Russell Crowe notizie in lingua italiana

Russell Crowe

Russell Crowe notizie in lingua italiana

 

Russell Crowe sulle riviste italiane... e non

(pagina 70)

Russell Crowe su 'Gente' del 28 dicembre 2006Russell Crowe su 'Gente' del 28 dicembre 2006 Russell Crowe su 'Gente' del 28 dicembre 2006
'Gente' del 28 dicembre 2006. Grazie Grace per le scansioni!

Russell Crowe su 'Ciak' dicembre 2006 Russell Crowe su 'Ciak' dicembre 2006 Russell Crowe su 'Ciak' dicembre 2006 Russell Crowe su 'Ciak' dicembre 2006
'CIAK' dicembre 2006. Grazie Silvia per le scansioni!

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'Best Movie' n. 12, dicembre 2006. Grazie Cora per le scansioni e la trascrizione del testo!


‘LA MIA ANNATA DOC’ 
di Anna Maria Pasetti

Famoso tanto per il suo carattere irascibile quanto per i suoi ruoli da oscar, Russell Crowe ha messo la testa a posto. Complici del cambiamento la moglie danielle spencer, i suoi due figli e un piccolo vigneto in Provenza.

<< Da Mr. Hyde a Dr. Jekyll. Ha dell’incredibile la trasformazione di Russell Crowe in quest’ultimo anno. Niente più telefoni lanciati in faccia ai portieri d’albergo, niente risse nei ristoranti con relativi morsi alle orecchie. L’ex gladiatore (dentro e fuori dal set) sembra abbia messo definitivamente la testa a posto. Pacato e tranquillo, ha sorpreso tutti affermando:”Un tempo il lavoro era al primo posto tra le mie preoccupazioni. Ero disposto a tutto pur di andare avanti e subivo un notevole livello di stress. Ora le cose sono cambiate e la priorità assolutra è diventata la mia famiglia: mia moglie e i miei due figli, Charlie e Tenyson Spencer, nato a luglio. Conseguentemente si è modificato anche il mio approccio al set. Sono più sereno e attendo pazientemente che arrivi sul tavolo il copione giusto”. Come nel caso dell’”etilico” Un’ottima annata, in cui Crowe, diretto per la seconda volta da Ridley Scott, interpreta Max Skinner, uno squalo della finanza londinese disposto a tutto pur di fare carriera. Uno di quei tipi che considerano il posto di lavoro la propria casa e per i quali la parola vacanza non ha altri significati che l’occasione per “rubare” il posto al proprio capo, che invece in ferie ci è andato. La morte dello zio, a cui Max da bambino era molto legato, e l’eredità lasciatagli diventano così più che altro una seccatura da sbrigare in fretta. Sbarazzarsi della tenuta e della vigna in Provenza sono il suo unico scopo all’arrivo in Francia. Ma i ricordi, che pian piano riemergono alla memoria e l’incontro con la proprietaria di un piccolo ristorante (interpretata dall’attrice francese Marion Cotillard), gli faranno riscoprire il gusto di una vita più semplice, fatta di sapori unici come il profumo dell’uva, le passeggiate al chiaro di luna e l’inebriante ricordo del primo amore. Un uomo nuovo, come lo stesso protagonista, che ci racconta la sua doppia metamorfosi, nel film e nella vita.

Dopo il successo mondiale del Gladiatore l’accoppiata da Oscar Scott/Crowe torna con un film d’amore ambientato tra le vigne della Provenza. Da dove nasce questa scelta insolita?
“Ridley parlava di questo film già dai tempi del Gladiatore. Lo chiamava il suo “Wine project” (il progetto sul vino). Quando mi ha chiesto se ero interessato mi ha dato da leggere solo poche righe di copione, perché la sceneggiatura era ancora tutta da completare. Un dettaglio ininfluente. Mi sono fidato di lui a occhi chiusi. D’altronde persino all’epoca del Gladiatore all’inizio avevo a disposizione solo una ventina di pagine, e il film è stato un successo senza precedenti. In più con Un’ottima annata Ridley ha voluto raccontare un mondo che conosce perfettamente. Ha posseduto una vigna per 14 anni.”

