Russell Crowe, notizie in lingua italiana

Russell Crowe

Russell Crowe, notizie in lingua italiana

 

Russell Crowe - Le News di maggio 2005

31/05/2005

***ALLARME TV*** martedi' 7 giugno 2005 alle ore 21.30 andra' in onda il film: 'Virtuality (Virtuosity)', 1995, su La7 (Grazie anche a Maddalena!)

- da espressoonline.it: "Crowe pugno di ferro " 

di Silvia Bizio da Los Angeles

Storia di Cinderella Man, un pugile degli anni Trenta, simbolo di un'America povera che riesce a riscattarsi. Un film di Ron Howard con l'interprete del 'Gladiatore'

Il gladiatore attacca un pugile con la stessa tenacia e una grinta che ha quasi del fanatico. Russell Crowe, l'australiano 'terrible' di Hollywood, torna dopo due anni di assenza dagli schermi (da Master and Commander) con il ruolo del leggendario boxer Jim Braddock nel film Cinderella Man di Ron Howard (regista di A Beautiful Mind) e con Renée Zellweger, coprotagonista. 

Il film racconta la vicenda del pugile che negli anni della Grande Depressione divenne un eroe del popolo, vincendo contro ogni pronostico il titolo dei pesi massimi contro il favoritissimo Max Baer (poi, nel 1935 perse contro Joe Luis). 

Braddock di umili origini irlandesi era diventato il simbolo della tenacia e perseveranza: nonostante numerosi difetti fisici e le sconfitte, non si arrese mai. Per interpretare il personaggio Crowe si è sottoposto a un addestramento durissimo: non con pesi e diete, ma come facevano negli anni '30 (e come fanno ancora i pugili veri) con corse, corda e pugni. E si è talmente immedesimato nella parte che durante le riprese si è azzuffato a suon di cazzotti con la propria guardia del corpo per un malinteso dopo una bevuta in un night. "Abbiamo portato indosso i segni del disonore per qualche giorno", ha commentato l'irascibile Crowe. "Ma subito dopo la rissa ci siamo abbracciati e siamo tornati al lavoro come niente fosse". 

Tipico di Crowe, sturm un drang versione divistica, l'Oscar in una mano (per Il Gladiatore, candidato anche per A Beautiful Mind) e Jack Daniels nell'altra. Un Crowe che attraverso l'odissea proletaria del diseredato, sfortunato e infine trionfante Braddock, vuole narrare anche la sua storia: dalle stalle alle stelle, una voglia di fare e un orgoglio infinito, ultimo ma non meno la devozione alla famiglia. "La storia di Braddock è indimenticabile", dice Crowe, incontrato sul set a Toronto qualche mese fa (Cinderella Man sta per uscire adesso in Usa): "Sembra una favola, invece emerge dall'aspra realtà del momento più cupo della storia americana, la povertà al tempo della grande depressione. Un tempo in cui c'era bisogno di sentirsi vicini e in cui si credeva ancora che l'uomo qualunque, con tutti i suoi difetti, potesse diventare eroe. Ma la storia di Braddock mi commuove soprattutto perché parla di attaccamento alla famiglia, di impegno e di granitico senso dell'onore".

Crowe è diventato padre un anno e mezzo fa (la moglie è la musicista Danielle Spencer, una sua vecchia fiamma ritrovata anni e svariati successi dopo): vive in una fattoria nella campagna australiana e se non fa a botte con qualcuno non fa titolo. Il torrido affaire con Meg Ryan è antica memoria anche per i fan storicamente più avveduti. Ci si chiede se non abbia deciso di tenere un profilo basso, come un pugile chiuso in difesa, anche per via di una minaccia di rapimento che, l'attore rivela adesso, era trapelata da una cellula di Al Qaeda a Londra, dopo il suo Oscar per Il Gladiatore, all'apice della sua popolarità ("Un attacco al cuore di Hollywood", venne definito dall'Fbi). "Non era uno scherzo e mi ha fatto riflettere seriamente sullo stato mentale del mondo", dice l'attore, tuttora sorvegliato speciale dei servizi di sicurezza quando è sul suolo americano (sempre più di rado).

Di persona Crowe, 41 anni, ha l'aria del duro che uno immagina dando ascolto ai numerosi aneddoti sul suo conto. Lui invece non si considera difficile né arrogante, solo molto concentrato. I registi che hanno lavorato con l'attore pensano sia l'unico a poter affrontare certi ruoli. "Russell sa come usare i cambiamenti fisici per dimostrare la trasformazione di un uomo", dice Howard (è stato Crowe a proporgli la storia del pugile Braddock): "È un attore intelligentissimo e di grande abnegazione. Il suo perfezionismo e l'attenzione al dettaglio sono alla radice del suo immenso talento".

Nel monologo di apertura all'ultimo Oscar il comico Chris Rock aveva addirittura sfidato Hollywood a scritturare un altro attore che non fosse Russell Crowe in un film storico. Senza di lui il fallimento è assicurato ha detto. I suoi colleghi citano l'enorme generosità con cui si dà completamente a un film e ai suoi ruoli, al punto non solo di smettere di bere (cosa non facile) ma di slogarsi una spalla, oltre a procurarsi innumerevoli lividi, per gli allenamenti di boxe per Cinderella Man. Ma allo stesso tempo infuria intere produzioni con le sue esigenze: non ci ha pensato due volte ad abbandonare Eucalyptus, un film che lo avrebbe visto insieme a Nicole Kidman, perché la sua parte non era alla pari con quella dell'altrettanto famosa collega (i due sono comunque in trattative, con Buz Luhrmann per fare un film definito come un 'Via col vento' australiano). E non importa che centinaia di persone a Bellingen, la cittadina nel South Wales, in Australia, dove Eucalyptus sarebbe stato girato, si siano ritrovate senza un lavoro, proprio come era successo a Braddock e a milioni di americani, nel '29. Non gli importa aver inflitto un duro colpo a una nazione che puntava su quel film per risollevare le sorti di un'industria in crisi. Né si preoccupa di aver abbandonato la band con cui cantava da anni, 30 Odd Foot of Grunts, per mettersi in proprio e incidere e produrre il suo primo album da solo. Di questo passo Russell Crowe non sarà più il figliol prodigo 'down under', bensì un capriccioso tycoon.

