Russell Crowe, notizie in lingua italiana

Russell Crowe

Russell Crowe, notizie in lingua italiana

 

Russell Crowe - Le News di ottobre 2006

30/10/2006

RussellCrowe_AGY_055.jpg (16525 byte) aggiunte foto alla pagina del film 'Un Amore per Caso' (A Good Year)

 

 

 

 

- si puo' votare per 'Un'Ottima Annata' (A Good Year) su Boxofficemojo. (Grazie Ivani!)

- su sonymusicstore si possono ascoltare dei campioni dalla colonna sonora di 'Un'Ottima Annata' (A Good Year). (Grazie Ivani!)

- il sito Gossipone ha praticamente lo stesso video girato da Silvia&Max, solo che nella versione di Gossipone si vede Silvia di spalle mentre gira il SUO video... una cosa veramente bella.. ^__^ Grazie Erica per la segnalazione!

29/10/2006

da murphsplace.com: Russell manda a Murph notizie sulle riprese di '3:10 to Yuma'

Ciao

ti devo dire, sara' freddo qui, ma tra la mia famiglia che ama una bellissima vecchia casa fatta di adobe e il giardino e il papa' che cavalca per 7 ore al giorno, sono un uomo molto contento.
Thell Reed che mi aveva insegnato a maneggiare la pistola in 'Pronti a Morire' e' anche in questo film, e continua a vantarsi delle mie abilita' con la pistola, e io mi sto allenando come un maniaco cosi' da non mettere in imbarazzo nessuno di noi due.

Lennie Loftin e Kevin Durand sono nel cast, Lennie era anche in 'Pronti a Morire', 'Fino alla Fine', 'Lasciarsi', e 'L.A. Confidential'. Sono stato a cena con Christrian Bale, Dallas Roberts, Vinessa Shaw e Ben Foster l'altra sera, sono un bel gruppo e sono certo che ci divertiremo molto, mentre congeleremo.

James Mangold e Kathy Konrad oggi porteranno il loro bambino per un appuntamento di gioco con Charlie, faremo quelle zucche con le facce per Halloween, non l'ho mai fatto prima.
Tante belle cose
r.c.


10/28/06 - From Russell re Yuma.... 

hey,

i have to tell you,it may be cold here,but between my beautiful family loving a beautiful old adobe house and garden and dad riding a horse 7 hours a day, i am a very happy chap.
thell reed who taught me the gun handling on quick and the dead is on this movie as well, he keeps bragging about my gun skills , i'm practising like a maniac so i don't embarass either of us.
lennie loftin and kevin durand are in the cast. lennie has been in qatd,no way back,breaking up, and l.a confidential.I had dinner with christian bale, dallas roberts,vinessa shaw and ben foster the other night, it is a great bunch and i'm sure we will be having a lot of fun,in between freezing our bits off.

james mangold and cathy konrad are bringing their little boy over today for a playdate with charlie,we are going to make those pumpkins with faces for halloween.i've never done that before.
all the best,
rc.

- da occhisulcinema.it: 3:10 TO YUMA

3:10 TO YUMA è la nuova versione cinematografica di un classico del cinema western come “Quel Treno per Yuma” del 1957, interpretato da Glenn Ford. Il film racconta la storia di un agricoltore americano che, per una serie di circostanze, è costretto a sostituire lo sceriffo e scortare un pericoloso bandito verso il forte di Yuma, in Arizona. Dovrà quindi viaggiare in treno alla volta del confine tra California e Messico con il bandito, il quale tenterà la fuga, aiutato anche dai suoi compagni che cercheranno di liberarlo. Il film è uno dei migliori western degli anni ’50, gioiellino di tensione ed ottimo esempio di dramma psicologico, nei confronti del quale la casa di produzione Liongsgate ha deciso di produrne un moderno remake. A dirigere il film ci sarà James Mangold, regista premio Oscar del film “Walk the Line-Quando l’amore brucia l’anima”, mentre i protagonisti saranno Christian Bale (“Batman Begins”, “L’Uomo senza Sonno”) e Russell Crowe (“Il Gladiatore”, “Cinderella Man”) nei rispettivi ruoli dell’agricoltore e del bandito. Il film è stato scritto dagli sceneggiatori Michael Brandt, Derek Haas e Stuart Beattie. Le riprese del film sono iniziate nell’estate 2006 e la sua produzione è stata incerta per quasi un anno, con Tom Cruise ed Eric Bana inizialmente candidati come protagonisti. L’uscita di 3:10 TO YUMA dovrebbe orientativamente avvenire a Primavera 2007.

- da comingsoon.it: Incidente sul set di Yuma 26/10/2006 

C'è stato un incidente grave sul set del remake di Quel treno per Yuma, diretto da James Mangold ed interpretato da Russell Crowe e Christian Bale. Lunedì scorso mentre la troupe stava girando una scena, un cavallo improvvisamente ha puntato una camera car, ferendo gravemente lo stunt che la stava guidando e ferendosi gravemente, tanto che l'animale è stato abbattuto. L'American Humane Association sta facendo luce sull'incidente.

- da film.it: Prima tv 'Cinderella man' e speciale 'Il cinema sul ring' 23-10-2006 

Da sempre il cinema ha subito il fascino della boxe che infatti è forse lo sport più protagonista della settima arte e ha dato vita a pellicole importanti e di successo: Rocky di J. Avildsen (1976), Toro scatenato di M. Scorsese (1980), Hurricane di N. Jewison (1999), negli ultimi anni Alì di M. Mann (2001), Million dollar baby di C. Eastwood (2004) e infine Cinderella Man di R. Howard (2005) sono alcuni esempi.
A ottobre, SKY Cinema dedica al rapporto tra Cinema e Pugilato uno Speciale, “Il cinema sul ring” (in onda lunedì 23 dopo il film), in occasione della prima tv del film con Russel Crowe e Renèe Zellwegger Cinderella Man, una storia di fame e disperazione, di umiliazione e rivincita, ispirata alla figura di James Braddock. Lo Speciale “Il cinema sul ring” esplora le analogie tra la settima arte e la boxe e, oltre a riproporre vecchie interviste a Jim e Mae Braddock e filmati di Muhammad Alì, dà voce a chi dell’argomento se ne intende: il regista di Rocky John Avildsen (“Il fascino che la boxe al cinema esercita sulla gente deriva dal fatto che costituisce una semplice metafora dei travagli della vita”), l’ex campione del mondo superwelter e medi Nino Benvenuti (“…ogni incontro è una storia che nasce e può finire in pochi minuti…”), lo storico della boxe e giornalista Rino Tommasi, l’ex campione del mondo massimi George Foreman, la campionessa del mondo supermedi Laila Alì e l’ex campione del mondo in 5 categorie Sugar Ray Leonard.
Verrà mostrato anche il dietro le quinte del film ‘Cinderella Man’ con dichiarazioni del regista Ron Howard nel momento in cui ha incontrato Howard Braddock sul set (“E' stato particolarmente emozionante quando mi sono trovato di fronte la famiglia Braddock, soprattutto Howard Braddock, l'unico figlio rimasto di James. Inizialmente era scettico, ma quando ha visto Russell muoversi sul ring ha detto ed io ”), e poi le testimonianze di Renèe Zellwegger e quelle di Russel Crowe (“Niente che abbia fatto nella mia vita è stato più duro della preparazione fisica per questo film. Ho dovuto affrontare un'operazione alla spalla e andare avanti, ho avuto dolori al braccio per 48 ore dopo l'intervento…”). 