E’ stato difficile interpretare una commedia dopo tanti ruoli drammatici e d’azione?
“Assolutamente no. Girare questo film è arrivato in un momento della mia vita in cui avevo proprio bisogno di essere felice anche sullo schermo, dopo il personaggio malinconico di A Beautiful Mind e quello disperato di Cinderella Man. In Max Skinner c’è tanto di me. Anch’io ho riscoperto da poco il gusto per la vita, per la famiglia. Per anni mi sono concentrato soltanto su me stesso e sul lavoro, non ho accettato di arrendermi o rinunciare a qualche sfida. Da quando mi sono sposato e ho avuto i miei due figli, invece, mi sono riscoperto a desiderare soltanto di tornare a casa il prima possibile per giocare con loro, per sentirli parlare e ridere, o anche soltanto per metterli a letto e raccontare loro una storia.”

E’ vero che il set di Un’ottima annata è stato galeotto per la nascita del suo secondo figlio e che il sindaco di Bonnieux, il borgo dove si sono svolte le riprese, vuole accordare al piccolo la cittadinanza onoraria?
“Sì, è vero, anche se un po’ inesatto. Tenyson Spencer non è stato concepito”precisamente” a Bonnieux bensì in una località sperduta dentro un albergo ricavato da una cappella del Cavalieri di Malta dell’XI secolo. La proposta del sindaco comunque mi onora e se dovesse accadere, sia io che Danielle accetteremmo con gioia.”

A Good Year – Un’ottima annata è un film che parla d’amore e di vigneti. Lei che rapporto ha con il vino?
“Adoro il vino, da sempre. E’ metafora della capacità di assaporare la vita. A tavola, così come in ogni occasione speciale della mia vita, non me faccio mai mancare una buona bottiglia. In barba a chi mi considera uno zoticone e mi immagina con una bottiglia di birra sempre in mano. Mio padre è stato gestore di un pub e ho lavorato a lungo come sommelier. Sono cresciuto imparando a distinguere i vini e a saperli apprezzare.”

I suoi preferiti?
“Senza togliere nulla a quelli italiani e francesi, che sono eccellenti, ho un debole per i bianchi delle mie terre d’origine, come lo Chardonnay delle “vineyard” del Sud Australia e il Sauvignon Blanc della Nuova Zelanda. Bere lo Shiraz Hill of Grace è come bere nettare degli dei”

Sta finendo di girare il terzo film con Scott, a quando il Gladiatore 2?
“Ho terminato da poco di interpretare le mie scene di American Gangster, ora Ridley sta lavorando con Denzel Washington: voleva una totale scissione tra il mio mondo e quello di Denzel e per questo ci ha fatto recitare separati. Nel film interpreto un poliziotto che cercherà di far capire ai suoi capi lo stratagemma inventato dal criminale Frank Lewis, impersonato da Washington (con cui Russell aveva già lavorato nel 1995 nel film Virtualità, ndr), per importare eroina. Per quanto riguarda Il gladiatore 2, invece, ancora non c’è niente di concreto. Se ne parla e si cerca il modo di aggirare quel piccolo inconveniente che è la morte del mio personaggio alla fine del primo film. Ma per Hollywood niente è impossibile.”>>

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'Il Venerdi' n. 978 del 15 dicembre 2006. Grazie Cora per le scansioni e la trascrizione del testo!