Ma lui va avanti per la sua strada. In questo momento ha il lancio di Cinderella Man, sua moglie, suo figlio e il suo album, con una canzone a cui tiene molto, 'Raewyn'. "È l'unica canzone che ho composto finora che ha fatto piangere sia uomini che donne, che li ha fatti pensare e chiamare i loro genitori", dice Crowe. "Ho ricevuto e-mail da Sting e Billy Bragg, due dei miei idoli musicali, che testimoniano il quieto potere della canzone. Tutte le altre canzoni sull'album sono fresche, rivelatrici e piene di grazia, ed esprimono il mio cuore, il cuore di un quarantunenne padre, marito, amante, uomo". Un cuore tenero sotto la scorza del duro?

Nel suo ranch in Australia alleva le mucche, ma si rifiuta di ammazzarle per la carne: ci ricava solo latte. Il lavoro di attore lo porta spesso all'estero. "È imperativo che Danielle e il bambino mi seguano dovunque io debba andare", dice: "Mia moglie ha una sua carriera musicale, ma per mia fortuna può scrivere le sue canzoni dovunque purché io le offra il livello di tecnologia di cui ha bisogno per creare. Mio figlio per ora è un vagabondo, ma quando comincerà ad andare a scuola sarà un'altra storia, dovremo riesaminare la nostra vita, perché voglio dargli stabilità, voglio andare a prenderlo a scuola ogni giorno".

A Crowe piace il proletario Braddock di Cinderella Man (il Cenerentolo, nomignolo, divenuto poi famoso, datogli da un giornalista). Un personaggio che contiene gli elementi primari del temperamento americano: l'individualismo, la forza di spirito e l'ostinato perseguimento del 'sogno'. 

"Secondo me la sua storia incarna qualcosa di veramente americano", dice Crowe, "l'incapacità di accettare la sconfitta, il rifiuto di considerare il fallimento. Jim Braddock non si arrese mai alla povertà. Quando guadagnò i primi soldi con la boxe, la prima cose che fece fu restituire al governo i sussidi ricevuti quando non era riuscito a trovare lavoro. Questo, ancora più delle sue vittorie sul ring, lo resero eroico. È questo l'esempio di vita a cui mi attengo". (Grazie Amanda Smith!)

25/05/2005

- da IlRestodelCarlino.it: CINEMA: Russell Crowe sale sul ring

Torna la boxe con 'Cinderella Man' 

Los Angeles, 24 maggio 2005 - La boxe sembrava passata di moda. Anche Clint Eastwood si è sentito dire che il suo film non sarebbe andato a vederlo nessuno. E invece, con 'Million Dollar Baby', si è portato a casa molti Oscar, compreso quello per il miglior film. 

La boxe dunque è tornata alla ribalta, tanto alla ribalta che Ron Howard e Russell Crowe, dopo l'esperienza comune di 'A Beautiful Mind', sono tornati a lavorare insieme per raccontare una storia di ring. 

Una pellicola molto attesa 'Cinderella Man', una pellicola che narra la vicenda di James Braddock, un uomo che ai tempi della Grande Depressione per riuscire a tirare avanti e sopravvivere decise di tentare la fortuna con la boxe: era il 1935 quando 'Cenerentola' Braddock inflisse una clamorosa sconfitta, in un combattimento sulle quindici riprese, al campione del mondo dei pesi massimi Max Baer. Ovvero quando la disperazione batte il professionismo. La pellicola, presentata ieri a Los Angeles, è ambientata in quella New York devastata dal crollo dell'economia e vede protagonisti anche Renee Zelleweger (che per l'occasione si è fatta bruna) nei panni della moglie di Braddock, una donna forte capace di sostenerlo e incoraggiarlo e Paul Giamatti (Il depresso Miles di 'Sideways') nel ruolo del manager che lo riesce a portare al successo. 

La fama di russel Crowe è quella di un personaggio quanto più lontano possibile dagli stereotipi di Hollywood. Abita con la famiglia (la moglie Danielle e il figlio di pochi mesi) in Australia, lontano dal clamore e dal glamour californiano. 'Tutta la parte creativa della mia vita è stata rovinata dalla celebrità. Prima ero un osservatore, un contemplatore, una di quelle persone che scivolano via nelle situazioni, che vi entrano e vi escono, osservando tutto quello che c'è da vedere, cercando di capire. Ma questo modo di vivere mi è stato portato via dal successo. - sostiene - Dopo aver vinto l'Oscar sono stato sbalzato in un'altra dimensione, in uno spazio differente. Ora quel vecchio spazio segreto non mi appartiene più e non c'è modo di tornare indietro'. 

'Difficile non farsi notare se si è Russel Crowe. Ho perso la mia natura di osservatore per ottenere in cambio quella di 
osservato . Ma c'è comunque un vantaggio: avere accesso a menti migliori e a progetti più interessanti, come per esempio 'Cinderella Man', una delle parti più difficili che abbia mai fatto. Anche fisicamente.- rivela Crowe - Almeno tre o quattro volte più difficile di 'Gladiatore'. Alla fine della giornata mi faceva male tutto, la schiena, le spalle, persino i piedi'. 

