Russell Crowe - La Stampa - traduzioni

 

Crowe Call, The Herald Sun, 26 novembre 2005

traduzione a cura della webmaster, supervisione di grace

articolo trovato da Murph

Crowe Call 


di CLAIRE SUTHERLAND 

Gli amici non devono essere d'accordo su tutto. Il che e' una fortuna, veramente, perche' altrimenti non trovereste mai Russell Crowe e Nicole Kidman nella stessa stanza.

I due interpreti del prossimo film del regista Baz Luhrman hanno dei punti di vista ampiamente divergenti per quanto riguarda fare i testimonial pubblicitari. Crowe non ne fa. La Kidman invece si -- in quanto testimonial in una campagna pubblicitaria miliardaria per la Chanel. 

"Lei me ne parlo'," dice Crowe. "Io dissi 'Non farlo'. Lei disse 'Vale molti soldi'. Dissi 'Amica, non farlo' e lei lo fece."

Crowe alza le mani al cielo.

"Non ho nessun problema con la pubblicita' o i testimonial di per sé. Quello che mi crea problema e' il fatto che qualcuno il cui mestiere consiste nel cambiare vari personaggi si trasformi all'improvviso in un'icona. E' una cosa irragionevole. Sarà perche' sono una persona semplice oppure perche' comprendo bene cosa rende le cose credibili per me, fatto sta che questa cosa non mi si addice."

Ed e' questa incapacita' di compromettere la sua credibilita' che l'ha etichettato come "attore volubile". Non che lui stesso non abbia contribuito a costruire quel marchio - nel caso piu' recente in forma di un apparecchio telefonico volante.

"Si, ho perso le staffe, cio' che ho fatto è stato sciocco," dice. "L'ho ammesso subito. Me ne sono preso la responsabilita', non ho mai tentato di giustificarmi."

Le persone che non si lamentano di Crowe sono i suoi registi. Quelli come Ron Howard (Cinderella Man), Michael Mann (The Insider) e Ridley Scott (Il Gladiatore) non hanno nemmeno una parola scortese da dire su di lui.

"Sul set sono una buona compagnia per i miei registi," dice Crowe.

"Sono tutto per loro. Se percepisco che Ronnie (Howard) ha una giornata negativa tentero' di rendergliela migliore, nel modo più' sottile possibile così da non fargli credere che aveva bisogno d'aiuto.

"Ridley (Scott) e' un vecchio bastardo irascibile che rende la vita impossibile a chi gli lavora accanto. Sotto questo aspetto non mi preoccupa.

"Una volta ho avuto una giornata lavorativa di 30 ore con Michael (Mann). Due albe in una giornata lavorativa!

"Il fatto e' che (il regista) non si deve mai preoccupare per me, non deve mai chiedersi se io sono ancora pronto a fare quella ripresa perche' in effetti lo sono.
"Io potrei anche pensare che vorrei che lui si sbrigasse, ma certo non glielo diro'. Attendero' finche' le riprese saranno concluse e gli diro' 'Cazzo, ma a cosa stavi pensando, figliolo!' "

Ma anche se Crowe sul set e' un vero professionista non significa che non voglia esprimere le proprie opinioni.

"Amico, non sono il capo. Sono il tenente, un tenente pagato profumatamente e i registi che mi impiegano lo fanno perche' vogliono la mia collaborazione.

E' come nel caso di Paul (Dainty) che mi ha voluto alla cerimonia degli AFI. Lui sa che non ho intenzione di apparire e telefonare -- scusate la battuta sul telefono." 

Un attore che dice cosa pensa e' in effetti una cosa rara. Crowe ha criticato l'attore Craig Bierko (Max Baer in Cinderella Man) per essersi presentato impreparato sul set (da notare pero' che questo e' accaduto solo dopo che Bierko ha accusato Crowe di essere stato poco gentile con lui).

"(Bierko) diceva che era un ambiente di boxe molto intenso e che era solo questione di recitare con il metodo,*" dice. "Io non sono un attore di metodo. Non ho mai studiato la forma. Non ho mai frequentato un corso di Stella Adler o altri. Craig semplicemente non si è assunto la responsabilita' di cio' che doveva fare con serietà.

"Non si era reso conto che imparare la coreografia di un match di 10 riprese l'avrebbe messo alla prova. Cosi', Craig, se non sei pronto cosa vogliamo fare? Cosa dovrebbero fare per il resto della giornata tutti gli altri che sono preparati mentre tu impari (la coreografia)? Eh no, caro, tu la impari prima di cominciare, cosi' ci sei.

"Insomma Craig Bierko e' grandioso nel film, ed e' proprio questo il punto. La preparazione fatta prima del film gli serviva affinché potesse essere grandioso."