Russell Crowe torna a fare coppia con Ridley Scott, come nel <<Gladiatore>>. No, niente sequel:<<Un’ottima annata>> è una commedia romantica. Ma l’attore ha altri progetti. Tra cui, sorpresa, studiare la nostra lingua. Perché del nostro cinema sa poco. Ma <<La vita è bella>> lo fa piangere

“Cerco un regista italiano che mi faccia lavorare (conosco solo Benigni)”
di Federica Lamberti Zanardi

<<Sono mesi che lo dice in giro, nelle interviste in tutte le occasioni pubbliche, ma fino a quando non lo vedi con i tuoi occhi stenti a crederlo. Russell Crowe si è ammansito. Il comandante Massimo Decimo del Gladiatore ha deposto le armi ed è diventato affabile, persino con i giornalisti. Come mai? Come sempre, dietro c’è una donna. Danielle Spencer, la vecchia fidanzata sposata dopo un’attesa lunga dieci anni, che gli ha dato due figli. Maschi. 
“La famiglia è in cima alla lista delle mie priorità. Anzi occupa i primi quindici posti” tiene a sottolineare l’attore australiano appena arrivato nell’albergo romano in cui è fissata l’intervista. 
Ha lo stesso magnetismo che esibisce nei film, una voce calda e profonda che il doppiaggio nasconde e uno sguardo diretto che racconta un carattere ostinato, poco incline alla mediazione. Non è difficile immaginarlo mentre tira contro un portiere d’albergo un telefono o fa a cazzotti con la sua guardia del corpo all’uscita da un night. Episodi che hanno occupato le cronache degli anni scorsi e che gli ha costruito attorno una fama di violento attaccabrighe.

Il cambiamento di rotta di Crowe è segnato anche dal film di Natale, da oggi nei cinema italiani. Un’ottima annata, la prima commedia romantica diretta da Ridley Scott. Così la coppia da Oscar del Gladiatore si ricompone. Non per il sequel del kolossal storico, ma con un film completamente diverso. Avevamo lasciato Crowe che camminava per i Campi Elisi, lo ritroviamo che passeggia per le vigne della Provenza. Questa deliziosa commedia eno-filosofica è ambientata nella campagna francese, fra giardini e vigne segrete, con vini che riconciliano con la vita e ricordi di un’infanzia da romanzo. La sceneggiatura di Mark Klein è tratta dal libro di Peter Mayle, amico di lunga data di Ridley Scott e racconta di Max Skinner, broker rampante e senza scrupoli all’apice del successo, che vive in una Londra frenetica con l’ossessione di produrre denaro, denaro, denaro. Poi, dall’altra parte della Manica, muore lo zio Henry (Albert Finney) che lo aveva cresciuto da bambino, quando era rimasto orfano. E gli lascia in eredità La Siroque, un castello con annessa piccola vigna. Max si prende l’unico giorno di ferie della sua vita e vola in Provenza per vendere tutto e lasciarsi alle spalle il passato. Ma fra i cieli azzurri di Francia e i profumi del Mediterraneo comincia un viaggio interiore che lo porterà a riscoprire una parte di sé.

Crowe, guardando la trasformazione di Max da carrierista a uomo capace di godersi la vita, è naturale chiedersi se non ci sia un rapporto fra lei e il personaggio. Anche perché lei continua a dire che la sua vita è cambiata.
“In realtà io sono sempre lo stesso. Sono le priorità della vita che cambiano quando diventi padre”

Ma dieci anni fa avrebbe immaginato di diventare un family-man come si è autodefinito?
“Beh, ho sempre desiderato diventare padre. Anche dieci anni fa. Solo che prima di metter al mondo dei figli volevo raggiungere un certo equilibrio. Quando sei giovane devi dimostrare quanto vali. Tutte le mie energie erano rivolte alla carriera. Sarei stato un padre assente. Ora ho fatto un passo indietro rispetto a me stesso, ho preso le distanze dal mio ego e sono anche capace di ridere pensando a quanto mi prendevo sul serio.”