'Ho letto molto sulla storia di questo pugile e ogni cosa che imparavo su di lui mi appassionava. Era un ragazzo che faceva boxe perchè in quel periodo era la cosa migliore che un uomo potesse fare. Era uno che ha lavorato duro e che è morto nella casa comprata con i soldi vinti sul ring, con il suo matrimonio intatto e una famiglia sana e unita. Per me è una grande storia americana', conclude. (Grazie Maddalena!)

- stesso articolo da LaNazione (Grazie Maddalena!)

- da BadTaste.it: Cinema News: Cinderella Man - clip dal film 

Ecco il nuovo trailer di Cinderella Man, diretto da Ron Howard con Russell Crowe e Renée Zellweger - in uscita il 3 Giugno in USA (e da noi il 9 Settembre).

Tra una settimana esce negli Stati Uniti il nuovo film di Ron Howard, Premio Oscar per A Beautiful Mind e attualmente impegnato nella produzione de Il Codice da Vinci.

Il grande regista si confronta nuovamente con una biografia, questa volta del pugile Jim Braddock, leggendario peso piuma costretto al ritiro dopo una serie di sconfitte e impegnatosi a lavorare duramente per sostenere la sua famiglia negli anni della Depressione, senza mai perdere la speranza di tornare a fare il boxeur.
Grazie a un ritiro dell'ultimo minuto, Braddock riuscì a tornare sul ring e a battere uno dei più importanti boxeur del mondo, diventando l'"uomo cenerentola", una leggenda umana che portò sulle proprie spalle le speranze delle masse. Non un bravissimo boxeur, ma un grande uomo diventato leggenda.

Il cast di Cinderella Man è eccellente: a interpretare Braddock sarà Russell Crowe, sua moglie sarà Renée Zellweger, e tra gli altri attori vi sarà anche Paul Giamatti.

A una settimana dall'uscita in America (noi dovremo aspettare il 9 Settembre), ecco undici clip, spezzoni del film che potete trovare su YahooMovies:
Le Clip di Cinderella Man

- da VipLine, Capital.it e Ansa.it: Crowe conferma, minacce da Al Qaida  2005-05-24

L'attore era stato informato del rischio dall'FBI

(ANSA) - LOS ANGELES, 24 MAG - Russell Crowe ha confermato per la prima volta le voci che lo davano come possibile bersaglio dei terroristi di Al Qaida. La dichiarazione e' arrivata ieri, di fronte ai giornalisti riuniti per la premiere di 'Cinderella Man'. 'L'FBI mi ha contattato nel bel mezzo di una notte, spiegandomi d'aver saputo che un gruppo di terroristi voleva rapirmi - ha raccontato Crowe - Ecco perche' mi sono presentato in passato, in alcuni casi, circondato da 14 guardie del corpo'. (Grazie Maddalena!)

18/05/2005

Magazine_05-05-12_02.jpg (172318 byte) inserite nella pagina della stampa n. 69 le scansioni da 'Magazine'  del 12 maggio 2005. Grazie Shaula per le scansioni!

 

 

 

- sul sito italiano di Buena Vista International si può votare per il film più atteso, la locandina più bella e il trailer più bello... per chi volesse, Cinderella Man è tra i candidati, ovviamente!  http://www.buenavista.it/ (Grazie Daniela!)

- sempre per quanto riguarda la musica di Russell, ecco la traduzione di Amanda Smith delle due mail che commentano 'Raewyn':

la mail di Sting:

Lei è un uomo molto enigmatico, Mr. Crowe. Non è quello che mi aspettavo.

Tutte le famiglie hanno le loro tragedie che le condizionano; trasfonderle in versi rimati e in forna di canzone le cristallizza in mito. Storie che raccontiamo per capire noi stessi.

Nei periodi che ho trascorso con popolazioni tribali, nessuna conversazione riguardo al tempo, o a quando seminare le piante o trasferire un villaggio, o persino all’acquisto di un machete cominciava se non con la storia degli antenati e senza che a ciascuna generazione che si è succeduta, dalla prima all’ultima, fosse data parola e partecipazione al dibattito in corso, prima che la discussione potesse procedere. 

La sua canzone è un magnifico dono al piccolo Charlie, bellissime immagini fotografiche, una voce sorprendentemente dolce, e sono commosso dal fatto che lei me l’abbia voluta inviare, ma andrà bene in in radio? Nessuna possibilità, amico. I giorni delle canzoni in forma di confessione, di narrazione biografica, sono finiti, e nemmeno lei Mr. Crowe può farli tornare. Ma ciò non deve dissuaderla dal raccontare il suo mito, per lei stesso e per i figli dei suoi figli.