Crowe parla come un uomo estremamente sicuro di sè, ma dentro di lui c'e' ancora l'animo del cameriere/attore disoccupato.

"Ricordo ancora esattamente come ci si sente. Questo deriva dall'essere stato in tournee con uno spettacolo teatrale e ogni volta che guadagni dei soldi non sei mai libero di spenderli perche' potrebbero passare altri 12 mesi prima di avere un'altra opportunita' di guadagnarne."

Questo a dispetto del fatto che puo' avere l'attenzione di ogni capo di qualsiasi casa di produzione ogni volta che gli va.

"Non è vero. . . per arrivare a permettersi questo come me in uno studio cinematografico prima di ogni altra cosa richiede un sacco di lavoro. Loro non starebbero neppure a rispondere ad un niente," dice.

"Ascolta, spesso non riesco ad avere le parti che vorrei. Non ho rimpianti ma ce ne sono state alcune nel tempo che avrei voluto e non ho avuto per una ragione o l'altra.

"Certamente non e' accaduto negli ultimi cinque o sei anni.

"Ma non credo sia sano pensare in questi termini e e io non vado in uno studio cinematografico per capriccio e ogni studio sa che questo e' vero, se io li chiamo per qualcosa si tratta di cose serie.

Ugualmente serio e' il suo atteggiamento nei riguardi della sua musica. "Molte persone mi hanno accusato di usare una carriera per sostenere l'altra, ma in effetti non e' vero, e si puo' dimostrare che non e' vero.

"Ho rifiutato un accordo a sette cifre con la Sony perche' (il capo della Sony) Tommy Mottola mi disse, 'E' bello essere nella Sony, Russell. Beviamo sangue e non accettiamo un 'no' come risposta' e io pensai che questo era esattamente l'opposto di dove io volevo che la mia musica fosse promossa.

Oggi Crowe avrebbe già dovuto finire di girare un altro vistoso film australiano con la Kidman, Eucalyptus. Come è ben noto il film collasso' a gennaio a causa, si dice, di una sceneggiatura non adatta. Crowe resta produttore esecutivo del film ed e' granitico nella sua convinzione che (Eucalyptus) verra' girato.

"Riprenderà'. Lo so," dice. "E' stata una decisione coraggiosa da parte della Fox e io fui d'accordo all'epoca, per quanto deluso mi sentissi.

"Stiamo parlando di un film per cui avevo lavorato per 12 mesi, stiamo parlando di un film per il quale avevo assunto amici personali e la gente stava adattando i suoi progetti di lavoro per farmi il favore di stare nel film e cosi' quando il progetto venne abbandonato e' stato un vero trauma, ma sono io quello che ha dovuto affrontare tutto lo staff a Bellingen.

Crowe, nativo della Nuova Zelanda, inizio' a recitare da bambino nei telefilm in parti senza dialogo. Era alle elementari quando la maestra Elizabeth Morgan gli diede la prima spinta nella direzione giusta.

"Riconobbe in me l'attitudine alla recitazione cosi' mi fece partecipare il venerdi' pomeriggio a degli spettacoli che coinvolgevano tutta la classe e in cui ognuno aveva una parte, ed erano invariabilmente degli spettacoli in cui tutti morivano, che pero' riempivano la mia immaginazione per tutta la settimana.

"Inizialmente avevo cosi' tanta paura di recitare che non salivo nemmeno sul palcoscenico. Volevo farlo, il desiderio era grande, ma proprio non ci riuscivo, non potevo muovere le mie gambe finche' una volta (la maestra) mi mise sul palcoscenico e disse 'Ora canta una canzone', davanti a tutta la scuola un venerdi' pomeriggio piovoso.

"Io dissi 'non so cosa cantare', e lei disse 'canta la prima cosa che ti viene in mente', cosi' cantai Ben di Michael Jackson e fu un successo e lei mi guardo' negli occhi dicendo 'Ecco, questo e' cio' che vuoi fare, vero'?"

Uno dei primi lavori di Crowe fu per Paul Dainty, che ora gli ha offerto di condurre i L'Oreal AFI Awards di stasera.

Dainty aveva incaricato Crowe di rielaborare un musical che aveva comprato, 'Blood Brothers', ma Crowe fu estromesso dal progetto quando Dainty cambio' idea.

"Mi sono ammazzato tentando mi migliorare quella cosa (il musical), lavorando 22 ore al giorno, e quando entrammo in disaccordo lui preferi'che io lasciassi lo spettacolo. Cosi' lo lasciai e prontamente gli feci causa. Abbiamo combattuto per oltre un anno e mezzo finche' non mi pago' il dovuto, e da allora siamo sempre stati amici," dice Crowe ridendo.