Perché lei e Scott avete scelto una commedia per tornare a lavorare insieme?
Dopo il Gladiatore abbiamo cercato per anni un film da fare. Ogni volta che ci incontravamo parlavamo per ore di sceneggiature. Quando Ridley mi ha raccontato il suo “progetto del vino”, come chiamava questo film, ho visto nei suoi occhi una luce particolare. Così il giorno dopo l’ho chiamato e ho detto: ok facciamolo. Abbiamo girato in Provenza in dodici settimane con trenta milioni di dollari a disposizione e abbiamo finito cinque giorni prima del previsto risparmiando sul budget. Questa è un’altra cosa che abbiamo in comune io e Scott: ci piace risparmiare.”

Eppure ultimamente hanno scritto che lei ha rifiutato di girare Australia di Baz Luhrmann perché la pagavano troppo poco.
“Stupidaggini. Ma non mi sta bene che gli Studios, che spendono 140 milioni di dollari per un film, non vogliano pagare a sufficienza gli attori. A questo non ci sto. La beneficenza la faccio a chi ne ha bisogno. Però non mi piace sprecare il denaro. Come Scott. 
Abbiamo risparmiato anche con il Gladiatore.

In che senso?
“Quando la Dream Works è andata in giro a proporre il film a vari registi chiedendo quale fosse secondo loro il budget necessario, quasi tutti hanno risposto 160 milioni di dollari. Scott lo ha realizzato con 103. Ora stiamo girando insieme American Gangster, dove sono un poliziotto che dà la caccia a Denzel Washington.”

Farete il Gladiatore 2?
“Alla fine del primo film io sono morto. Dovrei resuscitare. Tuttavia non è un problema insormontabile. Dopo tutto siamo a Hollywood. Certo, dopo il successo del primo, le aspettative sarebbero altissime. Ma Ridley è un grandissimo regista e io mi fido ciecamente di lui. Se mi dice: gettati da quella rupe, lo faccio.”

Ma sul set le permette di intervenire nella costruzione dei personaggi?
“Moltissimo. Quando abbiamo cominciato a girare Un’ottima annata eravamo d’accordo solo su 45 pagine della sceneggiatura. Ridley ha detto: beh, stiamo migliorando, con il Gladiatore erano solo 21. Ma noi ci fidiamo molto l’uno dell’altro. Così man mano che giriamo riempiamo i buchi. Ridley mi consente di aggiungere ciò che voglio. Non tutti i registi sono così. Per esempio Michael Man, con cui ho girato Insider, lavora alla caratterizzazione del personaggio con una precisione maniacale e alla fine devi solo fare quello che ha deciso. Scott, invece, ti mette il seme di un’idea nella testa e aspetta che germogli.”

Con quale regista le piacerebbe lavorare?
“Non penso al lavoro in questi termini. Mi piace basarmi sulle proposte reali che ho e quindi scegliere. Però, a dir la verità, un desiderio ce lo avrei. Anzi forse lei può aiutarmi.”
In che modo?
“Mi piacerebbe girare un film qui in Italia con un regista italiano, nella vostra lingua. Sto studiando l’italiano, che mi piace moltissimo, e l’unico modo per impararlo davvero è essere costretto a farlo per lavoro. In Australia avevo un’insegnante, una certa Beatrice, di Napoli. Abita a mezz’ora dal mio ranch e due volte la settimana veniva a dare lezioni di italiano a tutta la famiglia. Ma non è molto fattibile. Sa, non è che io tutti i martedì e i giovedì posso stare a casa. Conosce qualcuno che possa scritturarmi?”

Le piace scherzare?
“No,davvero, io conosco solo Roberto Benigni. La vita è bella è un film straordinario, meraviglioso. Con mia moglie lo rivediamo regolarmente e ogni volta ci commoviamo fino alle lacrime. E poi mi piace molto La grande abbuffata . Chi è il regista?”

Marco Ferreri, ma è morto da tempo.
“Sarà morto ma noi siamo qui a parlarne. Vede, è un mestiere immortale.”

Ha mai pensato di dirigere un film?
“Ron Howard e Ridley Scott me lo dicono sempre: Russell, quando sei pronto noi produciamo il tuo film. Prima o pi accadrà, perché è lo sbocco naturale del mio modo di concepire questo mestiere.” 