Con affetto,

Il vento che scuote le spighe [pseudonimo: tratto da una antica ballata irlandese ]

An e-mail to Russell from Sting:

“You're a very enigmatic man Mr Crowe. This is not what i was expecting.
All families have their defining tragedies, putting them into rhyming couplets and song form crystallises them into myth. the stories we tell to understand ourselves.
In the times i've spent with tribal peoples, no conversation about the weather, or when to plant crops, move a village or even the purchase of a machete didn't begin with the story of the ancestors, each succeding generation, from the first to the last, given a say and a stake in the current debate, before the argument could move on.
Your song is a royal gift to young Charlie, beautiful photographic images, a surprisingly tender voice, and I'm touched you would send it to me, but will it get on the radio? Not a chance mate.
The days of the confessional, biographical song are over, and not even you Mr. Crowe can bring them back. But that shouldn't deter you from telling your myth, for yourself and for your children's children.
Love,
The wind that shakes the barley”

la mail di Billy Bragg:

Raewyn mi è arrivata nella posta di ieri e ha fatto interrrompere la mia mattinata, lasciandomi a guardare fuori verso il sole invernale sull’oceano. E’ una canzone bellissima, intimistica. Scrivere in tema di famiglia è sempre difficile perché è talmente personale, ma tu sei riuscito a evocare la natura universale di un’esperienza attraverso un nitido collegamento di generazioni. “Un figlio e un padre dovrebbero sempre parlarsi” (grande verso) mi ha fatto pensare prima al mio vecchio e a come ci rapportavamo, e poi al mio ruolo di padre e a come mi comporto con Jack. 

[Questa canzone] è un insieme molto ben congegnato di potenti emozioni e di delicata sensibilità, e spero che avremo tempo a Sydney di sederci insieme e scrivere qualcosa che verta su quei sentimenti.

I più cari saluti,

Billy

An e-mail to Russell from Billy Bragg:

“ 'Raewyn' arrived in yesterday's post and it brought my morning to a halt, leaving me gazing out at the winter sun on the ocean. Its a beautiful, intimate song. Writing about family is always hard because it is so personal, but you've managed to evoke on the universal nature of experience by neatly linking the generations - 'A son and a father should always be talking' (great line) made me think first of my old man and how we got on, but then of my role as a father and how I relate to Jack. 
It’s a very well crafted mix of powerful emotions with tender sensibilities and I hope we have time in Sydney to sit down and write something that touches on those feelings.
best,
Billy”
(Grazie Amanda!)

16/05/2005

- a riguardo della posizione dell'album 'My Hand, My Heart' nella classifica italiana di iTunes, Mirella segnala quanto segue: "l'album il 12/5 mattina era al #68 ed il 12/5 pomeriggio era piazzato al #38 della classifica italiana." Grazie Mirella!

- da MTVnews: GENIO E SREGOLATEZZA

Ron Howard: lavorare con Russell Crowe è un casino

Russell Crowe è umorale, imprevedibile, rissoso.

Però sa dare a un film quel tocco in più, parola del regista Ron Howard, che ha terminato il montaggio di "Cinderella Man" e si prepara per l'uscita nelle sale (il 3 giugno 2005 negli Usa, da noi a settembre).
"Cinderella Man" sembra essere il classico film da Oscar.
Racconta la storia vera di Jim Braddock, pugile che esce dalla Grande Depressione Usa affrontando il campione dei pesi massimi Max Baer in un match destinato a diventare leggenda (e a dare una speranza all'intera Nazione).
La pellicola è un concentrato di premi Oscar come se ne vedono raramente:

regia: Ron Howard (Oscar per "A Beautiful Mind") 
sceneggiatura: Akiva Goldsman (Oscar per lo stesso film) 
produttore: Brian Grazer (di nuovo Oscar, stesso film) 
attrice protagonista: Renée Zellweger (Oscar per "Ritorno A Cold Mountain") 
attore protagonista: Russell Crowe (Oscar per "Il Gladiatore")

Ebbene, proprio Crowe è stata la cosa più complicata da gestire: "Dirigere Russell – ha dichiarato Ron Howard – è un po' come fare un film su un'isola tropicale: devi aspettarti che il tempo cambi numerose volte nello stesso giorno. Però sei lì proprio per quello: a volte i nuvolosi neri sono esattamente quello che ti serve, altre volte speri solo che smetta di piovere per poter girare le scene col sole".
Traduzione: lavorare con Russell Crowe è un casino, tanto che il piano delle riprese è stato spesso aggiornato in base al suo umore. Però, se ti serve un'isola tropicale lui è una di quelle da cartolina.
La domanda è: ma il gioco è valso la candela? [...]

- da Donnamoderna.it: I nuovi gladiatori 6/5/2005 

Il loro anfiteatro? Lo stadio. La loro arena? Il campo in erba. Il loro nemico? La squadra avversaria. Sì, gli eredi dei guerrieri dell’antica Roma sono i calciatori. Campioni forti, coraggiosi, a volte violenti. Ma sempre osannati. In occasione della partita scudetto Milan-Juventus, l’8 maggio, vi presentiamo gli idoli che eccitano le curve 

di Moreno Pisto

[...]Francesco Totti
Il guerriero nell’arena non solo lo ha interpretato in uno spot: se lo è fatto anche tatuare sul braccio destro. A chi può assomigliare Francesco Totti se non al gladiatore con la “g” maiuscola: Russell Crowe? Con lui il capitano della Roma condivide lo sguardo fiero. «Ma anche lo spirito di rivalsa» dice Candido Cannavò, editorialista de La Gazzetta dello Sport. «Per Totti è un campionato deludente. L’ultimo smacco? La squalifica di cinque giornate per un cazzotto a un avversario». 
Massimo Decimo - È indimenticabile Russell Crowe ne Il gladiatore. Merito del torace possente, della spada sguainata. E dello sguardo fiero da cui traspare la sua voglia di riscatto: la stessa che ha Francesco Totti. «Il film di Ridley Scott, uscito nel 2000, è ambientato nel secondo secolo dopo Cristo» dice Maria Pia Fusco de la Repubblica. «Crowe è il generale Massimo Decimo, costretto a fuggire da Roma per colpa dell’imperatore Commodo. Si vendicherà uccidendo il tiranno in duello». (Grazie Daniela!)

