Russell Crowe, notizie in lingua italiana

Russell Crowe

Russell Crowe, notizie in lingua italiana

 

Russell Crowe - Le News di dicembre 2006

30/12/2006

Russell Crowe su 'Acqua e Sapone', dicembre 2006 ho inserito nella pagina della stampa n. 70 l'articolo da 'Acqua e Sapone', dicembre 2006. Grazie Silvia per le scansioni!

 

 

 

Vanity_Fair49_06-12-14_1.jpg (389857 byte) ho inserito nella pagina della stampa n. 70 l'articolo da 'Vanity Fair' n. 49 del 14 dicembre 2006. Grazie Debora per le scansioni! (ndw: le foto di questo articolo le avevamo gia' viste in relazione ad un articolo apparso sulla rivista GQ. Le trovate qui.)

 

 

 

- da scanner.it: Un'ottima annata - A good year

di Paolo Boschi

Date a Ridley Scott una bella storia, a prescindere dal genere, e senza dubbio riuscirà a trarne fuori un buon film, come nel caso de Il gladiatore o Il genio della truffa, magari persino un cult movie, come gli accadde con Alien, Blade Runner o Thelma & Louise. L’ultima fatica dietro la macchina da presa del grande regista britannico, intitolata Un’ottima annata, appartiene alla prima categoria: Scott per la prima volta si è messo alla prova con una commedia sentimentale, traslando sul grande schermo l’omonimo romanzo di Peter Mayle. Al centro della trama di Un’ottima annata figura un simpatico bastardo rispondente al nome di Max Skinner, broker londinese consapevolmente cinico oltre ogni umana concezione, interessato soltanto al crudo profitto, da raggiungere senza scrupoli di sorta per le vittime collaterali, un uomo sostanzialmente privo di affetti e legami veri, almeno finché dal passato non si riaffaccia il caro zio che l’ha cresciuto in una magnifica villa provenzale dopo la morte precoce dei suoi genitori. Intendiamoci, il ragazzo di un tempo per seguire il suo sogno di successo e ricchezza ha di fatto dimenticato lo zio, che da anni ormai non sentiva neppure per telefono: ma la triste notizia della dipartita dell’anziano parente, amante del buon vino e delle belle donne, risveglia in Skinner tanti meravigliosi ricordi, che vividamente ricominciano ad affacciarsi con forza e con nostalgia nella testa del nipotino di un tempo, peraltro rimasto erede della magnifica villa con annesso vigneto del vecchio zio. Ma, tranne qualche comprensibile concessione al passato, quando Max Skinner approda nel suo buen retiro d’infanzia, il suo pensiero dominante è come trarne il maggior profitto possibile nel minor tempo possibile. Poi, gradualmente riconvertito alla particolare percezione locale del tempo e della vita – ovvero assai rallentata rispetto ai frenetici standards metropolitani –, il protagonista inizia a cedere alle lusinghe del passato, al richiamo di un vino mitico ed introvabile, e soprattutto alla passione irresistibile per una splendida cuoca dal cuore infranto, l’affascinante Fanny. Aggiungiamo anche una rediviva cugina che il prode zio ha avuto (senza mai saperlo) da una conquista californiana un quarto di secolo prima, che diverrebbe erede universale di villa e vigneto in caso di riconoscimento legale e che peraltro ha una vera passione per la viticoltura. Troppe scoperte (e riscoperte) in contemporanea per non lasciarsi soggiogare, anche in virtù dell’ambientazione mozzafiato in una Provenza ritratta sul filo sottile che separa il poster illustrato da un panorama insostenibile. Perché dunque non concedersi la possibilità di una vita diversa, una vita da godersi attimo per attimo senza l’ossessione banale di accumulare soldi con spericolate alchimie finanziarie? Quando Max Skinner riuscirà a darsi una risposta, fare la cosa giusta diverrà semplicemente l’unica opzione possibile. Un’ottima annata è una commedia che incanta sequenza dopo sequenza, caratterizzata da tempi semplicemente perfetti, ottime battute, un cast davvero in forma. Cosa chiedere di più ad un plot intriso di romanticismo e con happy ending d’obbligo? Da non perdere.

Voto 7½

- da cinema.bluewin.ch: I flop dell'anno

Mentre quasi tutte le riviste hanno pubblicato la loro classifica dei migliori film del 2006, Variety ne ha stilata una più divertente e crudele: quella dei flop più sonori.

L'anno volge al termine ed è tempo di bilanci. E mentre tutte le riviste strombazzano le loro classifiche delle migliori pellicole del 2006, Variety ne ha stilata una in controtendenza: quella degli insuccessi più costernanti. Lo scettro va a «Basic Instinct 2» che costato 70 milioni di dollari, ne ha incassati appena 5. Ma Sharon Stone non è certo l'unica diva di Hollywood a chiudere male l'anno. Seguono a ruota infatti «Un'ottima annata» (7 milioni di dollari incassati) con Russell Crowe, «Il Prescelto» (23 milioni) con Nicolas Cage ed ancora «Freedomland» (12 milioni) con Samuel L. Jackson. Non mancano inoltre flop inaspettati, affidati a registi normalmente garanzia di successo: è il caso di «Lady In The Water» (costato 75 milioni di dollari, ne ha incassati 42) e «Poseidon» (costato la bellezza di 160 milioni di dollari, ne ha incassati appena 60!), diretti rispettivamente da M. Night Shyamalan e Wolfgang Petersen.

Altri sono comunque i parametri da prendere in considerazione: infatti queste cifre comprendono unicamente gli incassi in territorio nordamericano, senza dunque contare i proventi che si ricaveranno dalle vendite DVD ed alle televisioni. E poi tutto è relativo: ricordiamo l'esempio di «Mission: Impossible 3», che nonostante abbia incassato l'eccellente somma di 133 millioni di dollari solo in America del Nord, è stato considerato quasi un semi-flop visto che ci si attendeva molto di più.

