Fan Fiction: La poesia di Carlotta


 

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A Massimo

Occhi come fendenti, perdenti o vincenti, comunque ferenti, penetranti,
immobilizzanti dei nostri movimenti, incoscienti ed avvolgenti.....
Ecco, sono i tuoi occhi quelli che non vedrò più d'ora in poi
e nemmeno sentirò più la tua voce,
che urlante, agitava all'eroico combattimento i valorosi uomini
nelle terre di confine, in nome della patria de' Cesari.
E non toccherò più la tua possente mano
che mi dava forza e sicurezza, tenacia ed ardore
nell'affrontare il pericolo che cova nell'ombra......
In questa arena deserta,
dove l'unico suono percepibile è la voce del vento e delle foglie cadute
ti cerco, mio eroe,
con la sola forza del mio fragile cuore
che da oggi si nutrirà di solitudine,
giorno dopo giorno.
Invoco i numi affinché possano accogliere la tua vera anima 
fatta di lealtà di vita vissuta,
di coraggio nell'affrontare le dure battaglie 
di una classe dominante a cui tu non hai mai appartenuto
perché eri di un'altra razza.
Continuerò a gridare il tuo nome all'infinito
e con tutte le mie forze e contro il turbinare del vento
e più forte ancora agli elementi che si scatenano ruggenti
come onde concentriche e ravvicinate,
che dissolvono il mio corpo mortale come schegge incandescenti.
Continuerò a chiamarti, Massimo,
fino ai miei ultimi giorni su questo infimo luogo
orfana della tua presenza, ormai,
e quando non invocherò più il tuo nome,
ci incontreremo nell'Ade sereno
e congiungerai la tua mano con la mia per non lasciarla più.
Eternamente.

Carlotta


 

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