- dal Corriere della sera.it: Coppie e botteghino non vanno d'accordo 11/05/2005

[...]E più recentemente Meg Ryan si separò dal marito Dennis Quaid dopo aver filmato “Proof of Life”, con l’amante Russell Crowe. Nemmeno quel film rastrellò grandi incassi in un’America ancorata ai propri valori puritani.[...] (Grazie Daniela!)

13/05/2005

- da due giorni e' disponibile per il download il nuovo album di Russell Crowe, intitolato 'My Hand, My Heart'. Si puo' scaricare dal sito iTunes al costo di € 9,90. Per fare una ricerca e per acquistare l'album, e' necessario installare l'applicazione gratuita dal sito della Apple qui. Poi fate una ricerca con il nome di Russell. Al momento questo album non sembra essere compreso tra i top 100 degli album scaricati da iTunes Italia;

03/05/2005 - Dall'Herald Sun: Il regista di Hollywood Ron Howard conosce bene l'arte della diplomazia.

Questo e' quanto ha detto del lavoro con Russell (Crowe) nel film 'Cinderella Man': 'Dirigere Russell (Crowe) e' come fare riprese su un'isola tropicale. Il tempo cambia diverse volte durante il giorno, ma c'e' una ragione per cui stai girando in quel luogo. Qualche volta quelle nuvole nere sono proprio quello di cui hai bisogno. E qualche volta avresti il desiderio che smettesse di piovere per poter fare una scena solare.' 

"Hollywood director Ron Howard really knows his diplomacy skills.

"This is what he said 'bout working with our Rusty on Cinderella Man: 'Directing Russell (Crowe) is like shooting on a tropical island. The weather is going to change several times a day, but you're shooting there for a reason. Sometimes those dark clouds are just what you need. And sometimes you wish it would stop raining so you can do the sunny scene.' "

- da capital.it: Russell Crowe:"Sono amico del principe Harry" 11/05/2005

Russell Crowe ha rivelato d'aver contattato il principe Harry, il figlio di Carlo e Diana, dopo aver ricevuto una lettera da parte sua, e che ora mantengono contatti amichevoli. 
Ultimamente l'attore ha anche dato alcuni consigli ad Harry, che nel frattempo è entrato all'accademia militare. Crowe ha anche affermato di non ritenere scandalosa la tenuta nazista indossata dal principino alcuni mesi fa ad una festa. "Era un party privato, poteva mettersi quello che gli pareva", ha detto l'attore. 

08/05/2005

- da hellomagazine.com: "Russell gets to grips with being a great daddy" 02/05/2005

RussellCrowe_05-05-01_07.jpg (22936 byte) L'articolo In sintesi parla di come, dopo la nascita di Charlie, Russell si sia fatto la reputazione di essere uno dei padri più teneri di Hollywood; di come dopo la fine delle riprese di CM si stia ora prendendo una pausa dagli impegni cinematografici per trascorrere un po' di tempo con la famiglia, ma abbia anche trovato uno sbocco artistico per i suoi sentimenti, componendo le ballate dell'album My Hand My Heart, di imminente uscita, che hanno ottenuto l'apprezzamento non solo dei critici musicali australiani ma anche di Sting, che ha espresso un giudizio molto positivo sul singolo Raewyn inviatogli in anteprima. (Grazie Amanda!)

"Russell gets to grips with being a great daddy"
Since his first son Charlie was born 18 months ago Russell Crowe has earned a reputation as Hollywood's most hands-on father. So it came as no great surprise to his Sydney neighbours when the movie hunk was spotted showing his affection for his little boy during a stroll along the waterfront at Woolloomooloo Bay.
Russell was snapped swinging little Charlie in his arms and tenderly kissing his head as wife Danielle looked on. The actor, who has recently completed work on the boxing flick Cinderella Man, has been taking a break from movies to spend some quality time with his family. 
The 41-year-old is best-known for his tough-guy film roles, but he has also found an artistic outlet for his fatherly feelings. The gentle ballads that make up his forthcoming solo album My Hand, My Heart have already won critical acclaim Down Under. And it's not only the musical press who are singing its praises: British rock veteran Sting confessed to being mightily impressed after receiving a copy of the single Raewyn which Russell wrote about his own family life. 
"You're a very enigmatic man, Mr Crowe," he wrote. "Your song is a royal gift to Charlie - beautiful photographic images, a surprisingly tender voice and I'm touched you would send it to me."

- ecco qui tradotto da Amanda Smith, la missiva in cui Russell spiega la genesi del suo nuovo singolo 'Raewyn' (10 aprile 2004). Grazie Amanda! ^__^

Il retroscena di Raewyn 

Lachlan Dew era un ragazzo di 23 anni che lavorava per me alla fattoria. Era il sovrintendente di un allevamento che abbiamo e così il suo lavoro riguardava principalmente la salute e il benessere del bestiame; tuttavia l’altro suo lavoro era la cura e la manutenzione di un appezzamento di 40 acri di alberi piantati circa 4 o 5 anni fa. Lachie - era conosciuto con questo nome - aveva un diploma in scienze forestali, era un ragazzo dolce e un po’ bizzarro che sapeva fare il suo mestiere. Arrivò alla fattoria un giorno perché aveva sentito nel villaggio che stavo cercando un dipendente in più per aiutare il dirigente della proprietà.

Dopo aver conseguito il suo diploma aveva fatto domanda – disse – per più di un centinaio di posti di lavoro in ambito forestale e l’unica occupazione che gli era stata offerta era piantare alberi, qualcosa che aveva già fatto su larga scala durante il corso di studi. Desiderava qualcosa di più impegnativo e motivante. In una delle svolte ironiche che ha la vita, con nessuna prospettiva di lavoro nel campo di competenze da lui scelto, si era trovato a fare l’unico lavoro che aveva potuto ottenere in loco per una retribuzione decente: lavorare in una segheria. 