Ultima constatazione a margine fatta dalla stessa Variety : nessun film horror e nessuna commedia appariva in questa sconfortante lista.

- da donnamoderna.com: Russell Crowe 13/12/2006 

Anche lui ha un punto debole. Anzi, tre: la moglie e i due bambini. Appena parla di loro Russell Crowe, al cinema in Un'ottima annata, dimentica il suo caratteraccio. E scopre un lato tenero insospettabile (ma sempre irresistibile) 

Quando arrivo all'appuntamento, all'hotel St. Regis di Roma, Russell Crowe sta giocando con il figlio di 3 anni Charles. Lo prende in braccio, lo sbaciucchia, se lo spupazza sulle ginocchia. Non credo ai miei occhi. Ma come: l'attore australiano non era il gladiatore per antonomasia, il rude macho che ha scippato Meg Ryan al legittimo marito, il divo irascibile che i camerieri d'albergo temono per le sue scenate con tanto di lancio del telefono? Era, appunto. Perché durante questa intervista sul suo nuovo film, la commedia romantica Un'ottima annata, Crowe rivela un insospettabile, e irresistibile, animo gentile.

Mister Crowe, sa che Charles sembra la sua fotocopia?
«Quando era appena nato, mia moglie Danielle e io lo fissavamo per capire da chi avesse preso cosa. È venuta fuori una lista lunghissima: da me il mento e le labbra, da Danielle gli zigomi, dal nonno la fronte, dallo zio le orecchie. Per un sacco di tempo mi è rimasto un dubbio sugli occhi. Poi, l'illuminazione: sono uguali a quelli di mia madre» (quelli di Crowe, verdi, si illuminano di tenerezza).

E il suo secondogenito Tennyson a chi assomiglia?
«Ha 5 mesi, è presto per capirlo. Però anche lui ha un rapporto speciale con il numero 7, come tutta la nostra famiglia. Io sono nato il giorno 7, Danielle il 16, e 6 più 1 fa 7. Noi due ci siamo sposati il 7. Charles è nato alle 7 meno 7 minuti, Tennyson alle 7 del 7 luglio. Le sembro pazzo?» (ride).

Pazzo no... Però corre voce che abbia un caratteraccio
«Anche Peter O'Toole e Richard Burton avevano questa fama. E poi sfogare la rabbia fa bene alla salute: quelli che si tengono tutto dentro prima o poi fanno il botto, magari con un bell'infarto... Certo, mi scoccia parecchio passare per quello che non sono».

E il telefono lanciato addosso al cameriere di un albergo di New York?
«È stato stupido e irrazionale prendermela con lui perché non riuscivo a chiamare Danielle in Australia. Però dalle mie parti sarebbe finito tutto con una stretta di mano, altro che arresto».

Ma è vero che spesso risponde male?
«Solo a chi è aggressivo con me. E giù titoli a caratteri cubitali sui giornali. Sa la verità? Passo per essere uno scocciatore perché non rinuncio a dire la mia opinione, anche se è diversa da quella degli altri. Ho appena rifiutato il copione di un kolossal da 180 milioni di dollari perché i produttori volevano pagare poco gli attori. Be', io non sono disposto a violare le regole sindacali. Scommetto che ora inizierà a girare la voce che sono pure avido...».

Che rapporto ha con i soldi?
«Non ne sono ossessionato: li guadagno e li spendo. Anche per cose utili, come costruire una piscina pubblica nella valle dove c'è il ranch dei miei».

Un'ottima annata è la prima commedia romantica della sua carriera. Cosa l'ha spinta a interpretarla?
«Mi è piaciuta la trasformazione del protagonista da manager rampante e senza scrupoli a placido gentiluomo di campagna: è un ribaltamento di valori, dal potere all'amore».

Quali sono i suoi, di valori?
«Al primo posto, e anche al secondo e al terzo, c'è la famiglia. Poi viene tutto il resto, lavoro compreso: i set dei miei film non devono essere troppo lontani o scomodi, così posso portarci anche mia moglie e i miei bambini».

Lei è stato un rubacuori, ma poi ha sposato la sua fidanzata storica...
«Danielle è stata il mio primo amore, ci siamo conosciuti nel 1989».

Avere avuto un figlio dopo l'altro è stato un caso o una scelta?
«Una scelta. Tennyson l'abbiamo concepito in Francia proprio durante le riprese di Un'ottima annata. È successo in una cappella dei Cavalieri di Malta dell'11esimo secolo».

Molto sensuale
«Molto romantico. E i santi intorno a noi sorridevano comprensivi».

Nel corso del film il suo personaggio diventa un intenditore di vini. Lei lo è?
«Adoro bere un buon bicchiere (nella cantina del suo ranch ha centinaia di bottiglie pregiate). E confesso che preferisco i bianchi australiani e neozelandesi a qualsiasi rosso, francese o italiano che sia».

Anche prima l'ho sentita fare pubblicità ai vini del suo Paese: è stato talmente persuasivo che verrebbe voglia di comprare da lei un'auto usata
«Non credo che qualcuno verrà mai dall'Italia all'Australia per chiedermi di vendergli il mio pick-up» (ride).

Dalla carriera ha avuto tutto. Ha ancora un sogno nel cassetto?
«Una fantasia: fare un film in una lingua completamente diversa dall'inglese. In italiano, magari».

Davvero? E come mai?
«Mi piace molto. Quando sono a casa in Australia, io, mia moglie e i miei genitori facciamo lezione due volte alla settimana con Beatrice, una vicina napoletana. Certo, non sono un alunno molto assiduo: la maggior parte delle volte mi trovo dall'altra parte del globo. Per imparare davvero la sua lingua dovrei lavorare con un regista italiano».

Chi, per esempio?
«Amo Roberto Benigni: La vita è bella è un vero capolavoro».

