14/10/2004 - da
Musica n. 432 del 14/10/2004 recensione dell'album 'OWOS':
30 Odd Foot Of Grunts: Other Ways Of Speaking
Sotto la corazza rock c'e' il gladiatore Crowe
Non si può dire che il Russell Crowe musicista non sia in sintonia con l'attore, I suoi 30 Odd Foot Of Grunt (esistono dal 1992 e hanno inciso tre
dischi) sfoderano infatti il suono grosso e solido che si confà al Gladiatore del grande
schermo. Crowe possiede un più che i discreto senso melodico che utilizza all'interno di cliche' rock un po' all'antica come il quattro quarti radiofonico
What's Her Name e la ballatona Never Alone Again (in duetto con Chrissie
Hynde), Dove sbaglia è nel patinare canzoni che sarebbero migliori in abiti più ruvidi (gli archi di
Other Ways of Speaking) e nell'ostentare troppo la seduttività di una voce naturalmente calda
(Painted Veil). Uscito nel 2003 negli Stati Uniti,
Other Ways Of Speaking viene ora distribuito in Europa con due tracce in versione
video. Antonio Vivaldi (vedi la scansione della
recensione qui)
28/04/2004
- Dalla rivista 'Buscadero', numero di giugno 2003,
recensione dell'album OWOS. Trascrizione a cura di
Francesca
RUSSELL CROWE & 30 ODD FOOT OF GRUNTS
Other ways of speaking
Artemis
Il mondo di Hollywood è sempre stato attratto da quello della musica popolare fin dagli inizi, e gli attori
famosi che si sono cimentati con il canto e l'incisione di
dischi sono una lunga lista: mi vengono in mente i nomi di Robert Mitchun, Dean Martin ( nel suo caso, una vera e propria doppia carriera), per poi passare a Clint Eastwood (ha cantato in Honkytonk Man, e ha curato diverse colonne sonore), Bruce Willis (un buon disco senza fortuna), per citare, in tenpi più recenti, le band formate da Keanu Reeves e Johnny Deep, prive però di testimonianza discografica. Senza dimenticare naturalmente lo straordinario "Private Radio" di Billy Bob Thornton, uno dei dischi più belli del 2001.
Introduzione necessaria per occuparci di 'Other ways of speaking' nuovo disco dei Thirty Odd Foot Of Grunts (che da qui in poi abbrevierò con l'acrostico di TOFOG), sestetto australiano capitanato nientepopodimeno che da Russell Crowe.
Crowe è un ottimo e duttile attore, uno dei migliori dell'ultima generazione, ed anche le statistiche lo dicono: i suoi ultimi tre film gli hanno fruttato tre nomination consecutive agli Oscar, e, se con Il Gladiatore è riuscito ad aggiudicarsi la prestigiosa statuetta, non avrebbe demeritato nè con The Insider (in cui però era in parte oscurato da un gigantesco Al Pacino), nè con A Beautiful Mind.
Tutto ciò si sapeva: la cosa che personalmente mi ha colpito è che Russell è anche un cantautore coi controfiocchi!
Non sto scherzando: Other ways of speaking (il terzo cd dei Tofog, Ep a parte) è un signor album, pieno di canzoni concrete, solide, intende, suonate benissimo e cantate ancora meglio.
Si perchè Crowe è anche un eccellente cantante: una voce calda, profonda, piena di feeling e di forza comunicativa, una sorta di strumento in più per le sue composizioni. Già il precedente
Bastard life or clarity mi era piacuito, ma quest'ultimo lavoro è più maturo e testimone di una vera rock
band, conscia dei propri mezzi: le influenze vanno da Johnny Cash (addirittura ringraziato nei credits) a Elvis Costello, ma se dovessi scegliere uno scaffale in cui inserirlo, lo metterei nel rock, vicino a gruppi come Wallflowers o Counting Crows.
I compagni d'avventura di Russell, che oltre a cantare suona la chitarra ritmica sono Garth Adam (basso), Dean Cochran (chitarra solista), Dave Kelly
(batteria), Dave Wilkins (chitarre) e Stewart Kirwan (tromba). Crowe si è fatto anche furbo: se i dischi precedenti erano accreditati solo ai Tofog e "nascondevano" il suo nome, in quest'ultimo il buon Russell lo ha stampato ben chiaro in copertina, oltre a evidenziare il suo volto da "sciupafemmine", cosi da indurre all'acquisto non solo gli appassionati di musica ma anche le sue fans.
Ma parliamo di musica: Other ways of speaking contiene tredici canzoni più una "hidden track" per circa cinquantacinque minuti di musica.
Painted veil comincia subito nel modo giusto: splendida ballata d'atmosfera, dotata di una melodia di grande impatto e guidata da piano, chitarra e dalla profonda voce di Crowe.
Never be alone again è un'altra ballata, più elettrica e roots della precedente, con Russell che duetta brevemente con Chrissie Hynde dei Pretenders: non amo alla follia la band inglese, ma devo riconoscere che la voce molto caratterizzata della Hynde si integra alla perfezione co quella dell'attore australiano, specie nel suggestivo crescendo finale.
Mission beat è invece bruttina: il beat è elettronico, la voce di Crowe filtrata ed il brano stesso è pieno di effettacci, con un insulso coro femminile alle spalle. Sinceramente nn capisco la sua inclusione nel disco, ma fortunatamente è l'unico episodio da dimenticare.
What's her name? riporta il disco su livelli buoni, con un rock-blues elettrico e grintoso, con una bella armonica e un ritornello vincente;
Inside her eyes è un gustoso rock-pop che ricorda da vicino le composizioni di Elvis Costello (ed anche il modo di cantare è simile a quello di
Mr.McManus). Mission beat è gia dimenticata.
The same person ha un beat e una melodia intriganti che entrano sottopelle;
Ohter ways of speaking è un'altra squisita ballata dallo script superlativo ed eseguita dal nostro gladiatore con spirito da vero storyteller;
Full lenght of the river ha l'intensità delle classiche rock ballads anni '70.
La saltellante ed orecchiabile Afraid precede la bella
All the white circles, ballata rock dall'andatura epica, nello stile dei Pearl Jam. Crowe ha una voce perfetta per questo tipo di brani, ed i Tofog sono una band con gli attributi giusti.
il disco si avvia al termine con la tenue Unfaithful
man, la discorsiva Charlie's song, ancora con Costello nei cromosomi, e la finale
Swallow my gift, ennesima ballata dal timbro rock, al solito eseguita con piglio da gente esperta.
Dopo una serie di rumori di campo, c'è lo spazio di una bonus track: è una cover di
Folsom Prison Blues di Johnny Cash, eseguita dal vivo in Texas, una versione rispettosa ma diversa dall'originale, più rock and roll e meno boom-chicka-boom.
Una bella scoperta il Russell Crowe cantautore: non storcete il naso, lasciate da parte ogni tipo di prevenzione e non rimarrete delusi.
Il migliore attore-musicista dopo Thornton.
MARCO VERDI
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