Come doveva essere stato frustrante, per una persona dedita alla cura e protezione degli alberi, trovarsi a tagliare legname. Con una punta di disperazione nella voce, mi disse che era l’unico alla segheria ad avere ancora tutte le dita, e che avrebbe voluto davvero conservarsele; ma, lavorando alla segheria, era solo questione di tempo. 

Gli diedi il lavoro all’istante e gli parlai della piantagione di eucalyptus; era entusiasta di quella parte delle sue mansioni. Si mise ad esaminarli pianta per pianta, ne sradicò circa un migliaio che riteneva non avessero attecchito in modo giusto, andò nel bush all’interno, raccolse i semi dei tipi di albero di cui aveva bisogno e li ripiantò; tutti sono venuti su bene.

Tragicamente, mentre ero in Canada, Lachlan Dew perse la vita. Un incidente di macchina, a tarda notte su una strada di campagna, una disgrazia fin troppo comune nel bush.

Mi piaceva così tanto la sua compagnia che ci rimasi davvero male. Ero molto distante da casa e sapevo che l’intera valle si sarebbe addolorata per la sua perdita, era molto apprezzato. Sua madre e suo padre sono pilastri della comunità e aveva un mucchio di amorevoli e affezionate sorelle di cui a volte parlava. Mi hanno detto che è stato il più affollato funerale di cui la valle abbia mai avuto esperienza.

E così era questa la situazione in cui ero quando iniziai a scrivere Raewyn. 

Cominciai a pensare alle sorelle di Lachie e alla perdita, priva di senso, del loro fratello più piccolo.

Cominciai a pensare a come sarebbe stata orribile la mia vita crescendo senza mio fratello.

Mi resi conto di qualcosa che sapevo, ma forse non avevo mai realmente capito. Entrambi i miei genitori avevano perso un fratello.

La sorella di mia madre, Raewyn, si era suicidata a 21 anni: si era tagliata le vene dei polsi nel bagno.

Il fratello minore di mio padre, il più piccolo di quattro fratelli, Charles, morì a 17 anni in un incidente durante una immersione subacquea. Si trovava con mio nonno Jack quando accadde.

Cominciai a capire come mio padre potesse essere in grado di consolare mia madre a causa della condivisione della tragedia di aver perso i loro fratelli minori. E anche quale forte legame possa essere una simile esperienza. 

Cominciai a capire il senso di colpa che deve aver tormentato mio nonno per il resto di suoi giorni. E la rabbia repressa a fatica che molte delle donne nella mia famiglia, inclusa mia madre, sembravano provare per Jack quando lui era intorno.

E compresi che anch’io avevo quel risentimento nei suoi confronti, non ero rimasto granché colpito quando morì, non avevamo poi trascorso tanto tempo con lui per anni. Aveva un modo di fare molto provocatorio. Riusciva sempre a far indispettire mia madre, a prenderla in giro per come cucinava e così via; lei si occupava di catering, era abituata a preparare da mangiare per centinaia di persone ad alto livello e la irritava che lui trovasse sempre da ridire. Altre persone mi hanno raccontato che era il suo senso dell’umorismo che mia madre non capiva. Molti parenti mi hanno detto che io affronto la vita in modo simile a lui e che posso aver ereditato lo stesso senso di provocazione nel mio humor.

La prima volta che davvero vidi e sentii mio padre piangere fu al funerale di Jack. Una delle ragioni per cui ci eravamo ritrasferiti in Nuova Zelanda era per stare più vicino ai nostri parenti, ma lui morì poco il nostro ritorno, questione di mesi forse; perciò non eravamo ancora inseriti nel ritmo della Nuova Zelanda, nuove scuole, vivere in una casa per la prima volta da quando avevamo lasciato il Paese, e non avevamo appunto ancora trascorso gran tempo con lui. Poi un giorno se ne era andato; nessuna avvisaglia, un attacco cardiaco mentre stava tosando i prati.

Quel funerale mi ha perseguitato per tutta la vita. Qui c’era qualcuno che io non sentivo di avere davvero conosciuto o capito, era morto e la sua morte stava lacerando mio padre, letteralmente lacerandolo davanti a me, il più profondo dolore che sconvolga l’anima, in un modo che dopo mi ha fatto piangere per giorni, e mi sentivo così in colpa per non aver provato amore per mio nonno. Sapevo di avergli voluto bene una volta, quando ero piccolo, lui era sempre pronto a raccontarmi storie, ma nel periodo tra i 6 o 7 anni e i 14 lo avevo visto pochissimo. 

Improvvisamente, dopo tutto questo tempo, qualcosa era cambiato nella mia vita e mio nonno e io, lui morto da 26 anni, avevamo qualcosa in comune: un figlio di nome Charlie. … 

Non sono sicuro dell’anno della morte di mio zio Charlie. Può essere stato prima che io nascessi o subito dopo. Lo chiederò di nuovo a mio padre domani. Adesso è notte, è troppo tardi, lui sarà già a letto.

The background to Raewyn.

Lachlan Dew was a 23 year old bloke who worked for me at the farm. He was the caretaker at a growing out property we have so his job was principally concerned with the health and welfare of the cows,however his other job was the care and maintenance of a 40 acre block of tree's we planted around 4-5 years ago. Lachie, as he was known, had a degree in forestry, he was a sweet and funny guy who knew how to do a days work. He came up to the farm one day because he'd heard in the village that I was looking for an extra hand to help out the manager.