La sua biografia
Russell Crowe nasce il 7 aprile 1964 a Wellington, in Nuova Zelanda. Fin da ragazzino ha un carattere molto irrequieto, che lo spinge ad abbandonare le superiori e a iscriversi alla scuola di teatro di Sydney, in Australia. Nel 1989 incontra l'attrice Danielle Spencer. Ma prima di sposarla, nel 2003, si prende un paio di sbandate: nel 2000 ha una relazione con la collega Meg Ryan (che per lui lascia il marito Dennis Quaid), nel 2002 un presunto flirt con Nicole Kidman. Ora Russell e Danielle vivono in Australia con i due figli: Charles, 3 anni, e Tennyson, 5 mesi.

I suoi successi
Dopo il debutto in Giuramento di sangue (1990), Russell Crowe sbarca a Hollywood per merito di Sharon Stone, che lo vuole come partner nel western Pronti a morire (1995). Con L.A. Confidential (1997) l’attore diventa un sex symbol, grazie a Il gladiatore (2000) vince l'Oscar. È bravissimo anche in A beautiful mind (2001), in Master & Commander (2003) e, c’è da scommettere, in 3:10 to Yuma, che sta girando ora.

27/12/2006

Ecco la classifica del botteghino in Italia nella settimana che va dal 18 al 24 dicembre 2006

1 Natale a New York € 3.682.702,80

2 Eragon € 1.574.185,80

3 Olè € 1.177.092,90

4 Deja vu — corsa contro il tempo € 957.045,40

5 Commediasexi 607.580,40

6 Giù per il tubo (Flushed away) € 491.417,75

7 Un'ottima annata (A good year) € 450.022,40

8 The prestige — stai guardando attentamente? € 259.337,75

9 Boog & Elliot a caccia di amici € 155.660,25

10 Happy Feet € 138.021,45

18/12/2006

ho aggiunto un nuovo sito affiliato, hugo.random-scribblings.net, dedicato all'attore Hugo Weaving che ha recitato con Russell nel film 'Proof';

- finalmente e' uscito anche qui da noi il film 'Un'Ottima Annata' che non esordisce in modo particolarmente brillante piazzandosi al sesto posto nella classifica del fine settimana con un incasso di 450.000,00 euro;

- Box office Italia: la classifica dei film più visti al cinema
Periodo di riferimento: 15-17 dicembre 2006

Pos. Titolo                          Incasso     Sale Media   Totale
1    Natale a New York               3.700.893 € 518  7.145 € 3.700.963 €
2    Olè                             1.505.967 € 401  3.756 € 1.505.967 €
3    Deja Vu - Corsa Contro Il Tempo 1.055.492 € 251  4.205 € 1.055.507 €
4    Commediasexi                    597.237 €   314  1.902 € 597.237 €
5    Boog e Elliot a caccia di amici 475.888 €   375 1.269 €  2.031.876 €
6    Un'ottima annata - A Good Year  439.666 €   155 2.837 €  439.666 €
7    Happy Feet                      330.081 €   285 1.158 €  3.462.996 €
8    Non aprite quella porta         241.438 €   191 1.264 €  1.585.612 €
9    Anplagghed al cinema            201.231 €   188 1.070 €  6.363.718 €
10   Il prescelto                    155.526 €   156 997 €    2.270.083 €

- ecco alcune recensioni del film:
- dal corriere.it: «Un'ottima annata»

Lo stile pubblicitario soffoca la storia interpretata da Russel Crowe

Ridley Scott, favola patinata girata con la tecnica degli spot.
Inquadrature scelte per il loro effetto, forza evocativa della musica


Il primo amore non si scorda mai. Vale per il protagonista del film, Max, che da giovane aveva scoperto il piacere che possono offrire le labbra femminili. Ma vale soprattutto per il regista. E il primo amore di Ridley Scott è stata la pubblicità. Non quella supersincopata e supertecnologizzata che va di moda oggi, no: quella raffinata ed estetizzante che negli anni Settanta aveva rivoluzionato il mondo dell'advertising epermesso al cinema inglese di rinascere. Grazie a registi come Ridley Scott e suo fratello Tony, Alan Parker, Hugh Hudson, Adrian Lyne. Era stata una vera e propria rivoluzione, una specie di reazione all'immediatezza e all'ostentato verismo delle varie «nouvelle vague».
Non più la vita catturata nella sua realtà di eventi quotidiani, ma il sogno ricreato grazie alla forza inventiva del cinema. Controluce, rallenti, inquadrature scelte per il loro effetto non per il loro significato, forza evocativa della musica. E tutto messo abilmente al servizio di storie che con la «pubblicità» non c'entravano nulla (il senso dell'onore ai tempi di Napoleone: I duellanti; la voglia di rivalsa che passa attraverso lo sport: Momenti di gloria) per creare un ulteriore cortocircuito nella mente dello spettatore. Altro che banalizzazione dei sentimenti (tipo Un uomo, una donna): qui tutti si inchinavano a un nuovo modo di intendere il cinema. Compreso il «maestro» Rossellini, che a Cannes premiò proprio I duellanti. Il problema è che da allora sono passati quasi trent'anni e quel tipo di cinema ha perso forza e smalto. E soprattutto non ha più idee così sorprendenti sottomano. Lo dimostra proprio Un'ottima annata, dove lo «squilibrio» tra la storia e la sua messa in scena finisce per soffocare tutto il film, costretto a scegliere tra un prevedibile riscatto morale (del protagonista) e un altrettanto prevedibile elogio regionale (della Provenza).