26/10/2006

e' online la pagina di Halloween a cicciolandia! Visitatela, e buon divertimento... :) e grazie a Angie&Lucy!

 

 

 

 

 

***ALLARME TV*** Lunedì 30 ottobre alle ore 21.05 su Rai 2 verrà trasmesso il film 'Rapimento e Riscatto'. Grazie Maddalena!)

RussellCroweNovembre_2006.jpg (69264 byte) e' online la pagina di novembre del calendario creato da Lory Crowe. Grazie Lory!

 

 

 

Russell Crowe, la moglie Danielle Spencer e il loro figlio Charlie all'aeroporto di Ciampino mentre lasciano l'Italia dopo aver presentato il film 'Un Amore per Caso' (A Good Year), 12 ottobre 2006 aggiunte le foto di Russell e famiglia all'aeroporto di Ciampino;

 

 

 

- Ivani segnala che secondo l'IMDB il film 'American Gangster' uscira' negli Stati Uniti il 2/11/2007, in Germania il 3/01/2008 e nel Regno Unito il 4/01/2008. Quindi armiamoci di molta pazienza. Inoltre sempre secondo l'IMDB le riprese del nuovo film di Russell, '3:10 to Yuma', dovrebbero essere iniziate il 23 ottobre. Grazie Ivani!

- vi consiglio di fare un giro nel sito multimediale di Darrinleeh e di controllare le piu' recenti entrate. Ci sono una quantita' di nuovi video dalle varie presentazioni di 'A Good Year' (Un Amore per Caso), comprese le apparizioni di Russell alla TV italiana;

- da panorama.it: CINEMA - I COMPENSI DI CHI DÀ LA VOCE AI DIVI 24/10/2006 

I signori del doppiaggio 

di Marida Caterini 

Una sala di doppiaggio. La paga base di chi presta la voce è 65 euro lordi per un turno di tre ore. 
Far parlare in italiano Al Pacino costa 40 mila euro. Russell Crowe la metà. Ecco come funziona una strana industria molto italiana » 

Hanno nomi quasi sconosciuti, ma basta ascoltarne la voce per associarla immediatamente al volto di un divo di Hollywood. Sono i doppiatori e solo quando i vari George Clooney, Nicole Kidman o Leonardo DiCaprio sbarcano in Italia con i loro costosissimi film possono alzare la propria preziosissima voce per strappare compensi più elevati.
Altrimenti devono accontentarsi della modesta paga sindacale di circa 65 euro lordi per un turno di tre ore, a cui va aggiunto qualche euro per ogni riga del testo. Il loro lavoro si svolge nel chiuso di una saletta insonorizzata: qui sentono in cuffia le voci originali del film, ripetono le battute del proprio personaggio fino a trovare l'intonazione e la coordinazione giuste.

Salvo alcuni outsider, i cui cachet vengono stabiliti con trattativa personale, vive così la maggior parte dei doppiatori italiani. «Generalmente il doppiaggio normale di un film o di una serie tv segue le tariffe sindacali» conferma Renato Izzo, fondatore e responsabile di una delle maggiori case di doppiaggio, la Pumais 2, che ha curato la versione italiana di più di mille film americani.
Oggi il giro d'affari di questo business legato al cinema è valutato tra 50 e 60 milioni di euro perché negli ultimi anni è aumentata la richiesta delle tv private e satellitari che, per riempire i palinsesti, acquistano a basso costo prodotti stranieri da doppiare velocemente in italiano.

Un universo poco conosciuto alla maggior parte del pubblico, ma che ha creato, comunque, i suoi divi. Attori prestigiosi, talvolta scelti personalmente dai colleghi d'oltreoceano. Gente come Giancarlo Giannini (voce di Al Pacino e Jack Nicholson), Oreste Lionello (alter ego vocale di Woody Allen) o Luca Ward, che doppia un'infinità di star, a partire da Russell Crowe.
Sono loro in cima alla classifica delle celebrità del doppiaggio italiano. Ma non sono da meno Chiara Colizzi, la voce di Nicole Kidman, Claudio Sorrentino (John Travolta e Mel Gibson), Fabio Boccanera (Johnny Depp), Pasquale Anselmo (Nicolas Cage) e Massimiliano Manfredi che fa parlare Orlando Bloom.

Passando dal grande al piccolo schermo non mancano le sorprese. Claudio Capone, la voce storica (fin dalla prima puntata) del mascelluto Ridge Forrester di Beautiful, è anche il narratore fuori campo di tantissimi documentari per tv tematiche e Rai.
Con la voce di Ridge commenta le versioni italiane dei filmati di Quark, Ulisse e Passaggio a nord-ovest. Eric Forrester, il padre di Ridge, parla in italiano grazie a un doppiatore storico, Oreste Rizzini, che è anche la voce di Michael Douglas.
Per lui un doppiatore deve essere prima di tutto un buon attore. Racconta: «Douglas mi ha scelto personalmente chiedendo come poteva contattarmi a un amico comune andato a trovarlo nella sua villa. Ma ho dato anche la voce a Paul Newman nel Verdetto, e ho ricevuto i complimenti di Richard Chamberlain per averlo doppiato in Uccelli di rovo».
Convinto del fenomeno del divismo è anche Filippo Ottoni, presidente dell'Associazione dialoghisti italiani: «Alcuni doppiatori sono vere star perché le loro voci sono più utilizzabili». Lo stesso Ottoni sta concludendo il doppiaggio di Flags of our fathers, l'ultimo film di Clint Eastwood (in Italia arriva a novembre) a cui dà voce Michele Kalanera.