Ma se non fosse diventato un attore, che cosa avrebbe fatto nella vita?
“Qualunque cosa fosse stata l’avrei fatta bene.”>>

Russell Crowe su 'Film TV' n. 50 del 16 dicembre 2006 Russell Crowe su 'Film TV' n. 50 del 16 dicembre 2006 Russell Crowe su 'Film TV' n. 50 del 16 dicembre 2006
'Film TV' n. 50 del 16 dicembre 2006. Grazie Terry per le scansioni!

Russell Crowe sul 'Corriere della Sera' del 15 dicembre 2006 Russell Crowe sul 'Corriere della Sera' del 15 dicembre 2006
'Corriere della Sera' del 15 dicembre 2006. Grazie Terry per le scansioni!
- dal corriere.it: «Un'ottima annata»

Lo stile pubblicitario soffoca la storia interpretata da Russel Crowe

Ridley Scott, favola patinata girata con la tecnica degli spot.
Inquadrature scelte per il loro effetto, forza evocativa della musica


Il primo amore non si scorda mai. Vale per il protagonista del film, Max, che da giovane aveva scoperto il piacere che possono offrire le labbra femminili. Ma vale soprattutto per il regista. E il primo amore di Ridley Scott è stata la pubblicità. Non quella supersincopata e supertecnologizzata che va di moda oggi, no: quella raffinata ed estetizzante che negli anni Settanta aveva rivoluzionato il mondo dell'advertising epermesso al cinema inglese di rinascere. Grazie a registi come Ridley Scott e suo fratello Tony, Alan Parker, Hugh Hudson, Adrian Lyne. Era stata una vera e propria rivoluzione, una specie di reazione all'immediatezza e all'ostentato verismo delle varie «nouvelle vague».
Non più la vita catturata nella sua realtà di eventi quotidiani, ma il sogno ricreato grazie alla forza inventiva del cinema. Controluce, rallenti, inquadrature scelte per il loro effetto non per il loro significato, forza evocativa della musica. E tutto messo abilmente al servizio di storie che con la «pubblicità» non c'entravano nulla (il senso dell'onore ai tempi di Napoleone: I duellanti; la voglia di rivalsa che passa attraverso lo sport: Momenti di gloria) per creare un ulteriore cortocircuito nella mente dello spettatore. Altro che banalizzazione dei sentimenti (tipo Un uomo, una donna): qui tutti si inchinavano a un nuovo modo di intendere il cinema. Compreso il «maestro» Rossellini, che a Cannes premiò proprio I duellanti. Il problema è che da allora sono passati quasi trent'anni e quel tipo di cinema ha perso forza e smalto. E soprattutto non ha più idee così sorprendenti sottomano. Lo dimostra proprio Un'ottima annata, dove lo «squilibrio» tra la storia e la sua messa in scena finisce per soffocare tutto il film, costretto a scegliere tra un prevedibile riscatto morale (del protagonista) e un altrettanto prevedibile elogio regionale (della Provenza).