LA TRAMA - I due antagonisti, infatti, sono da una parte, Max (Russell Crowe) lo squalo più cinico di tutta la city londinese, uno che non va in vacanza da chissà quanti anni per paura che qualcuno gli rubi il posto e che ripete continuamente ai suoi sottomessi il motto «vincere non è tutto... è l'unica cosa!». Dall'altra c'è il fascino senza tempo delle colline di Provenza, dei suoi tramonti, dei suoi filari di viti e, naturalmente, delle sue donne «gelosissime ed esigentissime». A obbligarli al confronto ci pensa l'eredità di un vecchio zio (Albert Finney), saggio e bon vivant: la villa, con annessi vigneti, dove lo squalo della finanza aveva passato spensierate estati d'adolescente. Se all'inizio l'eredità sembra solo l'occasione per un ulteriore guadagno, una piccola disavventura professionale e un quasi insignificante incontro con la ristoratrice Fanny (Marion Cotillard), contribuiranno a modificare vita e prospettive esistenziali di tutte le persone in gioco (che comprendono anche una figlia naturale dello zio arrivata da San Francisco — Abbie Cornish — e un vignaiolo che nasconde qualche segreto — Didier Bourdon).
TROPPO BELLO PER ESSERE VERO - Una favoletta aggiornata alle mode attuali, prima fra tutte il fascino dell'enologia e dei suoi misteriosi «vini da garage», che pur non avendo pedigree riconosciuti sono ricercatissimi dagli intenditori. Giusto un passatempo romantico per incrinare almeno un po' la cappa di cinismo e di egoismo che sembra dominare questi anni. Niente di male, insomma, se non fosse per quell'eccesso di «stile pubblicitario» che Ridley Scott sembra aver rispolverato dopo le megaproduzioni storiche degli ultimi tempi. Fateci caso. Nella scena d'amore tra Max e Fanny, l'illuminazione non arriva mai dalla stessa parte: cambia di 180˚a seconda che illumini il volto di lui o di lei. E in precedenza era stata la volta del colore del cielo (rosso, azzurro, grigio, senza mai una vera giustificazione meteorologica) o del panorama provenzale o ancora degli scorci nel giardino della villa. Non è mai la verosimiglianza a guidare le scelte del regista, ma piuttosto la voglia di aumentare un'effetto, di ribadire un'atmosfera, di aggiungere una sottolineatura. In fondo è questo lo scopo della pubblicità: vendere qualche cosa. Convincere il pubblico. Solo che a volte anche i messaggi promozionali rischiano di essere controproducenti, di ottenere l'effetto opposto. E qui, un po', succede. Troppo repentino il cambiamento di vita del protagonista, troppo bella la favola del primo amore che si ritrova quasi per caso. Non perché le favole non debbano avere una loro ragione di esistere, ma perché se ci si mette troppo zucchero (e troppi filtri rossi) alla fine non ci si crede più.
15 dicembre 2006

**********

- da unita.it: La ballata del vino buono

Non ce ne abbiano gli spettatori di città se li distinguiamo da quelli dei piccoli centri. Ma Un´ottima annata, suadente ballata di un Ridley Scott in grande scioltezza da non perdere assolutamente, è un regalo proprio per loro. Perché se il cinema apre una finestra sul mondo e produce sogni, uno dei più ricorrenti nelle notti di tanti professionisti infiocchettati nei loro appartamenti infarciti di oggetti Bang & Olufsen, in quartieri ben tenuti di città mediamente congestionate, è quello di fuggire in un (comodo) casolare di campagna e staccare la spina. Sono magari proprio quelli che si sono sentiti dire dal capo: «Avvertimi quando la tua vita privata va in pezzi. Vuol dire che ti meriti una promozione» (Il diavolo veste Prada). E che affettivamente coriacei, cinici, single e disincantati hanno sprecato anni a inseguire la soddisfazione economica visto che non conoscono altri risvolti della questione esistenziale. Magari non faranno mai il passo definitivo abbandonando la posizione raggiunta ma ameranno pensare che, se lo desiderano, è "prevista un´opzione". Il coraggio di una scelta clamorosa lo aveva già dimostrato la Diane Keaton yuppie in carriera di Baby boom (1987), che lascia la città per rincorrere maternità, amore e successo in campagna. Resta il fatto però che per la maggioranza di noi una casa coloniale con un vitigno di qualche ettaro per produrre buon vino rimane un bel sogno. Se il massimo che possiamo permetterci è un casetta a schiera in un posto con il verde "a metro quadrato", tanto vale…

Invece il ricco e sprezzante broker londinese Max Skinner/Russell Crowe lascia il covo di speculatori finanziari (che chiama mezze seghe), nel quale brillava per spregiudicatezza, e si ritira nello chateau in Provenza che lo zio (Albert Finney), viveur e ribelle, gli ha lasciato morendo. Tentato all´inizio di venderlo come un qualsiasi Fabrizio Bentivoglio che vuole disfarsi del La Terra, desiste (prevedibilmente) fino a fare il grande passo. Sarà un altro dei pendolari famosi che vivono 6 mesi nel sud della Francia e 6 mesi in giro a fare affari. Oppure film, come lo stesso Ridley Scott, che ha chateau e 11 ettari di vigneti proprio dalle parti in cui ha girato. E che ha deciso di portare sullo schermo il romanzo omonimo di un antesignano del "club" (dei fortunati), un certo Peter Mayle, ex pubblicitario inglese convertito alla scrittura. A parte questo, Un´ottima annata si segue facendo il tifo per Max, sperando che finalmente ceda ai piaceri della vita e lo faccia per noi. Abbandonare una Londra grigia e piovosa non è difficile, specie per quelle stanze francesi vintage come da rivista di arredamento, assolate e spazzate dal Mistral. Li dentro aleggiano gesta e parole di uno zio che insegnò al piccolo Max il gusto per la libertà, soprattutto mentale e l´amore per i buoni rossi. E poi adesso c´è Fanny (Marion Cotillard), che ha un bistrot in paese ed è una visione notevole e bacia alla francese.