Notissimi anche Francesco Pannolino (George Clooney), Giorgio Lopez (Dustin Hoffman), Cristiana Lionello, figlia di Oreste, e Francesco Pezzulli, le voci italiane rispettivamente di Sharon Stone e Leonardo DiCaprio. Juppy Izzo, una delle più brave tra le doppiatrici italiane, strappa buoni compensi quando fa parlare in italiano Renée Zellweger, mentre si accontenta della paga sindacale per il doppiaggio di serie televisive di successo come Una mamma per amico e Grace Anatomy.
«Per avere un'idea della sproporzione relativa ai compensi di attori e doppiatori, si pensi che mentre Julia Roberts, per interpretare un film, prende 25 milioni di dollari, una delle sue doppiatrici italiane, Cristina Boraschi, guadagna 3 mila euro» fa ancora notare Renato Izzo.

Il direttore della Pumais 2 continua: «In Italia esistono grandi famiglie di doppiatori. La mia può contare su tre figlie e un genero, Ricky Tognazzi, mentre in quella di Luca Ward, oltre al padre, anche fratello, sorella, moglie e figlia sono impegnati a dar voce ad altri». Curioso è anche constatare che, in genere, i bambini vengono spesso doppiati da voci femminili o da adulti con intonazione contraffatta. Fu Ludovica Modugno, per esempio, a far parlare il piccolo protagonista di Marcellino pane e vino.

A un'altra categoria di doppiatori appartengono i cosiddetti talent, ovvero i personaggi famosi ingaggiati dalle case di produzione italiane e straniere per dare voce ai protagonisti di film di animazione. Da noi Fiorello, Sabrina Ferilli, Fabrizio Frizzi, Pino Insegno e persino campioni di F1 come Michael Schumacher e Giancarlo Fisichella non hanno resistito al richiamo dei cartoon.
E Fabrizio Frizzi giura che, se la Disney farà Toy Story 3, sarà ancora disponibile a dare la voce al cowboy Woody. Le quotazioni in questo campo variano: talvolta sono alte: anche 10-20 mila euro. Altre volte è sufficiente un gettone di presenza che oscilla sui mille euro.

Ma c'è anche chi lo fa gratis. Alcune puntate del cartoon di Italia 1 I Simpson (il protagonista Omer parla con la voce di un mostro sacro del settore, Tonino Accolla) sono state doppiate anche da Valeria Marini, Vittorio Sgarbi e persino dall'onorevole Ignazio La Russa che non ha preteso alcun compenso.
«Non manca comunque la consueta speculazione a fini commerciali sulle voci dei personaggi famosi contesi soprattutto per il doppiaggio dei cartoon natalizi» sottolinea Filippo Ottoni che ha diretto il doppiaggio di Crash, film Oscar lo scorso anno.

«I talent trovano una ragion d'essere solo per il malcostume di voler proporre alcuni personaggi in ruoli che non sanno interpretare» va giù duro Gianni Galassi, presidente e direttore artistico della Labibiit, specializzata nel doppiaggio di tv movie e di serie tv come The O.C. e I Soprano, il cui costo per un'ora circa è intorno agli 8-9 mila euro.
Un'ultima curiosità: il doppiaggio, che in Italia si fa dal 1927 (anno in cui a Roma venne creata una società a questo scopo), ha anche un sito creato da uno studente di ingegneria elettronica, Antonio Genna, ricchissimo di informazioni, punto di riferimento per addetti ai lavori: www.antoniogenna.net.

19/10/2006

presto sara' Halloween a cicciolandia... Angie&Lucy chiedono collaborazione per la pagina annuale di Halloween su Russellfunland, quindi chiunque abbia delle idee e' pregato di recarsi sul sito e di inviare le proprie creazioni. Buon divertimento! 

 

 

 

 

RussellCrowe_06-10-10_057.jpg (43920 byte) aggiunte alcune foto del soggiorno di Russell a Roma;

 

 

 

***ALLARME TV*** lunedi' 23 ottobre 2006 andra' in onda su Rete4 alle ore 21:00 il film 'Pronti a morire' (USA, 1995)

- da moviehole.net: In sintesi, sembra che Russell sia interessato ad interpretare una parte nel film sul leggendario giocatore di cricket australiano, Donald Bradman. Il film intitolato 'The Bloody Ashes' dovrebbe essere girato l'anno prossimo. Sembra che Russell sia interessato al ruolo di Bill Woodruff, il capitano di Bradman nella stagione 1932/33. [...] (Grazie Ivani!)

Russell Crowe's Bloody new movie

October 19, 2006

Oscar Winner Russell Crowe and rising actress Holly Valance ("DOA") are in talks to star in a Matthew Vaughn ("Layer Cake") produced film about the legendary Australian cricketer, Donald Bradman. The film, "The Bloody Ashes", is expected to start next year.

Crowe has apparently expressed interest in playing Bill Woodruff, Bradman's captain during the 1932-33 Ashes series, whilst Valance is expected to be sought for the role of Bradman's wife, Jessie. 

Producers are said to be scouting cricket clubs to find a young actor to play Bradman. Co writer Peter Clifton tells The Herald-Sun that they don't just want good actors, they want actors "who can play cricket properly, so we can achieve the authenticity needed for the film". The chosen actor will be required to go undergo an intensive 6-month acting course, in addition to tuning up his cricket skills.

Other actors being sought for the $30 million dollar movie include someone to play English captain Douglas Jardine and his star first bowler Harold Lawford.

Donald Bradman, aka The Don, was an Australian cricketer who is universally regarded as the greatest batsman of all time, and is one of Australia's most popular sporting heroes. His Test batting average of 99.94 is by some measures the greatest statistical performance of all time in any major sport.

The last actor to play Bradman on screen was Gary Sweet ("Macbeth"), who gave life to the legend in the 1984 mini-series "Bodyline".