LA TRAMA - I due antagonisti, infatti, sono da una parte, Max (Russell Crowe) lo squalo più cinico di tutta la city londinese, uno che non va in vacanza da chissà quanti anni per paura che qualcuno gli rubi il posto e che ripete continuamente ai suoi sottomessi il motto «vincere non è tutto... è l'unica cosa!». Dall'altra c'è il fascino senza tempo delle colline di Provenza, dei suoi tramonti, dei suoi filari di viti e, naturalmente, delle sue donne «gelosissime ed esigentissime». A obbligarli al confronto ci pensa l'eredità di un vecchio zio (Albert Finney), saggio e bon vivant: la villa, con annessi vigneti, dove lo squalo della finanza aveva passato spensierate estati d'adolescente. Se all'inizio l'eredità sembra solo l'occasione per un ulteriore guadagno, una piccola disavventura professionale e un quasi insignificante incontro con la ristoratrice Fanny (Marion Cotillard), contribuiranno a modificare vita e prospettive esistenziali di tutte le persone in gioco (che comprendono anche una figlia naturale dello zio arrivata da San Francisco — Abbie Cornish — e un vignaiolo che nasconde qualche segreto — Didier Bourdon).
TROPPO BELLO PER ESSERE VERO - Una favoletta aggiornata alle mode attuali, prima fra tutte il fascino dell'enologia e dei suoi misteriosi «vini da garage», che pur non avendo pedigree riconosciuti sono ricercatissimi dagli intenditori. Giusto un passatempo romantico per incrinare almeno un po' la cappa di cinismo e di egoismo che sembra dominare questi anni. Niente di male, insomma, se non fosse per quell'eccesso di «stile pubblicitario» che Ridley Scott sembra aver rispolverato dopo le megaproduzioni storiche degli ultimi tempi. Fateci caso. Nella scena d'amore tra Max e Fanny, l'illuminazione non arriva mai dalla stessa parte: cambia di 180˚a seconda che illumini il volto di lui o di lei. E in precedenza era stata la volta del colore del cielo (rosso, azzurro, grigio, senza mai una vera giustificazione meteorologica) o del panorama provenzale o ancora degli scorci nel giardino della villa. Non è mai la verosimiglianza a guidare le scelte del regista, ma piuttosto la voglia di aumentare un'effetto, di ribadire un'atmosfera, di aggiungere una sottolineatura. In fondo è questo lo scopo della pubblicità: vendere qualche cosa. Convincere il pubblico. Solo che a volte anche i messaggi promozionali rischiano di essere controproducenti, di ottenere l'effetto opposto. E qui, un po', succede. Troppo repentino il cambiamento di vita del protagonista, troppo bella la favola del primo amore che si ritrova quasi per caso. Non perché le favole non debbano avere una loro ragione di esistere, ma perché se ci si mette troppo zucchero (e troppi filtri rossi) alla fine non ci si crede più.
15 dicembre 2006

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'Vanity Fair' n. 49 del 14 dicembre 2006. Grazie Debora per le scansioni!

Russell Crowe su 'Acqua e Sapone', dicembre 2006 Russell Crowe su 'Acqua e Sapone', dicembre 2006 Russell Crowe su 'Acqua e Sapone', dicembre 2006 Russell Crowe su 'Acqua e Sapone', dicembre 2006Russell Crowe su 'Acqua e Sapone', dicembre 2006 Russell Crowe su 'Acqua e Sapone', dicembre 2006
'Acqua e Sapone', dicembre 2006. Grazie Silvia per le scansioni!

Russell Crowe su 'TV Sorrisi e Canzoni' n. 50 del 05 dicembre 2006 Russell Crowe su 'TV Sorrisi e Canzoni' n. 50 del 05 dicembre 2006
'TV Sorrisi e Canzoni' n. 50 del 05 dicembre 2006. Grazie Debora per le scansioni!

Russell Crowe su 'Io Donna' n. 49 del 02 dicembre 2006 Russell Crowe su 'Io Donna' n. 49 del 02 dicembre 2006 Russell Crowe su 'Io Donna' n. 49 del 02 dicembre 2006 Russell Crowe su 'Io Donna' n. 49 del 02 dicembre 2006 Russell Crowe su 'Io Donna' n. 49 del 02 dicembre 2006
'Io Donna' n. 49 del 02 dicembre 2006. Grazie Debora e Shaula per le scansioni!

