente destinati a pubblici diversi: soprattutto signore colte e impazienti in casa, nostalgiche di femminili ribellioni oggi accantonate quello francese, soprattutto uomini sedentari avidi di sport granguignol, nostalgici di eroi del genere "solo chi cade può risorgere", per di più a suon di pugni quello americano. 

Malgrado le apparenze, uno è già stato un fiasco, l'altro potrebbe essere un successo. Cinderella man aveva tutto per piacere al pubblico americano: costato un bel po', 88 milioni di dollari, con due massime star del momento, Russell Crowe e Renée Zellweger, doveva trascinare le folle con la storia, vera, di un vero Cenerentolo, come l'aveva soprannominato lo scrittore Damon Runyon: quel peso massimo d'origine irlandese, James J. Braddock, che con la crisi del '29 perse tutti i soldi guadagnati in una fortunata carriera ormai finita, e divenne uno dei 15 milioni di disoccupati americani, a caccia di umili lavori nel porto, incapace di sfamare la famiglia. Poi, cinque anni dopo, nell'abisso più tragico della sua vita, il caso lo riportò sul ring, regalando alla sua volontà di sopravvivere e di ridare dignità a sé e alla sua famiglia, una serie di spettacolari vittorie culminate con quella del 13 luglio 1935 contro il campione del mondo dei pesi massimi Max Baer. 

Il caratteriale Russell Crowe, arrivato a Venezia già nervosissimo e con la barba malfatta, è un grande protagonista, minuto e feroce sul ring, dolcissimo nella vita, con il viso affilato dalla fame e gli occhi desolati della miseria, e pazienza se il vero Braddock era un enorme armadio di quasi cento chili, alto poco meno di 2 metri, con un antipatico ghigno stampato sulla faccia, che il furbo Crowe trasforma in angelico sorriso. 

Cosa ha deluso il pubblico americano? Forse l'eccesso di finzione spettacolare della Depressione, con l'ovvio prevalere del grigio nelle misere case, nei miseri vestiti e nei miseri volti dei bambini: non mancano tocchi da Piccola Fiammiferaia, lo scorcio di ricchi bimbi che salgono in limousine, l'amata bambolina di stracci, il babbo che cede il suo tozzo di pane alla figliolina insaziabile, eppure quanta allegria causa amore domestico! Forse ha infastidito il pigolare eccessivo della Zellweger, sposa e madre esemplare, mai un lamento, mai un'incazzatura, mentre rammenda, striglia, sgrassa, sfanga, ruba la legna, salta il pasto, al massimo una lacrima, ma di nascosto! 

Pare poi che molti appassionati di boxe non abbiano apprezzato il modo in cui il film descrive come volgare sbruffone e compiaciuto assassino il rivale pesomassimo Max Baer: facendogli anche dire alla signora Braddock: "Dopo che ti avrò fatto vedova, potrai sempre rivolgerti a me per il sesso". In realtà il vero Baer era un poveraccio come Braddock, non si perdonò mai di aver ucciso sul ring con un pugno il suo avversario Campbell e per anni aiutò finanziariamente la famiglia del defunto. [...]

05/09/2005

ecco le prime immagini di Russell che si reca alla conferenza stampa per 'Cinderella Man'  a Venezia

 

 

 

- da Capital.it: ''Decenza, pulizia, onestà'': i valori del pugile gladiatore 05-09-2005

Parla Russell Crowe, ma niente domande sui telefoni... (qualche mese fa l'attore aveva ferito un cameriere tirandogli una cornetta) 

dalla nostra inviata ARIANNA FINOS
VENEZIA - Russell Crowe, in polo bianca con colletto nero e scritta dorata, arriva puntale al Lido insieme al regista Ron Howard, l'ex Richie Cunningham di 'Happy days', in coppia hanno vinto l'oscar per 'A Beautiful mind', e Renée Zellweger, con abito zebrato nero, bianco e rosa, di nuovo in versione bionda. 

Il loro film, 'Cinderella man', malgrado le ottime recensioni, è stato disertato dal pubblico americano. A peggiorare la situazione, c'è stato anche l'episodio, piuttosto antipatico, dell'arresto a New York di Russell Crowe, che ha tirato il telefono in faccia ad un portiere d'albergo perché non riusciva a chiamare moglie e figlio in Australia. 

Ora i tre cercano un riscatto europeo portando il film fuori concorso alla Mostra di Venezia. 'Cinderella man', che esce venerdì prossimo nelle sale italiane, è la storia vera del pugile Jim Braddock, che durante gli anni della Grande Depressione, malgrado le difficoltà economiche, tornò sul ring e divenne campione del mondo battendo, nel 1937, il crudele tedesco Max Bauer, in un match entrato nella storia del pugilato. 