12/10/2006

- da cinespettacolo.it: Il ’senso della vita’ di Russel Crowe 11/10/2006

di Silvia Di Paola

L’attore in vacanza in Europa si ferma a Roma per presentare “Un amore per caso” di Ridley Scott 

Da bambino voleva diventare un giocatore di poker o un comico, da grande è diventato uno squalo. Uno di quei cinici per vocazione, un banchiere esperto in transazioni finanziarie per cui “vacanza significa morte”, l’evasione non esiste, il piacere è solo un lusso fuggevole. E infatti, la sua poltrona se l’è accaparrata rubandola al suo capo la prima volta che, dopo anni, il poveretto si è avventurato in vacanza. Si chiama Max, ha la faccia di Russel Crowe, ha perso i genitori da piccolissimo, è stato allevato in uno splendido fazzoletto di terra di Provenza da uno zio vignaiolo per passione, poi è andato a Londra e da allora lo zio lo ha dimenticato, per sempre, sino alla sua morte. Anzi, sino a quando gli eventi non lo hanno costretto in quella tenuta abbandonata, praticamente un pozzo da cui uscirà molto cambiato. Pozzo, precipizio, trampolino melmoso (come quello che letteralmente trascina nel fondo vuoto della piscina il banchiere intanto reclamato a Londra dove potrebbe perdere un affare imperdibile), regressivo paesaggio come tanti, visti al cinema milioni di volte e sfruttati, troppo spesso, nello stesso modo da Ridley Scott (Foto 3, insieme a Russel Crowe) in questo A Good Year-Un amore per caso, basato sull’omonimo romanzo di Peter Mayle. Una prolissa storia di rinascita in cui latitano ritmo e idee e tutto scorre come il più tremendo dei fiumi tranquilli, senza scosse e sorprese, prevedibile ad ogni pietra, ad ogni laterale rigagnolo, ad ogni scroscio, mentre sfondo e scenari si tinteggiano manicheisticamente con l’accetta di chi è certo che il vero senso della vita non possa che stare lì in una Provenza quasi inventata dove il mondo sembra essersi fermato, magari appena ad un passo dall’inferno frenetico della Londra urbana.

E’ davvero qui il senso della vita per Russel Crowe? 
“Negli ultimi anni il senso della vita lo cerco nella mia famiglia, nei miei figli: c’è stato un momento in cui ero talmente preso dal lavoro da non veder nient’altro se non il desiderio di fare tutto e tutto tentare, oggi posso permettermi più pazienza, tranquillità, il gusto del saper aspettare, un approccio che ti dà delle possibilità del tutto nuove, una prospettiva sul mondo che è molto cambiata ma a 42 anni può essere diversamente?”. 

Anche Crowe, insomma, non ha dubbi. E, infatti, con Ridley Scott (che ormai sembra un altro regista e non certo quello che esordì con I duellanti) condivide l’approccio a quasi tutto. Come oggi, a Roma per la presentazione di questo lungometraggio che Medusa distribuirà a Natale, racconta: “Con Scott condividiamo molte cose e il modo di ridere e divertirci. A questo film pensavamo già dai tempi del Gladiatore, all’epoca lui lo chiamava ‘il progetto del vino’. Così ho accettato di farlo, anche perché mi piace cambiare e qui ho cercato dei tempi comici nuovi e mi piace imbattermi in personaggi nuovi e nuovo è questo cinico uomo d’affari che fa una ricerca all’incontrario: non verso il successo che lui ha già, ma verso una vita migliore, magari lontano dal successo. Anche se lui, alla fine, resta un privilegiato, uno che ha capito quali sono le vere cose che contano nella vita e che non sono certo i soldi. In questo senso, il film può sembrare una commedia romantica ma è molto di più perché spinge lo spettatore a porsi delle domande sul senso della vita”. 

Così parla il più pacato del solito Russel che col vino ha “un rapporto inclusivo e disponibile”, che non si vergogna a dire che preferisce “i vini bianchi della Nuova Zelanda a tutti i rossi, italiani o francesi che siano”, che confessa di avere avuto anche lui “uno zio come quello del film che mi ha insegnato e segnato” e che sottolinea “l’enorme contributo dato nel costruire il personaggio e soprattutto nel dargli tanta umanità. Anche qui, come per Il Gladiatore, siamo partiti da poche pagine (solo ventiquattro) di copione, poi io gli ho suggerito molte cose perché io amo dare la mia vitalità ai personaggi che interpreto e, in questo senso, siamo con Ridley sulla stessa lunghezza d’onda”.

E lo sarebbe anche nei panni di un altro “Gladiatore”? 
“In realtà ne parlo solo alle conferenze stampa. Per il resto io e Ridley non ne parliamo mai; ma forse se non avessimo così tante cose da fare - tra non molto mi vedrete nei panni di poliziotto preveggente dell’America fine anni Sessanta e all’inseguimento di uno spacciatore di eroina col volto di Denzel Washington - e se ci fossero le condizioni, anche economiche, si potrebbe parlare di un Gladiatore 2 che non sarebbe un prequel ma, in qualche modo, un sequel. Anche se in quel film il tema era la morte, la vendetta di un uomo che, comunque, doveva morire per ricongiungersi con la moglie morta. Dunque mi si dovrebbe resuscitare; ma ciò non è un problema insormontabile a Hollywood e magari sarebbe un’esperienza interessante”.

11/10/2006

***ALLARME TV*** domenica, 15 ottobre 2006 su Rete4 alle ore 21:00 andra' in onda il film:'Master & Commander - Sfida ai confini del mare'

- sul sito di Sabry troverete il video girato da Silvia QUI, e sul sito di Silvia troverete le caps tratte dal video QUI;

RussellCrowe_06-10-10_030.jpg (94430 byte) ho aggiunto altre foto dalla presentazione di Roma;

 

 

 

- potete ancora vedere Russell nei telegiornali da sito RAI: TG1, TG2, TG3. Sicuramente presto saranno online da scaricare, quindi tenete d'occhio il sito di Darrinleeh;

- e' online il sito ufficiale britannico di 'A Good Year', e' molto ben fatto e ricco di contenuti, con trailer, clips dal film, desktop e foto. Lo trovate qui;

- si puo' di nuovo votare per 'A Good Year' nel sito JoBlo (Grazie Ivani!)

- Links da VSecin:
dalla conferenza stampa due files audio e video da scaricare;
altro file audio dalla promozione di 'Un Amore per Caso' (Grazie VSecin!)

- articoli dalla conferenza stampa di ieri. Grazie a tutti quelli che me li hanno segnalati!