Da manuale la scena del temporale che coglie di sorpresa Max e Fanny davanti allo schermo all´aperto dove si stava proiettando un montaggio di vecchie commedie sentimentali, slapstick e chincaglieria hollywoodiana. A proposito: archiviati i classici greci che decantavano le meraviglie del vino, per Bacco, i cineasti "propriamente" europei sembrano dare per scontato questo prezioso strumento degli dei. Così ci facciamo raccontare dagli americani le meraviglie del Pinot nero (Sideways). O dobbiamo ripescare nel repertorio di malinconici cantautori già andati come il Piero Ciampi del mesto dopo sbornia: «Ma come è bello il vino, rosso, rosso rosso, bianco è il mattino, sono dentro a un fosso. E in mezzo all´acqua sporca, mi guardo queste stelle, questa vita è corta».
pasquale.colizzi@fastwebnet.it

Pubblicato il 14.12.06

**********

- da agoranews.it: A GOOD YEAR

Dal 15 dicembre approderà nelle sale italiane UN’OTTIMA ANNATA film di Ridley Scott basato sul romanzo “Un amore per caso – a good year” scritto da Peter Mayle.

Sicuro di sé e arrogante, ostinato e affascinante, Max Skinner (Russel Crowe) è un banchiere di successo specializzato in transazioni finanziarie. Squalo della finanza sulla piazza londinese, Max non conosce rivali nella corsa alla conquista delle borse europee. Il suo ultimo successo infatti, è stato un “misero” guadagno a sette cifre, con grande sgomento e dolore dei suoi rivali. Ma in fondo, il trionfo di Max è in linea con la sua filosofia di vita secondo la quale “vincere non è tutto, è l’unica cosa! Poco dopo il suo ultimo exploit, Max riceve una brutta notizia dalla Francia: l’anziano zio Henry (Albert Finney) è morto e Max è l’unico beneficiario della sua tenuta, che include un villa in Provenza con tanto di vigna. La tenuta si chiama La Siroque, ed è il luogo in cui Henry si è dedicato alla coltivazione dell’uva negli ultimo trent’anni. Max si reca alla villa dove era solito trascorrere le vacanze da ragazzino insieme all’eccentrico zio, che non vedeva e non sentiva più da diversi anni. I ricordi di Max e il passare del tempo risvegliano in lui emozioni e sentimenti che pensava fossero scomparsi per sempre, e che gli permettono di apprezzare nuovamente e da una nuova prospettiva la filosofia di vita dello zio Henry, e soprattutto della vita in Provenza: “Non c’è nessun altro luogo al mondo in cui si può essere occupati facendo così poco e divertendosi così tanto!”

Secondo Russell Crowe, i flashback servono a sottolineare uno dei temi centrali del film e cioè che ‘fino a quando una persona resta nel nostro cuore, non muore mai.’ “Ho pensato che si trattasse di una meravigliosa metafora,” commenta Crowe. “Quando Ridley ed io abbiamo lavorato per ‘Il gladiatore,’ la metafora era la morte ma oggi, in UN’OTTIMA ANNATA, abbiamo discusso anche di un tema come la reincarnazione, e non mi riferisco al ritorno dal mondo dei morti ma parlo piuttosto di quello che succede a Max, una persona che per certi aspetti era come morta ma che dall’esperienza in Provenza trova nuove energie e esce rinato. Ogni personaggio di questa storia affronta una situazione che gli cambierà la vita in meglio.”

“Credo che il pubblico dopo aver visto il film riscoprirà i ricordi della sua infanzia,” commenta il quattordicenne Freddie Highmore, che interpreta Max da ragazzo. “Il film spingerà tutti a guardarsi indietro e a considerare le cose che ci sono successe nella vita. Quando era un ragazzo, Max non si rendeva conto di quanto fossero importanti gli insegnamenti dello zio Henry ma una volta adulto, tornando in quei luoghi si rende conto di quanto abbiano contribuito alla sua crescita e a fare di lui l’uomo che è.”
massimiliano valenzano

**********

- da zabriskiepoint.net: UN’OTTIMA ANNATA

di Rossella Rinaldi

Giudizio (max 5): 3

Max Skinner, brooker rampante e senza scrupoli, proprio nel momento di maggior gloria riceve la notizia della morte di suo zio Henry, che gli ha lasciato in eredità un casale con vigneti nel Sud della Francia. Partito solo per qualche giorno per sbrigare le formalità della successione, sarà talmente irretito dal paesaggio e dalle vicissitudini provenzali da modificare radicalmente la sua esistenza.
Ridley Scott affronta per la prima volta la commedia leggera (se si vuole escludere il dolceamaro Thelma e Louise) traendo spunto dal romanzo, autobiografico, del suo amico Peter Mayle, ex pubblicitario londinese che da qualche anno ha lasciato la frenetica vita cittadina per rifugiarsi in Provenza.
Nel film di Scott, anche lui proprietario di una tenuta da quelle parti, ogni sequenza trasuda ammirazione per i posti descritti (una vera maison vinicola letteralmente invasa dalla troupe proprio nel periodo della vendemmia), anche se la Francia è rappresentata con uno stile scanzonato e fumettistico che ricorda un po' "il fantastico mondo di Amelie". Ma sebbene il film risenta di quest'impostazione dualistica, che un po' moralisticamente (a chi non piacerebbe vivere tra le vigne provenzali?...) contrappone la spietata vita londinese con l'allegra e tranquilla atmosfera di campagna, dove magicamente si trova anche l'amore, la commedia funziona e scorre anche grazie ad un Russell Crowe perfettamente a suo agio tra uva, calici e scorpioni. Da menzionare la presenza del grande Albert Finney, lo zio Henry, mentre la sua figlia illegittima è interpretata dall'astro nascente australiano Abbie Cornish.

12/12/2006

Russell Crowe su 'TV Sorrisi e Canzoni' n. 50 del 05 dicembre 2006 ho inserito nella pagina della stampa n. 70 l'articolo da 'TV Sorrisi e Canzoni' n. 50 del 05 dicembre 2006. Grazie Debora per le scansioni!