After he had finished his degree he had applied, he said, for over 100 jobs to do with forestry; the only thing he ever got offered was tree planting, something he'd already done a massive amount of while doing his course. He wanted something more challenging. In one of life's ironic turns, with no job in his chosen career materializing, he found himself doing the only job he could get in the area for a decent wage, working at a sawmill.

How incredibly frustrating that must have been, someone who was dedicated to the care and protection of tree's cutting lumber. With a touch of desperation in his voice, he told me he was the only bloke at the sawmill who still had all his fingers, and he'd really like to keep them; but working at the mill, it was only a matter of time.

I gave him a job on the spot and told him about the eucalypt plantation, he was very excited about that part of the job.

He set about examining them, tree by tree, uprooted 1000 or so he thought hadn't quite struck well, went into the bush, collected the seeds of the types of trees he wanted, and replanted; they are all doing fine.

Tragically, while I was in Canada, Lachlan Dew lost his life. A car accident, late at night on a country road, a tragedy all too common in the bush.

I enjoyed his company so much I took it very hard.I was a long way from home and I knew the whole valley would be grieving ,he was very well liked. His mum and dad are pillars of the community and he had a brood of loving and affectionate sisters that he would sometimes talk about. I've been told it was the biggest funeral the valley had ever experienced.

So that's where I was when I started writing Raewyn.

I started thinking about Lachie's sisters and the senseless loss of their baby brother.

I started to think how awful my life growing up would have been without my brother.

I realised something I knew, but perhaps had never connected.

Both my parents had lost a sibling.

My mother's sister Raewyn commited suicide at 21. Slashed her wrists in the bath.

My Father's younger brother,the youngest of four, Charles died at 17 in a scuba diving accident. He was with my grandfather Jack at the time.

I started to understand how my father might of been able to comfort my mother because of sharing the tragedy of losing their younger siblings. And also how powerful a bond it must be.

I started to understand the guilt that must racked my grandfather for the rest of his days.

And the simmering anger that a lot of the women folk in my family seemed to feel for Jack whenever he was around, my mother included.

And I realized that I too had that anger toward him, I'd not been too fussed when he died, we had not spent that much time with him for years. He was very provocative company. He would always manage to get my mother upset, make jokes about her cooking etc, she was a caterer, used to serving hundreds at a very high level and it would irk her that he always found fault. Other people have told me that it was his sense of humour that my mother didn't understand. I've been told by many relatives that I attack my life in a similar way to him and may have inherited the same sense of provocation in my humour.

The first time I really saw and heard my Father cry was at Jack's funeral. One of the reasons we had moved back to New Zealand was to be closer to our relatives, but he died soon after we had got back, a matter of months perhaps; so we really hadn't gotten into the rhythm of life in New Zealand yet, new school, living in a house for the first time since we had left New Zealand, and we just hadn't spent that much time with him. Then one day he was gone; no warning, heart attack while mowing the lawns.

That funeral has haunted me throughout my life. Here was someone who I didn't feel I knew or understood, he was dead and his death was tearing apart my father, literally tearing him apart in front of me, the deepest soulwrenching grief that made me cry for days afterwards, and I felt so guilty that I didn't feel love for my grandfather. I knew I had loved him once, when I was little, he was always full of stories, but between 6 or 7 and 14 I had hardly seen him.

Suddenly after all this time, something had changed in my life and my grandfather and I, he being dead for 26 years, had something in common, a son called Charlie.

I'm not sure of the year of my uncle Charlie's death. It may have been before I was born or just after. I'll ask my Father again tomorrow. It's too late at night, he'll be in bed now.

06/05/2005

RussellCroweMaggio_2005.jpg (115823 byte) e' online la pagina di maggio del calendario creato da Lory Crowe. Grazie Lory! ^__^

 

 

 

- da canali.libero.it: Russel Crowe e Nicole Kidman, Bradd Pitt e Cate Blanchett: due coppie per due nuovi film 06/05/2005

Dopo “Le crociate” di Ridley Scott e i vari “peplum” ambientati nell’antica Grecia, è in arrivo un altro kolossal, questa volta tutto “made in Australia”.

Sarà una sorta di “Via col vento” del terzo millennio, un film epico che metterà insieme due attori belli e molto amati dal pubblico: Russel Crowe e Nicole Kidman.

Un tempo si vociferava su di una loro presunta relazione ma di certo c'è solo che i due divi sono entrambi australiani – definiti addirittura “tesori nazionali viventi” da un gruppo per la tutela delle tradizioni dell’isola - e che dopo il mancato incontro sul set del film “Eucalyptus”, potrebbero finalmente avere l’occasione di lavorare insieme sotto la direzione dell’estroso e visionario regista Baz Luhrmann. 

Anche lui australiano così come lo sceneggiatore che lo sta aiutando a scrivere il copione, Stuart Beattie, già noto per “Collateral”. 
Il film, che sarà girato alla Fox, ha tutti gli ingredienti per far parlare di sé: una storia avventurosa e sentimentale, due protagonisti dall’indubbio talento e sex appeal, un regista che sa sorprendere e sfidare il pubblico. (Grazie Daniela!)

- da Cinematografo.it: L'attrice con Russell Crowe in Oz Gone With The Wind di Baz Luhrmann. Un Via col vento australiano 05/05/2005

Russell Crowe e Nicole Kidman, dopo il tentativo fallito di Eucalyptus, potrebbero interpretare un altro film interamente australiano diretto da Baz Luhrmann. Il regista sta collaborando con il connazionale Stuart Beattie alla sceneggiatura di un melodramma romantico intitolato Oz Gone With The Wind (Via col vento australiano). Prodotta dalla Universal (ciak previsto per fine 2005), questa epopea di Luhrmann arriva dopo che il suo progetto su Alessandro Magno è sfumato. Mentre Luhrmann e la Kidman hanno già lavorato insieme in Moulin Rouge!, questa sarebbe la prima collaborazione tra il regista e Crowe. (Grazie Maddalena!)