- da repubblica.it: (10 ottobre 2006)

Il divo a Roma parla di "Un amore per caso", diretto da Ridley Scott
in cui incarna un perfetto eroe romantico. Tra i vigneti della Provenza


AGY_loc_it_01.jpg (96087 byte)Gentiluomo nella vita (e al cinema)
La doppia svolta di Russell Crowe


L'attore: "Prima sfidavo i limiti, ora grazie alla famiglia ho imparato la pazienza"
E sul Gladiatore 2: "Il personaggio è morto? A Hollywood non è un problema..."


di CLAUDIA MORGOGLIONE

ROMA - E' il Dottor Jeckyll e Mister Hyde di Hollywood, Russell Crowe. Nella vita, inanzitutto: da qualche tempo riga dritto, con la moglie e i due figli piccoli, ma ha alle spalle una lunga serie di intemperanze. Dalla breve love-story con Meg Ryan, che portò alla rottura dei matrimonio di lei con Dennis Quaid, al celebre episodio del telefono gettato in faccia a un cameriere d'hotel, che gli è costato un maxi-risarcimento. Una sorta di schizofrenia che adesso il divo neozelandese "esporta" anche nella carriera. E così lui, il Gladiatore dei nostri sogni, il matematico matto di A beautiful mind, il pugile ostinato di Cinderella Man, si trasforma, per la prima volta, in perfetto eroe romantico. 

Merito dell'amico di sempre Ridley Scott, che l'ha diretto in Un amore per caso: commedia di buoni sentimenti che la Medusa distribuirà nelle nostre sale a partire dal 15 dicembre, pensando ovviamente al grande pubblico natalizio. Un ruolo inedito, dunque, per l'attore, che tiene a sottolineare la sua svolta da bravo ragazzo maturo, lontano dal cliché "divismo e sregolatezza" che gli è stato spesso attribuito: "Negli ultimi anni ho vissuto molti cambiamenti - ricorda - mi sono sposato, ho avuto due bambini. Sono mutato anche sul lavoro: prima ero troppo determinato, volevo sfidare qualsiasi limite. Ora ho imparato la pazienza, la tranquillità, il saper aspettare. Anche perché la famiglia è la mia priorità". 

E uno dei risultati di questa svolta, vera o presunta che sia, è, appunto, la partecipazione di Crowe ad Amore per caso. Pellicola che, con una buona dose di anticipo rispetto alla data di uscita, Russell presenta oggi qui a Roma. Jeans, polo blu, capelli lunghi, aspetto più giovanile dei suoi 42 anni, l'attore è in una delle sue giornate "buone". Quelle, per intenderci, in cui è allegro (non sempre accade, va detto) e disponibile verso i cronisti. 

E stavolta il divo sfoggia anche un discreto senso dell'umorismo. Come quando parla del fantomatico sequel del Gladiatore (sempre con la regia di Scott): evento complicato dal fatto che, come molti spettatori ricordano, nel primo film l'eroe, Massimo, passa a miglior vita. "Certo, indubbiamente lui muore - ammette, sorridendo - ma allora potremmo pensare a una qualche forma di reincarnazione... non è un problema irrisolvibile, dopo tutto siamo a Hollywood!". Poi però il discorso diventa leggermente più serio: "Se ci fossero le risorse, lo sceneggiatore giusto, possiamo dire che lo potremmo realizzare, sì un giorno, ma nell'aldilà. Il problema è che l'eventualità di un Gladiatore atto secondo viene fuori solo nelle conferenza stampa, io e Ridley non ci pensiamo mai". 

Insomma, solo una chiacchiera giornalistica. Anche se il discorso viene fuori troppo spesso, perché la premiata-ditta Crowe-Scott non ci stia davvero, in qualche modo, pensando. In attesa di vedere gli sviluppi della situazione, il pubblico può consolarsi con una pellicola che è agli antipodi del Gladiatore. Perché non è epica, ma romantica; non è ambientata in una (improbabile) Roma antica, ma è tutta contemporanea. 

E infatti il protagonista di Amore per caso, Max Skinner, è un classico uomo di inizio Millennio: vive a Londra, in una società di broker, e fa soldi a palate giocando - in maniera molto disinvolta, ai limiti della legalità - in Borsa. Ma la morte di un vecchio zio (Albert Finney), da cui lui trascorreva le estati da bambino, cambia la sua vita: eredita infatti la tenuta vinicola della Provenza in cui il suo anziano parente viveva da sempre. L'impatto col luogo è spigoloso; poi però, anche grazie a una bella cameriera del posto (l'attrice francese Marion Cotillard), il nostro eroe capisce che la sua vita di prima era vuota... 

In definitiva, una commedia buonista, brillante, che parla di passione, di rapporti tra le persone. E, naturalmente, di vino. Bevanda di cui Crowe (autore in passato di alcune intemperanze dall'origine probabilmente alcolica) parla col massimo amore possibile - e con un bel po' di autoirnonia: "Il mio rapporto col vino? Bè, prima, durante e dopo il film, è rimasto sempre lo stesso: caloroso, intimo e di grande accoglienza. Ma, a costo di sembrare terra terra, confesso che ai prodotti francesi, italiani o californiani preferisco quelli della mia Nuova Zelanda". 

Al di là del campanilismo, però, l'attore non ha mai nascosto il suo debole per l'Italia. E per Roma in particolare. Tanto da fare un pubblico elogio perfino alla prima edizione della Festa del cinema, che apre i battenti proprio qui, nella capitale, venerdì 13 ottobre: "Era giusto che questa città avesse un festival internazionale - spiega - e, viste anche le premesse, sono sicuro che sarà un grande successo". Per Walter Veltroni, dunque, pubblicità positiva, e gratuita, perfino da un divo del calibro di Crowe: a tre giorni dall'inizio della kermesse, un bottino mica male... 

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- da kataweb.it: Crowe aspettando il Gladiatore 2 è un vignaiolo innamorato 10-10-2006

Russell Crowe dall'arena del Colosseo alla terra dei vigneti di Provenza. Il gladiatore innamorato. Russell Crowe torna a Roma a sei anni dal travolgente successo e dai 5 Oscar che il soldato romano Massimo si è accaparrato.

Russell Crowe è nella città del Colosseo per promuovere una commedia d'amore, A good year, una buona annata, che però in Italia arriva a Natale con un titolo da romanzetto rosa, 'Un amore per caso'. E' cambiato molto per Russell Crowe dai tempi in cui stringeva fra le mani la terra dell'arena. Oggi a 42 anni, due figli piccoli e una moglie, ha cambiato stile di vita: al posto della sabbia del Colosseo in mano ha zolle di una vigna in Provenza. 

Nel film, ancora una volta firmato dal regista Ridley Scott, un broker inglese, squalo della finanza, eredita una tenuta nella campagna francese. Il suo zio Henry, un appassionato di vino e belle donne è morto all'improvviso lasciandolo erede universale. 

Lui che ha un solo imperativo - fare soldi, soldi e soldi - va in provenza per sbrigare in fretta e furia la burocrazia e vendere la tenuta ma là accade il miracolo: l'uomo cinico e arrivista si innamora, delle viti cariche di grappoli, di un vino misterioso e buonissimo che si chiama le coin perdue e di una bellissima francese proprietaria di un bistrot. 