La conferenza stampa è stata preceduta dall'annuncio che, essendoci una causa legale in corso, non saranno accettate domande sull'episodio del telefono. E, con queste premesse, Russell Crowe, di ottimo umore, inizia a rispondere... 

Nel film interpreta un padre. Anche nella realtà lei è diventato padre... 

Prima di tutto, diventare padre è stata l'esperienza più bella della mia vita. E' fantastico. Ed è una esperienza quotidiana che mi arricchisce, la raccomanderei a tutti. Io lavoro anche tra un ciak e l'altro, faccio ricerche, cambio fisico, se necessario. Tutto fa parte del lavoro. Ma, per me, il film finisce con l'ultimo ciak: i film non entrano nella mia vita. E viceversa. 

Dopo questa esperienza professionale, ha riflettuto di più sui sentimenti dei poveri rispetto al passato?

Questo film è importante perché ricorda agli americani che l'abbondanza di cui godono non è un diritto assoluto e che, anche poco tempo fa, in America c'era chi soffriva la povertà. E' importante ricordare a tutti, anche nelle società più ricche, che il mondo è vasto e i beni dovrebbero essere divisi in maniera più equa. 

La scorsa settimana a Parigi sono partite le riprese del suo nuovo film con Ridley Scott, con il quale torna dopo 'Il gladiatore'. Cosa hanno in comune Howard e Scott?

Beh, in comune c'è che sono entrambi simpatici. Amici miei tutti e due. Lavorare con Ridley Scott è come lavorare con Ron Howard. Grazie alle esperienze precedenti, sappiamo cosa aspettarci l'uno dall'altro, lavoriamo in grande armonia e spero questo si veda nel film. 

Cosa pensa di James Braddock? C'è qualcosa di simile tra un pugile e un attore?

Il mio rapporto con Braddock? Mi piacciono le priorità della sua vita, i suoi valori etici. Il fatto che, dopo essere stato disoccupato per tanto tempo, è tornato all'ufficio disoccupazione per restituire i soldi del sussidio che aveva ricevuto. Per me, era giunto il momento di fare una storia sui valori fondamenti di un essere umano pulito e onesto. Tante cose nel mondo ci fanno perdere i veri valori di decenza, pulizia ed onestà. Quanto alle somiglianze, no, mi sembra che ci sia più somiglianza tra un attore e un matematico schizofrenico che tra un pugile e un attore. 

Si è mai trovato in un angolo? Ha mai trovato la forza di reagire?

Dicono tante cose agli attori che devono sfondare. Ma sono voci dovute alle paranoie degli altri. Noi attori facciamo quello che ci piace, non avrà grandi conseguenze nel mondo, ma è importante per noi. E se faccio dimenticare al pubblico, anche solo per cinque minuti, i propri problemi, questo mi basta. Sono molto fiero del fatto che la critica abbia accolto favorevolmente il film. E, senza entrare nei dettagli statistici, la reazione del pubblico è stata ottima. Chi ha visto il film, ha reagito in modo positivo. Questo mi basta. 

02/09/2005

Russell Crowe, il calendario anno 2005 - il mese di settembre e' online la pagina di settembre del calendario creato da Lory Crowe. Grazie Lory! ^__^

 

 

 

- visitate il nuovo sito di Sophie Aubrey, intitolato RUSSELLOVE. Lo trovate qui. Visitatelo e bookmarkatelo per essere aggiornati sulle novita'. Complimenti Sophie e in bocca al lupo! ^__^

- da Sanremonews.it: Sanremo: lunedì (05/09/2005) al Roof 1 l'anteprima di 'Cinderella Man' (30/08/05)

Lunedì prossimo, alle 21.30, il Cinema Ariston Roof (Sala 1) di Sanremo proietterà l'anteprima nazionale del film drammatico "Cinderella Man - una ragione per lottare" con il premio Oscar Russel Crowe (nella foto). I biglietti esclusivamente ad invito (valido per due persone) verranno distribuiti fino ad esaurimento presso le casse dei cinema a partire da giovedì. Un'altra chance sarà quella di consegnare il tagliando del quotidiano La Stampa alla cassa del Cinema Ariston, da giovedì a domenica. Il film seguirà, successivamente, la regolare programmazione da venerdì 9 settembre.