11/12/2006

- e' Natale a Cicciolandia! Angie&Lucy hanno pubblicato le loro pagine natalizie che ci terranno compagnia fino all'anno nuovo. Visitatele e lasciate un commento nel loro libro degli ospiti. Grazie Russellfunland! ^__^

ho aggiunto un nuovo sito affiliato, Penélope Cruz Italian Fansite, dedicato all'attrice spagnola;

Russell Crowe su 'Io Donna' n. 49 del 02 dicembre 2006 ho inserito nella pagina della stampa n. 70 l'articolo da 'Io Donna' n. 49 del 02 dicembre 2006. Grazie Debora e Shaula per le scansioni!

 

 

 

- da liberta.it: Da oggi a martedì il tagliando per l'anteprima di "Un'ottima annata" con Crowe

LIBERTA' di domenica 10 dicembre 2006

Al cinema gratis con Libertà - Giovedì all'Iris 2000 presentando il coupon

- Alla multisala Iris 2000 c'è aria di festa e di cinema gratis grazie a Libertà. Infatti giovedì 14 dicembre, alle ore 21, nella sala Europa verrà proiettata l'anteprima del film Un'ottima annata di Ridley Scott, pellicola che si candida a blockbuster delle festività natalizie.
L'iniziativa, promossa da Medusa, casa distributrice del film, è realizzata dalla Multisala Iris in collaborazione con il nostro quotidiano: a partire da oggi e per altri due giorni, vale a dire domani e martedì, i lettori di Libertà troveranno, infatti, un coupon (proprio qui a lato) che dovranno ritagliare e presentare alla cassa del cinema, in modo da poter accedere gratuitamente alla visione dell'anteprima di giovedì sera, ovviamente fino ad esaurimento posti.
[...]
Un'ottima occasione per gustare l'ultimo lavoro di Scott, autore dell'indimenticabile capolavoro filosofico-fantascientifico Blade runner che si cimenta questa volta con una commedia a sfondo intimista. Il protagonista è Russell Crowe, che per il regista interpretò l'acclamato kolossal hollywoodiano Il gladiatore e che ora veste i panni di Max Skinner, gelido broker inglese specializzato in transazioni immobiliari, all'apice del successo professionale.
Questi apprende della morte del vecchio zio Henry, sotto l'ala del quale era cresciuto imparando a conoscere il senso della vita e delle piccole cose.
Max è stato nominato erede da Henry della proprietà in Provenza, una villa con campi e vigneti, scrigno di ricordi, aneddoti e tanta umanità vissuta con l'anziano parente. Max è cambiato col tempo, si è fatto uomo, è diventato uno squalo della finanza, una macchina spietata per far soldi che non perdona il minimo errore altrui.
Ma il seme che lo zio aveva piantato in lui ricomincerà a germogliare: il suo cinismo inizierà a sciogliersi di fronte alla bellezza del paesaggio e al fascino della ristoratrice Fanny (Marion Cotillard). Durante la campagna di promozione del film Crowe ha dichiarato: «Col passare del tempo ci si accorge che, nel cinema, la cosa più importante è lavorare con un grande regista di talento: Ridley Scott è uno dei migliori. Con lui condivido tanti valori».
E ha aggiunto, a proposito del suo personaggio: «Io amo cambiare, interpretare ruoli diversi; non penso a che influenza avrà su di me un personaggio, una storia. Questo è il racconto di un viaggio interiore, non del passaggio di un uomo da povero a ricco, ma di chi - all'apice - si accorge che il successo non dà la gioia e si trova a dover capire da capo la vita. Come quando era bambino. Deve tornare bambino e scoprire ciò che aveva imparato allora».

Manuel Monteverdi

- da film.it: Un'ottima annata

di Adriano Ercolani

Ridley Scott conferma una tendenza che negli ultimi anni lo ha portato a dirigere opere più contenute e forse personali dopo l'aver affrontato progetti di grande portata

Il broker londinese Max Skinner (Russell Crowe) è ormai dedito alla sola ricerca di successo professionale, che consiste nel fare una montagna di soldi adoperando la borsa in maniera del tutto spregiudicata ed ai limiti della moralità. Quando arriva la notizia della morte improvvisa di suo zio Henry (Albert Finney), a Max tornano in mente la sua infanzia e le splendide estati passate con lui nella villa in Provenza. Recatosi in Francia per gestire l’eredità del defunto, Max è costretto a passare alcuni giorni nella casa da troppo tempo dimenticata. L’amore dello zio per i suoi vigneti, i ricordi del magnifico tempo trascorso, e soprattutto l’incontro con la bellissima ma irrequieta Fanny (Marion Cotillard), costringeranno Max a rivalutare tutte le convinzioni più ferree riguardo il suo attuale stile di vita, ed a prendere in considerazione altri aspetti più importanti del suo animo… 

Reduce dal cocente insuccesso economico del pur valido – almeno a livello visivo – “Le crociate” (Kingdom of Heaven, 2004), Ridley Scott conferma una tendenza che negli ultimi anni lo ha portato a dirigere opere più contenute e forse personali dopo l’aver affrontato progetti di grande portata. Era già successo con il sottovalutato “Il genio della truffa” (Matchstick Men, 2003), che seguiva il kolossal di guerra “Black Hawk Down” (id., 2001).

Anche se pieno di imperfezioni e grossi squilibri a livello narrativo, alla fine questo strano “Un’ottima annata” riesce a strapparci un sommesso consenso in virtù di una simpatia edenica la film e della salutare atmosfera di rilassatezza che scaturisce dalla visione stessa: è assolutamente evidente che cast ed attori hanno preso questa pellicola come motivo di svago, lavorando in totale libertà creativa ed artistica. Tale “edonismo” a dire il vero nella prima parte del film nuoce e non poco all’opera stessa. Per almeno un’ora di reiezione infatti ci si trova di fronte ad un pastrocchio cinematografico che non ha una sua coerenza interna, soprattutto a livello puramente cinematografico: Scott mescola toni e ritmi con una superficialità che a tratti sconcerta. Possibile che un grande regista come lui ancora ricorra a mezzucci da filmaker dilettante per giocare con il pubblico? Per fortuna “Un’ottima annata” si riprende notevolmente nella seconda metà, quando la storia inizia a muoversi secondo dei binari più precisi; conseguentemente la messa in scena trova un equilibrio estetico abbastanza soddisfacente. A migliorare il risultato finale contribuiscono anche la sorniona bravura dei Russell Crowe e la bellezza irresistibile di Marion Cotillard.