Russell Crowe su 'CIAK' novembre 2006 Russell Crowe su 'CIAK' novembre 2006
'CIAK' novembre 2006. Grazie Shaula per le scansioni! ^__^

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'ANNA' n. 44 del 2 novembre 2006. Grazie Debora per le scansioni! ^__^

'Magazine' - inserto del Corriere della Sera del 02/11/2006. Grazie Shaula per la scansione! :)

Russell Crowe su 'Vero' n. 43 del 29 ottobre 2006 Russell Crowe su 'Vero' n. 43 del 29 ottobre 2006 Russell Crowe su 'Vero' n. 43 del 29 ottobre 2006 Russell Crowe su 'Vero' n. 43 del 29 ottobre 2006
'Vero' n. 43 del 29 ottobre 2006. Grazie Carlotta per le scansioni! 

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'E Polis' dell'11 ottobre 2006

Russell Crowe su 'City' del 18 settembre 2006
'City' del 18 settembre 2006. Grazie Cora per la scansione!

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'Repubblica' dell'11 settembre 2006

L'attore e il regista hanno presentato a Toronto la commedia " A good year" 
E intanto girano insieme un "gangster movie" sulla criminalità degli anni 70


Crowe & Scott


"Tornare insieme per il Gladiatore 2? Forse, ma non troviamo un'idea"

Silvia Bizio 

TORONTO - Il regista Ridley Scott dirige di nuovo Russell Crowe: "II gladiatore 2"? No, non si tratta del seguito dell'epico film ambientato nell'antica Roma, di cui si è vagheggiato nei giorni scorsi. E neppure del set di un nuovo film di guerrieri. Il nuovo film che ha riunito la coppia è "A good year", una placida commedia di stampo pastorale ambientata tra i vigneti della Provenza. Il tozzo e irascibile Crowe e il rapsodico Scott sembrano divertirsi a prendere tutti in contropiede. Il loro film (che esce in Usa il 10 novembre) è stato presentato al festival di Toronto, dove abbiamo incontrato l'attore neozelandese e il regista inglese. Crowe dice che era il momento giusto per cimentarsi in una commedia come"A good year" (una buona annata), tratto dal romanzo di Peter Mayle.

Girato la scorsa estate in Francia, nel cast del film eccelle il veterano Albert Finney nei panni del vecchio zio Henry che cerca di insegnare i segreti della vita e l'amore per il vino al nipotino Max, oggi diventato un "pescecane" della finanza (Crowe) che macina miliardi alla Borsa di Londra. Quando Henry muore, Max torna nella vecchia villa di campagna dove aveva trascorso l'infanzia, orfano dei genitori,con lo zio. L'unico suo proposito è venderla. Ma l'incontro con una bella francese (Marion Cotillard), proprietaria del ristorantino locale, i ricordi d'infanzia e il gusto di un vino di buona annata sconvolgono le coordinate dell'ambizioso Max. Viene quindi da chiedersi: Max è per caso l'incarnazione fittizia dello stesso Russell Crowe, sposato adesso con la sua vecchia fiamma, la cantante australiana Danielle Spencer, da cui ha avuto due bambini, insomma di un Crowe domato e ridimensionato? 

«C'è senz'altro qualcosa di Max in me» concede Crowe, 42 anni, premio Oscar per "Il gladiatore" nel 2000 «A good year celebra la gioa di vivere. Film come "A beautiful mind" o "Cinderella Man" celebravano a malapena l'istinto di sopravvivenza. Nel "Gladiatore" trionfava la morte. Per me era il momento giusto di essere felice anche nel cinema. E poi volevo andare in Provenza, portare con me mia moglie, pensavo si sarebbe divertita, cosi' quando Ridley mi ha chiamato offrendomi questo film 
mi è sembrato perfetto". 

Che rapporto ha maturato con Ridley Scott? 

«Di totale fiducia reciproca. Siamo affini nel modo in cui captiamo ed evitiamo le scemenze. Con Ridley mi diverto. Si lavora in fretta, non ci si trascina mai, la giornata sul set vivere scorre veloce. .Non ci sono tanti registi come lui, e francamente se dovessi passare il resto della mia vita a fare film con Ridley non mi lamenterei" 

Nessuna speranza per "Il gladiatore 2"?