Ambientato nell'America degli anni trenta, messa in ginocchio dalla grande depressione, il film racconta la storia di un eroe atipico, che riesce a farsi largo "con i pugni" dimostrando fino a che punto un uomo sia disposto a lottare per sè e per la sua famiglia, ritrovandosi osannato dalla folla. Jim Braddock, infatti, è un ex pugile professionista che vedendo la sua famiglia, l'unica cosa che davvero conti per lui, provata dalla devastante crisi economica decide di risalire sul ring per lottare contro la disoccupazione e la povertà. Quest'uomo comune continua a vincere incontro dopo incontro e diventa una delle più sorpendenti leggende dello sport di tutti i tempi, noto con il soprannome di "Cenerentola del ring". Il film prodotto da Brian Grazer e distribuito da Buena Vista International riunisce sotto la regia di Ron Howard un team di premi Oscar dallo sceneggiatore Akiva Goldsman agli attori Russel Crowe, nel ruolo del pugile protagonista, e Renée Zellweger per raccontare una storia profondamente americana di devozione alla famiglia e di lotta per affermare la propria dignità. 
Anna Castellana (Grazie Daniela!)

- da GQonline: Lord of the Ring 30 Agosto 2005

di Riccardo Romani 

Quando si dice: il ruolo della vita. Tirare cazzotti è ciò che Russell Crowe, stando alla biografia ufficiale, ha fatto con maggiore frequenza, dai giorni in cui era ancora sconosciuto nei bar di Sydney. E gli offrono la parte di “Cinderella Man”, l’uomo Cenerentola. Ovvero Jim Braddock, una delle figure più affascinanti e controverse nella storia della boxe. Crowe non poteva non accettare. Certo, quando a giugno il vincitore dell’Oscar ha lanciato un telefono in faccia a un impiegato di un hotel di New York, ha esteso oltre il lecito i confini della noble art. Ma questo è Mister Crowe, signore e signori, un tipo che non ama contrattempi.

Michael Olajide, ex sfidante al mondiale dei pesi supermedi (perse con Tommy Hearns), oggi è un guru della boxe aerobica e lavora per il cinema quando si deve instradare un attore al ring, facendolo apparire credibile. È quello che ha trasformato Will Smith in Muhammad Ali. Ma non ha potuto far lo stesso con Russell Crowe. 


Qualcuno si è fatto male


"Russell è un tipo molto rigoroso e maniacale. Sul lavoro può diventare estenuante. Ho collaborato con la produzione solo per un po’. Quando Crowe accettò di diventare Jim Braddock, per lui significò sconvolgersi la vita. Cambiare i propri tratti caratteriali. E diventare difficile da gestire. In allenamento faceva sul serio. Qualche sparring si è fatto male, senza potersi vendicare, perché ferire il protagonista vuol dire perdere il lavoro. E anche lui a un certo punto, per strafare, si è lussato una spalla. Il film ha rischiato il fallimento. Se si fosse infortunato una seconda volta, i dottori gli avrebbero proibito di continuare”.

Anche Ron Howard, il regista che aveva già diretto Crowe in A Beautiful Mind, ha dovuto ammettere: “Gestire Russell può essere difficile. Stavolta, rispetto al primo film, ho incontrato qualche ostacolo in più. Succede spesso con i perfezionisti”.

Se parli con quelli del set, alla parola “perfezionista” ne preferiscono altre, di non facile pubblicazione. Diciamo che Russell è un divo old fashion. Cambiava umore repentinamente, spariva dal set senza avvertire, possedeva una palestra privata dove nessuno poteva entrare, e aveva diritto di infamare chiunque gli passasse a tiro nel momento sbagliato.


È più facile dimagrire 


Renée Zellweger, la co-star: “Ho fatto molta meno fatica a ingrassare e poi dimagrire girando Bridget Jones, rispetto al recitare a fianco di Russell. È un tipo maniacale, che cerca di spingerti al limite. Abbiamo avuto qualche tensione, ma mi consolo perché si comportava così con tutti: non era un fatto personale”.

Motivo del contendere? Le scene d’amore tra i due, che lui pretendeva di girare subito dopo aver finito l’allenamento sul ring, sporco e sudato. Perché negli anni ’30 la gente aveva fame e non c’era tempo per la doccia…

Naturalmente queste storie vanno lette anche dalla parte dell’interessato. Che ha una sua opinione: “Quando mi impegno per un ruolo si tratta di una devozione assoluta. Credo che sia una forma di rispetto per chi paga il biglietto e per quelli che pagano il mio stipendio che, vi assicuro, è alto. 

Quando guardo un film mi accorgo se il protagonista mi ha preso in giro, o se ha fatto il lavoro con coscienza. A volte la gente scambia la mia professionalità per bizze da divo. Non è che me ne freghi molto. La stampa non mi ha mai trattato bene e sovente ci ho messo del mio perché questo avvenisse. Ma quel che conta è la performance e la mia coscienza”.

Le bizze cui si riferisce costituiscono una lista buona per il casellario giudiziario. La sua tendenza a “preparare” il ruolo di pugile risale a inizio anni ’90, quando prese parte a una rissa in un bar di Sydney, pagando poi per bloccare la trasmissione del video (ripreso dalla telecamera a circuito chiuso).