Lungometraggio decisamente minore nella filmografia di Ridley Scott, “Un’ottima annata” compensa una prima parte decisamente insufficiente con una seconda più coerente e affascinante, anche se dotata di una certa furbizia. Un prodotto da gustare senza troppe pretese, tentando di dimenticare che il cineasta britannico è capace di realizzare ben altro cinema…

07/12/2006

RussellCrowe_AGY_096.jpg (191846 byte) ho aggiunto altre foto alla pagina del film 'Un'Ottima Annata' (A Good Year)

 

 

 

***ALLARME TV*** mercoledi', 13 dicembre 2006 su Canale 5 alle ore 21:00 andra' in onda il film Il gladiatore (USA, 2000) 

- da ilgiornale.it:

Il nuovo Russell Crowe: «Meno cinico, più dolce Con Scott sono rinato» 05/12/2006

Cinzia Romani

A Natale sono tutti più buoni. Il gladiatore, per esempio, nel virile fisicaccio dell'attore australiano Russell Crowe, torna sul grande schermo con Un'ottima annata (dal 15 nelle sale, perché non è detto che si debba per forza scegliere il cinepanettone o il cinepandoro di casa nostra), garbata commedia dal romanzo pressoché omonimo di Peter Mayle (Garzanti) e invece del suo implacabile gladio, rotea la racchetta da tennis. Al posto dell'infida scena romana c'è la dolce Provenza e, soprattutto, invece del vendicativo Massimo, alle prese con l'arena e i reziari, troviamo il deciso, ma sentimentale Max Skinner, manager londinese che diverte e fa ridere mentre, tra i grappoli d'uva, ricorda lo zio bon vivant e insegue la gonnella di Fanny. E, se ancora funziona il collaudato tandem con Ridley Scott, ciò è dovuto al rilancio di Crowe (ormai suo interprete-feticcio) in chiave umoristica.
Con un filo di pancetta, che giova al suo fascino maturo; alle prese con un navigatore satellitare, che tra i vigneti provenzali proprio non serve; immerso nella cacca di mucca fino al collo e tormentato dagli scorpioni domestici, quando dimentica di esporre in finestra il mazzetto di lavanda, il divo Russell mette i panni del broker, desideroso di cambiar vita. Il finale è felice, perché ci riesce.

Caro Russell Crowe, dopo Il gladiatore, ritorna nuovamente diretto da Scott. Che cosa vi ha spinto ad affrontare l'insolito tema del brindisi alla vita dolce?
«Ridley ha investito in un bel vigneto, n Provenza. Io stesso, che apprezzo molto il vino, soprattutto quello australiano, ero attratto dall'idea di qualcosa di lieve, di più intimista. Da tempo cercavamo insieme un progetto, che ci convincesse. E il progetto del vino, come l'ha chiamato Ridley, è risultato il più forte. Il fatto è che desideravamo tornare a lavorare insieme. E poi, qui, con la scusa dei vigneti, si affrontano temi complessi».

Per esempio?
«Il tema della reincarnazione. Che, in un certo senso, ci ricollega al Gladiatore. Il mio personaggio, in effetti, è qualcuno che vuole cambiar pelle, re-incarnarsi, passando dall'arida vita del broker cinico, amante del rischio finanziario, ad un'esistenza più umana, con ritmi più giusti e spazio per i sentimenti».

È noto quanto lei sia stanziale, non amando lasciare la sua fattoria: come si è trovato a girare, per vari mesi, in Provenza, così lontano dall'Australia?
«Magnificamente! Più che altro, è stata una vacanza. Basti pensare che il mio ultimogenito è stato concepito proprio lì». 

Che regista è Ridley Scott?
«Molto esigente e parsimonioso. Nel senso che si prefigge di rispettare i tempi di produzione e il budget di spesa. Perciò non ama sprecare, dà il massimo e così anche tu sei spinto a fare altrettanto».

In una scena di Un'ottima annata la si vede raccogliere una manciata di terra, sbriciolandola tra le dita, come faceva Massimo ne Il gladiatore. Si tratta di una citazione?
«Sì, io e Scott volevamo mettere nel film un cenno, che legasse il presente al passato.
Solo che, qui, la terra annusata da Max è stata concimata con sterco animale».

Ogni tanto si parla di un Gladiatore 2: girerà un seguito di quel film da Oscar?
«A Hollywood tutto è possibile. Persino resuscitare i morti! Naturalmente, è nei nostri pensieri un secondo progetto, ma occorre trovare una chiave per richiamare in vita il protagonista».

Ha in lavorazione un altro film con Ridley Scott?
«Stiamo chiudendo American Gangster, che toccherà corde più usuali, per noi. 
Stavolta daremo vita a un mondo popolato da criminali e detectives, più in linea con quanto il pubblico si aspetta da me».

- da kataweb.it : Russell Crowe divorzia dalla sua pr Robin Baum 6 dicembre 2006

In seguito a quella che è stata definita una ‘differenza di vedute’, Russell Crowe ha deciso di interrompere i rapporti con Robin Baum, la sua ‘guru’ delle pubbliche relazioni.

Secondo quanto riportato in seguito alla famosa aggressione del ‘Gladiatore’ a un impiegato di un hotel di New York a colpi di telefono (letteralmente), fu proprio Baum che aiutò Crowe a riprendere la calma e non peggiorare la propria situazione. Secondo il New York Daily News, a decidere di interrompere il rapporto sarebbe stata proprio la Baum, stufa del carattere iroso di Russell. Ora l’attore potrà contare solamente sul supporto del suo agente William Morris.

jewel.jpg (14713 byte) Dall'edizione brasiliana di Elle Magazine, numero di dicembre 2006, la foto di un'orecchino in onice creato dal designer brasiliano Pedro Brando (nella foto) per il film 'American Gangster'. Grazie Ivani!