''Il mio rapporto con il vino, prima dopo e durante le riprese del film continua ad essere caloroso, avvolgente e di grande accoglienza!''. 

Russell Crowe ha la fama di essere uno difficile, spacca le cornette del telefono in testa ai portieri d'albergo e litiga con la tata dei suoi bambini, però quando arriva in conferenza stampa sfodera il sorriso migliore, diventa affabilissimo, firma autografi a raffica e declama pure un discorsetto preparato in italiano. Ma anche Russell Crowe ha avuto uno zio Henry, che gli ha dato istruzioni d'uso per la vita. ''Anche nella mia vita c'è uno zio Henry, che in realtà si chiamava zio David. Molti dei miei abiti nel film, il pigiama o la giacca da cricket, sono un omaggio a lui. E' stato l'unico della mia famiglia a recitare, nel 1969 aveva partecipato ad una versione amatoriale di 'Zio Vanja' in un teatro di un sobborgo di Auckland, Nuova Zelanda. E con il passare degli anni i ricordi delle recensioni dei critici di quel suo spettacolo, continuavano a migliorare. Quando ho iniziato a lavorare in teatro, la filosofia prevalente nella scuola inglese di recitazione era di non dare il 100% come attore, altrimenti perché il pubblico dovrebbe pagare un altro biglietto per tornare a vederti? Io ho chiesto a mio zio cosa ne pensava e lui mi ha detto: non dar loro retta perché evidentemente sono loro a non essere in grado di dare il 100%. Un attore deve sempre dare il massimo, è un dono per il pubblico ed è quello che deve fare''. 

E il Gladiatore 2? Arriverà. Prima o poi e forse in forma di fantasma... un gladiatore che ha qualcosa in comune con il nostro vignaiolo. ''Max cammina nelle vigne, si china, raccoglie un po' di terra, la sbriciola tra le mani e la odora come faceva Massimo prima di iniziare il combattimento, ma purtroppo per lui avevano appena spruzzato il verderame. L'abbiamo fatto apposta, giusto un piccolo elemento per dimostrare che siamo contenti di tornare a lavorare insieme... a noi piace fare film che si leggono a più livelli anche se sono solo delle commediole". 

Ridley Scott e Russell Crowe però quando si incontrano - magari davanti a un bicchiere di buon vino rosso - non parlano certo del gladiatore. "Quanto al Gladiatore 2... certo sono morto nel primo film ma devo dire che non è un problema insormontabile. Siamo a Hollywood dopotutto. Quindi se troveremo risorse e sceneggiatura risolveremo il problema senza fare un prequel. Però è un argomento che viene fuori solo nelle interviste e nelle conferenze stampa. Ricordatevi che è solo perché voi lo chiedete che l'argomento ritorna però se troveremo le risorse e verrrà il momento giusto sarà una bellissima esperienza... la vita di Massimo nell'aldilà".

Chiara Ugolini 

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- da mymovies.it: Russell Crowe a Roma per presentare il suo nuovo film [11/10/2006]

Un amore per caso uscirà il 15 dicembre

Tirza Bonifazi Tognazzi

Tutti pazzi per Russell Crowe. A Roma ieri c'era grande attesa per l'arrivo del "Gladiatore", in visita nella capitale per presentare il suo ultimo film, Un amore per caso, che arriverà nelle sale italiane il prossimo 15 dicembre. "Dopo il successo de Il Gladiatore" ha iniziato l'attore leggendo delle note che si era segnato in italiano, "la gente ha molte aspettative su questa pellicola. Ma questo lavoro è molto diverso, e questo ci rende tutti felici. Io e Ridley Scott siamo molto amici, abbiamo lo stesso senso dell'estetica e ridiamo delle stesse cose. Dopo aver lavorato insieme a quel film ci eravamo ripromessi di farlo molto più spesso. Abbiamo esaminato diversi progetti in questi anni, ma alla fine ho visto che Un amore per caso era quello che lo appassionava di più, e così ho deciso di prendere parte di quello che all'inizio chiamavamo il progetto del vino".

"È una commedia romantica, sì" continua Crowe, "ma è soprattutto un film che pone delle domande. La vita è un grande punto esclamativo che riguarda tutti, non ha importanza di quanti soldi tu abbia in banca. Per Max (il protagonista, interpretato da Crowe, NdR) i soldi non vogliono dire niente in fondo. È un uomo egoista, avido, isolato, concentrato su se stesso, ha raggiunto l'apice del successo ma non prova gioia. Così fa un viaggio interiore e scopre delle cose che aveva messo da parte". A proposito della sceneggiatura, alla quale ha dato un contributo, l'attore racconta: "quando abbiamo iniziato le riprese avevamo 45 pagine già pronte, per Il Gladiatore solo 21; Ridley mi ha detto che non potevo lamentarmi, che stavamo migliorando. Lui sa che se mi dice di buttarmi giù da una scogliera, io lo faccio, e credo gli piaccia avere questo potere su di me. Ma è anche uno che dà grandi soddisfazioni; alla conferenza stampa al festival di Toronto, quando un giornalista gli ha chiesto se avevo collaborato alla scrittura, lui ha risposto: yes please (sì, grazie, NdR)".

In Un amore per caso Russell Crowe interpreta un personaggio diverso dal solito, un uomo in carriera, potente, che però tutto d'un tratto si ritrova in situazioni buffe, piene di comicità, come quando cade a faccia in giù in una piscina vuota piena di cacca di vacca. "La risata dipende dal ritmo, tutta la vita dipende dal ritmo" spiega. "La tempistica è necessaria sia per infliggere un colpo mortale che per far ridere, c'è lo stesso tipo di sofferenza nel cadere in una piscina piena di cacca, che nel cavalcare una tigre". In Un amore per caso Ridley Scott si è divertito a utilizzare diverse citazioni - "per aggiungere un significato più profondo anche in una sciocca commedia", sottolinea Crowe - tra cui una che riguarda Il Gladiatore. "Quando Max cammina nel vigneto, si piega e raccoglie la terra sbriciolandola fra le mani, proprio come avrebbe fatto Massimo" rivela l'attore. "Solo che per sua sfortuna, quando l'annusa si accorge che hanno appena spruzzato il fertilizzante!".