- da Capital.it: Nicole Kidman e Russel Crowe insieme nel nuovo film di Baz Luhrmann 05/05/2005

Dopo il tentativo fallito di "Eucalyptus", Russell Crowe e Nicole Kidman potrebbero interpretare un altro film interamente australiano diretto da Baz Luhrmann. Il regista sta collaborando con il connazionale Stuart Beattie alla sceneggiatura di un melodramma romantico intitolato "Oz Gone With The Wind" ("Via col vento australiano"). 
Prodotta dalla Universal (ciak previsto per fine 2005), l'epopea di Luhrmann arriva dopo che il suo progetto su Alessandro Magno è sfumato. Luhrmann e la Kidman tornano a lavorare insieme dopo "Moulin Rouge!" mentre sarebbe la prima collaborazione tra il regista e Crowe. (Grazie Maddalena!)

- la stessa notizia anche da kataweb e Il Messaggero (Grazie Daniela!)

04/05/2005

RussellCrowe_05-05-01_07.jpg (22936 byte) le nuove foto di Russell e famiglia

02/05/2005

- da IlMattino.it: «Il mio boxeur batte ai punti il Gladiatore» 29/04/2005

di Francesca Scorcucchi 

«La boxe non va più di moda, nessuno verrebbe a vedere questo film». Così si era sentito dire Clint Eastwood quando propose a una major il suo «Million Dollar Baby». Il film ha vinto quattro Oscar e la boxe è tornata di moda. Tanto che Ron Howard e Russel Crowe sono tornati a lavorare insieme per girare «Cinderella Man», la storia vera di James Braddock, un uomo che per riuscire a tirare avanti decide di tentare la fortuna proprio con la boxe. La vicenda è ambientata ai tempi della Grande Depressione, quando, nel 1935, Braddock impresse una clamorosa sconfitta, in un combattimento di quindici riprese, al campione del mondo dei pesi massimi Max Baer. 

La storia è ambientata a New York e vede protagonisti anche Renée Zelleweger (che per l'occasione è diventata bruna) nei panni della moglie di Braddock, capace di sostenerlo e incoraggiarlo, e Paul Giamatti (il depresso di «Sideways») nel ruolo del manager che riesce a portarlo al successo. 

Ma nella vita privata Crowe è una bestia difficile da domare. Telecamere e macchine fotografiche lo hanno sorpreso autore di risse e più volte il divo ha tentato di malmenare i paparazzi a tiro. La sua fama è quella di un personaggio quanto più lontano dagli stereotipi di Hollywood. 

Abita con la famiglia (la moglie Danielle e il figlio d pochi mesi) in Australia, lontano dal clamore e dal glamour californiano. Perché Mr. Crowe? «Tutta la parte creativa della mia vita è stata rovinata dalla celebrità. Prima ero un osservatore, un contemplatore, una di quelle persone che scivolano via nelle situazioni, che vi entrano e vi escono, osservando tutto quello che c'è da vedere, cercando di capire. Ma questo modo di vivere mi è stato portato via dal successo. Dopo aver vinto l'Oscar sono stato sbalzato in un'altra dimensione, in uno spazio differente. Ora quel vecchio spazio segreto non mi appartiene più e non c'è modo di tornare indietro». 

Qualche volta riesce a non farsi notare? «C'è comunque un modo di camminare per strada senza essere riconosciuti, e non parlo di artifici come baffi e naso finti. Basta cambiare l’energia, non fare di tutto per non essere notati. Però, comunque, non sarà mai la stessa cosa. Ho perso la mia qualifica di osservatore per ottenere in cambio quella di “osservato”. Ma c'è comunque un vantaggio: avere accesso a menti migliori e a progetti più interessanti». 

Per esempio? «“Cinderella Man” è stato uno dei lavori più difficili che abbia mai fatto. Anche fisicamente. Almeno tre o quattro volte più difficile del “Gladiatore”. Lo ha battuto ai punti. Alla fine della giornata mi faceva male tutto, la schiena, le spalle, persino i piedi. Eppure ho adorato questo film e questa parte. Ho amato il personaggio che interpretavo, James Braddock. Non mi capita poi così spesso di amare i miei ruoli». 

Eppure è opinione comune che l'amore verso il proprio personaggio dovrebbe essere una condizione essenziale per recitare al meglio una parte. «Dal teatro inglese ho imparato che un attore deve amare il suo ruolo, ma soprattutto deve amare il mestiere dell'attore. Se ti innamori troppo del tuo personaggio poi rischi di dimenticare alcune cose. Se devi interpretare Adolf Hitler e ti innamori di lui poi rischi di farlo diventare meno malvagio, no? Bisogna amare il mestiere di attore e mantenere un certo livello di obiettività in quello che stai facendo. In questo caso, però, non ci sono riuscito». 

Insomma, Braddock l’ha conquistata? «Ho letto molto sulla sua storia e ogni cosa che imparavo su di lui mi appassionava. Era un ragazzo che faceva boxe perché in quel periodo era la cosa migliore che un uomo potesse fare. Era uno che ha lavorato duro e che è morto nella casa comprata con i soldi vinti sul ring, con il suo matrimonio intatto e una famiglia sana e unita. Per me è una grande storia americana». (Grazie Daniela!)

 

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