05/12/2006

RussellCrowe_AGY_087.jpg (202748 byte) ho aggiunto altre foto alla pagina del film 'Un'Ottima Annata' (A Good Year)

 

 

 

- sul sito filmup una recensione di 'Una Buona Annata' (A Good Year). Grazie Erica! ^__^

!in edicola! TV Sorrisi e Canzoni in edicola dal 4 dicembre, c'e' un'intervista a Russell; altri articoli in CIAK, nel numero 11 - Dicembre 2006 e in BEST MOVIE nel numero 12 - Dicembre 2006. Come sempre sono gradite scansioni! Grazie Maddalena!

- da gossipnews.it: Crowe: la terapia d'urto è finita 5/12/2006

I più dicono che se era apparso calmo e riflessivo, profondamente maturato, il merito era soprattutto suo, del famoso guru re dei pr Robin Baum.

Russell Crowe anche nella sua trasferta romana aveva sorpreso stampa e fotografi. Una volta tanto non si era fatto attendere per due ore (come era già accaduto in passato), si era concesso alle domande con una pacatezza esemplare ed aveva sorriso, forte della famiglia al seguito, moglie e due figli. Baum riuscito nel miracolo, sì perché, proprio come nel film "Terapia d'urto", il pr guru, novello Jack Nicholson, era riuscito ad incanalare la rabbia del "Gladiatore" in modo costruttivo e a ricostruirgli un immagine credibile agli occhi del mondo.

Baum era stato assunto lo scorso anno, subito dopo che l'attore, causa l'ennesimo scoppio di ira, aveva aggredito a New York un povero malcapitato. Ora, però, Russell sembra averne avuto abbastanza. Robin Baum è stato liquidato da Crowe per inconciliabili diversità di vedute. Ad occuparsi di lui e i suoi vezzi l'agenzia William Morris and Co.. E chissà se riusciranno ad arginare i modi non ortodossi del loro assistito.

02/12/2006

- come ogni anno vi giro l'appello di Angie&Lucy di Russellfunland: 'AVVISO PER I NAVIGANTI: su Cicciolandia c'è un assaggio natalizio e la petizione per le mates artiste. Ciaooooo! Venitelo a leggere su Russellfunland' Quindi chi abbia del materiale da sottoporre alla valutazione delle due webmistress si rechi nel loro sito e le contatti. Buon divertimento! ^__^

- da cinematografo.it: Courmayeur denuncia 28/11/2006

Bullismo e violenza giovanile al Noir in Festival. Deja Vu, Alphadog e Lonely Hearts fra le anteprime

E' all'insegna dell'attualissimo tema del bullismo il prossimo Noir in Festival di Courmayeur. Filo rosso che lega cinema, letteratura e mostre della XVI edizione, in programma dal 5 all'11 dicembre, sono infatti il disagio e la violenza giovanile: "Abbiamo intercettato diversi filoni - spiega Giorgio Gosetti, condirettore con Emanuela Cascia e Marina Fabbri -, ma è sorprendente quanto sia ricorrente il tema dei conflitti che vivono le nuove generazioni".[...]
Il binomio cinema e letteratura si rinnova inoltre con la presenza di Giorgio Faletti, Marcello Fois, Harlan Coben e, per la prima volta in Italia, del giallista Elmore Leonard, che ritirerà il Raymond Chandler Award 2006. Il celebre romanziere, protagonista della prossima stagione cinematografica grazie al remake di Quel treno per Yuma con Russell Crowe e Christian Bale, incontrerà il pubblico e parlerà del rapporto fra il suo noir metropolitano e il western che aveva scritto nel '57 per Delmer Daves. Proprio in omaggio al suo celebre interprete Glenn Ford, scomparso ad agosto, sarà inoltre proiettata la versione originale del film. [...] (Grazie Maddalena!)

- da 35mm.it: Anteprima di beneficenza di "A good year" contro l'amiloidosi (29-11-2006)

L'amiloidosi è una malattia poco conosciuta, eppure in molti casi può rivelarsi addirittura letale per l'organismo. La SIA (Società Italiana per l'amiloidosi) si prefigge di favorire la diffusione della conoscenza della malattia e di prestare assistenza e ausilio alle persone affette da amiloidosi e ai loro familiari.
Presso il Policlinico San Matteo di Pavia è stato aperto in marzo l'ambulatorio Carlo Bernasconi, realizzato con i contributi dell'iniziativa benefica "Shopping di Natale", di Medusa Film e di tanti amici. Quest'anno i fondi raccolti finanzieranno una borsa di studio per un ricercatore del Policlinico di Pavia.
A dire poco lodevole l'iniziativa di Medusa che ha organizzato per lunedì 4 dicembre alle ore 20.30 al cinema Embassy di Roma l'anteprima di beneficenza di "A Good year", il nuovo film di Ridley Scott interpretato da Russell Crowe.
Presenzieranno alla serata il Professore Giampaolo Merlini, Presidente della SIA insieme al suo staff di ricercatori e Giampaolo e Rossana Letta.
Tra gli invitati sono attesi Vincenzo Salemme, Massimo Boldi, Pupi Avati e tantissimi altri ancora.
Infine, un'ottima notizia: i biglietti sono già tutti esauriti. (Grazie Maddalena!)

- ho aggiunto due nuovi siti affiliati:

Grey's Anatomy Italian World

Ghost Whisperer Italia

 

Questo sito e' creato, mantenuto e gestito da Gloria (lampedusa). Se hai bisogno di contattarmi, scrivimi all'indirizzo croweitalia@gmail.com. Se hai delle informazioni da segnalarmi, contattami via email. Il sito e' online dal 21 febbraio 2001. Pagina creata il 23/01/2007