Non poteva mancare una domanda sul sequel del film vincitore dell'Oscar, che tanto ha fatto sospirare le fanciulle di tutto il mondo. "Volete veramente che vi parli di Il Gladiatore 2?" chiede ai giornalisti presenti in sala, che non esitano a rispondere in coro e ad alta voce 'sì'. "Io sono morto, tuttavia non è un problema insormontabile, in fin dei conti siamo a Hollywood! Se qualcuno ci desse le risorse per farlo ci potrebbe essere una vita nell'aldilà". Nel frattempo però Crowe e Scott stanno lavorando a un altro progetto, American Gangster, basato sulla storia vera di uno spacciatore di eroina, interpretato da Denzel Washington, che tra il '69 e il '74 si trasferisce nel Sud Est Asiatico per trafficare con la droga, nascondendola nelle bare dei soldati americani caduti in Vietnam. "Io ho appena finito di girare la mia parte, mentre Denzel ha appena iniziato perché Ridley ci teneva che girassimo in tempi diversi, per creare una profonda divergenza fra i due mondi ai quali apparteniamo. Tanti anni fa, nel 1995, io e Denzel abbiamo recitato insieme in Virtuality, in quel film lui era un poliziotto che mi inseguiva, stavolta i nostri ruoli si sono scambiati".

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- da zabriskiepoint.net: RUSSELL “FAMILY” CROWE 11/10/2006

di Anna Maria Pasetti

L'attore a Roma ha presentato alla stampa Un amore per caso, la commedia di Ridley Scott che vedremo in Italia dal 15 dicembre

Il Gladiatore è in gran forma. Forse al meglio, in anima e corpo, e la stampa, oggi convenuta a Roma ad incontrarlo per la presentazione di Un amore per caso (A Good Year) di Ridley Scott, lo ha notato e apprezzato. Famoso per il suo carattere scontroso e l'insofferenza a domande "poco piacevoli", Russell Crowe è apparso un uomo nuovo, e il merito, a quanto sembra, è della famiglia che il 42enne attore nato in Nuova Zelanda ma di origini australiane si è formato con la moglie Danielle e i due bimbi Charlie e Tenyson Spencer, nato lo scorso luglio. 
«Si tratta di priorità e per me, ora, le esigenze di mia moglie e dei miei figli occupano almeno i primi 10-15 posti nella scala dei valori». E sembra sincero Mr. Crowe, tanto che nel viaggio romano (ed europeo a seguire) si è portato coniuge e prole a seguito. Il film in questione è l'ultimo lavoro dell'amico e regista d'elezione Ridley Scott, che Medusa distribuirà nelle sale italiane dal 15 dicembre come un romantico dono natalizio: Un amore per caso è infatti una commedia, ben condita di buoni sentimenti e sense of humour, che il combattente Scott ha voluto imbastire con la complicità di Crowe a smentita della sua passione per le guerre e i combattimenti: «Ridley voleva fortemente questa commedia, la chiamava il suo "wine project" (il progetto del vino)», racconta Russell sorridente. «Ma secondo me va ben oltre la commedia romantica che trasforma il cinico broker londinese in un appassionato e passionale viticoltore in Provenza, complice l'amore per una bella francesina. L'operazione è di mostrare un uomo che fa delle scelte prendendosi i suoi rischi, una volta aver compreso dove sta il vero bene. Decide dunque di ereditare a pieno titolo e col cuore aperto quanto gli ha lasciato zio Henry, ovvero l'unico uomo che gli abbia mai voluto bene in vita sua, ricambiato». 
C'è dell'autobiografico, spiega l'ex Cinderella Man (anche questo tanto dedito alla famiglia..), perché «mai come in questo momento mi sento di vestire i panni di Max Skinner (il personaggio che interpreta in Un amore per caso, ndr); ho lavorato in perfetta armonia con Ridley già dalla prima lettura dello script di Marc Klein, un Britishman trasferito in Francia, guarda caso». 
Ma in questo film si degusta anche del buon vino: «Il mio rapporto con il vino, a prescindere da questo film, è da sempre straordinario, lo adoro», confessa Crowe, che approfitta di una platea di non addetti ai lavori per promuovere il vino neozelandese e australiano. Quanto ai nuovi progetti, oltre al tormentone dei giornalisti avidi di scoop sul Gladiatore 2 («Lo faremo resuscitare Ridley ed io, ma ancora bisogna capire come, pensare, scrivere e non c'è tempo né soldi da investire al momento»), Russell Crowe parla del terzo film con Scott, American Gangster: «Ho appena terminato di girare la mia parte, ora Ridley sta riprendendo il co-protagonista Denzel Washington: Scott voleva una totale separazione tra il mio mondo e quello di Denzel. Io interpreto un poliziotto e Washington il criminale Frank Lewis, invertendo quanto accadde precedentemente nel 1995 con Virtuality: invano cercherò di convincere i miei superiori dello stratagemma escogitato da Lewis per importare eroina dall'Estremo Oriente».

altri articoli dalla conferenza stampa: http://www.cinematografo.it; http://www.leggo.it; http://notizie.alice.it/ ; http://www.epolismilano.it/

- oggi Russell tiene la conferenza stampa per la promozione del film in Germania. (Grazie Ivani!)

10/10/2006

Russell Crowe during the photocall of "Un Amore Per Caso" (A Good Year) directed by Ridley Scott, 10 October 2006 in Rome ecco le foto dalla presentazione di 'A Good Year' (Un Amore per Caso) a Roma

 

 

 

- sul sito Acchiappavip potrete trovare un resoconto di Irene che ieri ha potuto vedere Russell a Roma. Lo puoi leggere qui. Grazie Irene!

- da Il Messaggero: Il gladiatore torna a “casa” con tutta la famiglia Lunedì 9 Ottobre 2006

 