«Siamo seri; ce lo vedete Massimo a combattere coi leoni in Paradiso? O tornare come fantasma, alla "Ghost"? Ci siamo resi la vita difficile ammazzando il nostro protagonIsta nel primo film! D'altronde nessuno di noi si aspettava il successo che ha avuto e il peso che continua ad avere. No, con Ridley ora stiamo facendo un film sulla criminalità, "American Gangster", e di sicuro lavoreremo di nuovo insieme nel futuro. Ma per il momento dimenticatevi di "Gladiatore 2". Non nego che ogni tanto ne parliamo e ci domandiamo come potremmo farlo in maniera credibile. Uno di noi getta lì un'idea e l'altro dice: ma stai scherzando?». 

Quando si dice commedia romantica non si pensa certo a Ridley Scott e Russell Crowe. Come avete affrontato questo territorio, nuovo per entrambi?

«Con la voglia di cambiare, che del resto abbiamo sempre avuto. Dopo "Alien", Ridley girò il femminista "Thelmae Louise". Io feci un teppista gay nella commedia "Romper Stomper" (1992), se lo ricorda nessuno? Insomma, siamo capaci di tutto». 

Si sente più romantico, adesso che è padre? E' per questo che ha fatto "A good year"?

«La paternità cambia tutto, avere figli è una meravigliosa esperienza. Non li vedo da varie settimane per via del lavoro, e mi mancano maledettamente. Provo una nostalgia che non avevo mai provato prima. Ed è il più bel periodo della mia vita. La vita di famiglia mi prende e ho perso un po' di intensità sul lavoro. E questo mi fa bene anche come attore. In "A good year" c'è un detto provenzale: il castello non ti appartiene, sei tu che appartieni al castello. lo adesso appartengo alla famiglia, non più al pubblico. E' una sensazione, come dire, dolce. Non mi danno più nemmeno tanto fastidio i fan che mi inseguono». 


Vanity_Fair13_06-04-06_1.jpg (377377 byte) Russell Crowe su 'Vanity Fair' n. 13 del 6 aprile 2006
'Vanity Fair' n. 13 del 6 aprile 2006. Grazie Debora per le scansioni!

Bad Boys addio, ora sono tutti bravi papa'

Colin Farrell, Chris Martin e Russell Crowe. Cosa resta della loro fama di belli e dannati? Praticamente nulla. Grazie a tre pupi (quasi cinque, a dire il vero...)

[...] Anche il gladiatore Crowe si e' molto addolcito con la nascita, due anni fa, del piccolo Charlie. "Diventare padre", ha dichiarato, " e' stata l'esperienza piu' fantastica della mia vita, qualcosa che raccomanderei a tutti". E infatti sta per fare il bis: sua moglie, la cantante australiana Danielle Spencer, a giugno dara' alla luce Stinky. Proprio quando lui tornera' sul set per girare American Gangster, il nuovo film di Ridley Scott. [...]


'Empire Magazine' di febbraio 2006. Nella sezione '200 cose che hanno mosso il nostro mondo', al 46. posto Russell Crowe, al 76. posto 'L.A. Confidential'; nella sezione DVD, una recensione di 'Cinderella Man'. Empire_06-02_01.jpg (80309 byte) Empire_06-02_03.jpg (76434 byte)
'Empire Magazine' di febbraio 2006. Nella sezione '200 cose che hanno mosso il nostro mondo', al 46. posto Russell Crowe, al 76. posto 'L.A. Confidential'; nella sezione DVD, una recensione di 'Cinderella Man'. (Grazie Ivani!)

From 'Empire Magazine' february 2006 issue, some goodies with Russell.

In their 200th issue, they did "200 Things That Rocked Ouw World" and:
. Position 76 - LA Confidential;
. Position 46 - Russell Crowe.
In their section about dvd´s, "At Home", a review of CM dvd.


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'Zona Nove' gennaio 2006. Grazie Mirella per le scansioni e per aver scritto l'articolo!

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