Tra i match ufficiali si annovera quello col cantante Moby (una crudeltà: pesa la metà) in un club di New York. Poi il gancio tirato a Eric Watson, miliardario, nei bagni di un ristorante a Londra. Quindi il ko inflitto a un produttore. Infine, l’upper-cut tirato (con tentativo di morso) alla sua guardia del corpo Mark Carroll, sul set di Cinderella.

Danielle Spencer, la moglie, sostiene di sapere perché il suo Russell è un tipo fumantino: “Fondamentalmente è un timido”. Vanessa Boni, cameriera di un lounge londinese, non la pensa così. Dopo avergli servito il piatto da lui ordinato, Russell le avrebbe detto:“Togliti dal cazzo tu e quel cazzo di salmone”.

Va detto che Russell è anche uno che ci mette la faccia, e quando è andato in tv dopo l’arresto newyorchese, ha ammesso candidamente di essere un idiota. E quando poi gli hanno chiesto un paragone tra il suo Braddock e il Jake La Motta di Robert De Niro, ha mostrato che la diplomazia non fa parte delle sue qualità:“De Niro? Ma fa la pubblicità di una carta di credito. È pazzesco. Uno come lui. Che delusione”.


All'ultima ripresa

di Angelo Ponta 

Campioni solitari e dal destino spesso tragico. Adrenalina alle stelle. Incontri combinati, malavita e bassifondi. Un campo da “gioco” facile da riprendere. Ovvio che il cinema si sia occupato di boxe. Se bene o male, è un’altra storia.

Anche se un film sulla boxe ha vinto l’Oscar, non vuol dire che sia un buon film “di boxe”. Prendete Rocky: bella storia strappalacrime, ma dal punto di vista pugilistico un disastro. Nessun pugile vero tira cazzotti a quel modo.

Bogart e Brando
Sposare la tecnica al copione è difficile. Il colosso d’argilla di Mark Robson racconta in modo esemplare l’ambiente, pervaso dal falso mito del Sogno Americano. È anche l’ultima intensa interpretazione di Humhprey Bogart, anno 1956. Per autenticità se la gioca con Fronte del porto, dove Brando-Terry Malloy è un pugile di buone speranze costretto a perdere dal fratello faccendiere. 


Newman-Day-Lewis
Ottimo Paul Newman in Lassù qualcuno mi ama (la vita di Rocky Graziano), ma qui c’è la mano del grande Robert Wise. Se la cava Daniel Day-Lewis in The boxer, storia di un ex militante dell’Ira che esce di galera e torna al pugilato dopo 14 anni. Daniel è maniacale, per come si prepara, ma la trama non persuade. Lodevole Denzel Washington: avrebbe meritato l’Oscar per come, a 44 anni, s’è fatto un fisico da 28enne per interpretare Rubin Carter. Il film The Hurricane è buono tecnicamente, ma la storia è manipolata: Carter non era il campione che si vuol far credere.

Smith e Swank
Menzione per Will Smith, fisico mediomassimo naturale, il che gli ha consentito un’ottima prova in Ali, seppure il film sia incompiuto. Bravissima Hillary Swank (The Million Dollar Baby, Oscar), ma anche Michelle Rodriguez nel sottovalutato Girlfight. Infine l’insuperabile: Robert De Niro-Jake La Motta di Toro scatenato.

Russell Crowe è bravo, ma non può avvicinarsi al maestro, aiutato da uno Scorsese ispirato, capace di portarti per mano dentro la boxe anni ’50. Il regista dice di essersi rifatto a Wise. Che diresse anche il vero capolavoro assoluto sul pugilato: Stasera ho vinto anch’io, anno 1948. Cercatelo. (Grazie VSecin!)

- da IlGiornale.it: Russell Crowe atteso «Cenerentolo» nel Festival che fa spazio all’horror 31/08/2005

Maurizio Cabonada Venezia

[...] Sempre fuori concorso, ma indiscusso per quanto lento e ampolloso, è Cinderella Man («Cenerentolo») di Ron Howard, che schiera Russell Crowe nel ruolo del reale pugile Braddock e Renée Zellwegger come sua moglie in una storia ambientata negli Stati Uniti proprio quando a Venezia il conte Volpi fondava la Mostra per attirare al Lido i turisti americani che la Grande depressione aveva decimato. Fra i personaggi reali del film, Primo Carnera al momento della crudele sconfitta contro Max Baer. [...] (Grazie Ilaria!)

- sul forum Crowecrossing si puo' scaricare un'altra versione del trailer di 'Cinderella Man'. Per scaricarlo vai qui e clicca col tasto destro del mouse sul link per scaricare il video sul tuo computer

 

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