Russel Crowe nella capitale con moglie, figli e bambinaie


di MASSIMILIANO LAZZARI


«Roma, casa mia». Stavolta non è la solita battuta del divo di Hollywood per fare facile promozione a se stesso, ma davvero Russel Crowe si è trasferito a Roma. Almeno per una settimana. Il motivo è il tour promozionale del suo ultimo film "Good year", che la Medusa farà uscire in Italia a Natale con il titolo "Un amore per caso". Da Roma ogni giorno volerà per l'Europa: oggi per Parigi, poi per Londra, infine per Monaco. Il "gladiatore" è arrivato nella capitale l'altra sera, con un volo privato da Hollywood, che ha fatto scalo a Londra. Con lui ci sono la moglie Danielle , il figlio Charlie , di due anni mezzo (i lineamenti del viso sono la copia esatta del papà) ed il piccolissimo Tennyson, di appena sei mesi, arrivato, naturalmente, in culla. Al seguito della star e della sua famiglia c'è un nutrito gruppo di persone: la tata Christine che si occupa di Charlie e l'altra tata Joceline , che invece accudisce Tennyson, poi c'è il giovanissimo e spiritosissimo Keith Roger , un ragazzo che nessuno direbbe sia il segretario particolare di Crowe e due personal body guard che affiancano i "driver" italiani. E qui, a Roma, Russel Crowe si sente di casa (ricordate le corsette a Villa Borghese scortato dalle body guard?). L’altra sera ha preferito restare nella suite dell'hotel St.Regis, suo quartier generale, ma per cena ha sorperso tutti (pensate allo chef dell’hotel) chiedendo una pizza di "Baffetto", la pizzeria di via del Governo Vecchio che conosce dai precedenti viaggi in Italia. Ieri è rimasto fino alle 18 in albergo e poi a sorpresa è uscito per fare una passeggiata di shopping in Centro con la moglie ed il figlio più piccolo.
Tra le richieste particolari fatte alla Medusa c'è quella di una postazione internet ed un potente computer per poter lavorare dall'albergo.
Ieri sera, dopo lo shopping, Russel Crowe è tornato in un altro locale a lui caro, vicino al Pantheon, per una cena a base di pesce. Nel tardo pomeriggio di oggi, dopo la giornata di lavoro a Londra, sarà ancora a Roma. Domani, invece, terrà la conferenza stampa romana e la sera, niente anteprima, ma una cena in suo onore data dall'amministratore delegato di Medusa Giampaolo Letta. (Grazie Acchiappavip!)

09/10/2006

- Russell Crowe e famiglia sono a Roma per promuovere 'A Good Year' (titolo italiano: 'Un Amore per caso', una volta o l'altra vorrei avere tra le mani quello squilibrato che si diverte ad inventare di sana pianta i titoli italiani dei film senza mai tenere conto del loro contenuto...) che uscira' nella sale il prossimo 10 novembre. Quindi a chi si mettera' sulle tracce del nostro qui nella capitale auguro buona caccia! :D E ricordate che fa piacere a tutti leggere i resoconti di quelli che sono stati cosi' fortunati da poterlo avvicinare;

- da iltempo.it: «Ma quale star! Penso solo alla famiglia» 08/10/2006

È arrivato con moglie e figli: «Appartengo a loro e non al pubblico» 

Russell Crowe a Roma per presentare il suo nuovo film «Un amore per caso» 

di DINA D’ISA 

DOPO la fortunata esperienza de «Il Gladiatore», vincitore nel 2001 di 5 premi Oscar, tra cui quello di miglior film e miglior attore per Russell Crowe, la star australiana e il regista hollywoodiano tornano insieme sul set per l'ultima fatica di Ridley Scott, «A Good Year», film tratto dall'omonimo romanzo di Peter Mayle. Crowe (42 anni) veste i panni di un broker londinese che, nel trasferirsi in Provenza dopo aver ereditato un vigneto, deve vedersela con una donna californiana che sostiene di essere la proprietaria del posto. Il nuovo film che ha riunito la coppia è una tranquilla commedia, quasi pastorale ambientata tra i vigneti della Provenza. Il film che uscirà in Usa il 10 novembre, è stato presentato al festival di Toronto e la versione italiana, distribuita da Medusa, s'intitolerà «Un amore per caso». 

Girato la scorsa estate in Francia, la pellicola vanta un cast superbo. A cominciare da Albert Finney nei panni del vecchio zio Henry che cerca di insegnare i segreti della vita e l'amore per il vino al nipotino Max, diventato da grande uno «squalo» della finanza (Crowe) che produce e macina miliardi alla Borsa di Londra. Quando Henry muore, Max torna nella vecchia villa di campagna dove, orfano dei genitori, aveva trascorso l'infanzia con lo zio: Max torna con l'unica intenzione di vendere la proprietà. Ma per caso incontra una bella francese (Marion Cotillard), proprietaria del piccolo ristorante locale e così, tra una passeggiata rurale, un buon bicchiere e un castello provenzale, i ricordi d'infanzia e il gusto di un vino di buona annata riaffiorano per stravolgere il modus vivendi dell'ambizioso Max. 

Intanto, per presentare il film in Europa, Crowe è giunto ieri pomeriggio a Roma, dove presenterà la pellicola martedì e dove ha organizzato la sua base familiare: anche se dovrà promuovere «A good year» nelle varie capitali europee, la sera il bel «gladiatore» tornerà sempre nella capitale, dove lo attende la sua famiglia. Crowe è infatti sbarcato ieri pomeriggio all'areoporto di Ciampino con la moglie, la cantante australiana Danielle Spencer, sua antica fiamma, dalla quale ha avuto due bambini, Charlie, 2 anni e il piccolo Tennyson, di appena sei mesi. Ora sono tutti a Roma, inseguiti dai paparazzi e alloggiati nella panoramica suite royal del Grand Hotel St. Regis, insieme con due tate. A proteggere la celebre famiglia, non mancano le guardie del corpo e il fidatissimo assistente di Crowe, Keith Rodger. 

«C'è di sicuro qualcosa di Max in me - ha dichiarato Crowe - "A good year" rappresenta la gioia di vivere, mentre "A beautiful mind" o "Cinderella Man" rievocavano l'istinto di sopravvivenza e nel "Gladiatore" trionfava la morte. È giunto per me il momento di interpretare ruoli felici. E poi volevo andare in Provenza, portare con me mia moglie, sapevo che le sarebbe piaciuta quella magica regione della Francia. Ho accettato di buon grado la proposta di Ridley, con il quale ora sto preparando un film sulla malavita, "American Gangster". Adesso, sono felice di essere a Roma, è una città che amo e ogni tanto per scherzo dico a Ridley: "Perché non realizziamo Il Gladiatore 2?. E lui ci ride su. Ma adesso voglio stare qui con i miei figli. La paternità cambia tutto, avere figli è una meravigliosa realtà. Quando sono lontano da loro per lavoro, mi mancano terribilmente. È il più bel periodo della mia vita. La vita di famiglia mi ha preso molto e ho messo da parte alcuni impegni di lavoro, ma questa scelta mi fa bene anche come attore, mi fa selezionare meticolosamente le sceneggiature. In "A good year" c'è un detto provenzale: il castello non ti appartiene, sei tu che appartieni al castello. E così adesso penso che io appartengo alla mia famiglia, non più al pubblico. È una sensazione fantastica e dolcissima». 

 

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