* probabilmente si riferisce allo Stanislavskij.
CROWE CALL 

Herald Sun, 26 NOV 2005

By CLAIRE SUTHERLAND

FRIENDS don't have to agree on everything. Which is lucky, really, because otherwise you wouldn't catch Nicole Kidman and Russell Crowe in the same room.

The co-stars of director Baz Luhrmann's next film have vastly different views about personal endorsements. Crowe doesn't do them. Kidman does -- most notably in the form of a multi-million dollar Chanel campaign.

"She asked me about it,'' Crowe says. "I said, 'Don't do it'. She said, 'It's worth a lot of money'. I said, 'Mate, don't do it' and she did it.''
Crowe's palms go to the ceiling.

"I don't have a problem with advertising or endorsements per se. What I have a problem with is somebody whose job is changing characters suddenly becoming an icon. It doesn't make any sense to me. That may be because I'm simple or it may be because I have an understanding of what makes things credible to me, and that doesn't agree with me.''

And it's this inability to compromise his credibility that has seen him placed in the box marked "volatile actor''. Not that he hasn't helped hammer a couple of nails into that box himself -- most recently in the form of an airborne communication device.

"Yes, I lost my temper, what I did was stupid,'' he says. "I admitted that straight away. I've taken accountability for it, never tried to make any excuses for that.''

The people who don't have an issue with Crowe are his directors. The likes of Ron Howard (Cinderella Man), Michael Mann (The Insider) and Ridley Scott (Gladiator) are men without an unkind word to say about Crowe.

"I'm good company to my directors on the set,'' he says.

"I'm about them. If I can sense that Ronnie (Howard) is having a bad day, I will try and make his day better, as subtly as possible so that he doesn't believe that he needed help.
"Ridley is an irascible old bastard who drives many a film crew person up the wall. He doesn't worry me in that respect.

"I did a 30-hour day with Michael. Two dawns on one work day!

"The thing is, he never has to go looking for me, he never has to wonder if I'm still ready to do the scene because I am.

"I might be thinking I wish he'd f---ing hurry up, but I'm not going to tell him. I'll wait until we've wrapped the film and say, 'S--t, what were you thinking, son!' ''

But if Crowe is professional on the set, that doesn't mean he isn't willing to express his opinions.

"I'm not the boss, mate. I'm the lieutenant, a highly paid lieutenant and the directors who hire me hire me because they want my input.

"It's the same as Paul (Dainty) wanting me to do (the AFIs). He knows I'm not going to show up on the night and phone it in -- sorry about the phone gag.''

An actor who speaks his mind is a rare thing indeed. Crowe criticised his Cinderella Man co-star Craig Bierko for being underprepared (although, it should be noted, only after Bierko accused him of being unfriendly).

"He was saying it was a really intense boxing environment and it was all about method acting,'' he says. "I'm not a method actor. I've never studied the form. Never been to a Stella Adler class or whoever . . . it was. Craig just didn't take the responsibility of what he had to do seriously.

"He didn't realise that learning 10 rounds of choreography was going to test him. So if you're not ready, Craig, what do we do? What's everybody else who's ready do for the rest of the day while you learn it? No, man, you're learning it before we start so you've got it.

"Now Craig Bierko is great in the movie, and that's the point. The work he was doing before the movie was how he could be great.''

Crowe talks like a man supremely confident, but there's still an insecure, underemployed waiter/actor inside him calling the shots.
"I can still remember exactly what it feels like. It just comes from touring with a theatre show and the whole time you're earning money, but you're never free to spend that money because it could be 12 months before another opportunity like this comes along.''
THIS despite the fact that he could get the head of any film studio to listen to him any time he feels like it.

"That's not true . . . in order to get to the point where I'm going to the studio in the first place that requires a lot of work. They wouldn't be responding to nothing,'' he says.

"Look, I often don't get the roles I want. I don't have any sour grapes but there's been quite a few over time that I wanted and I haven't got for one reason or another.

"Certainly it hasn't happened in the past five or six years.

"But I don't think it's healthy to think in those kinds of terms and I wouldn't go to a studio on a whim and every studio in town knows that about me, if I'm ringing them up about something it's serious."

Equally serious is his attitude to his music. "A lot of people have accused me of using one career to bolster the other, but that is in fact untrue, and provably untrue.
"I've turned down a seven-figure deal from Sony because (Sony boss) Tommy Mottola said to me, 'It's good to be with Sony, Russell. We drink blood and we don't take no for an answer' and I thought that sounded like the exact opposite of a place I'd like my music nurtured.''

By now, Crowe was to have completed another flashy Australian film with Kidman, Eucalyptus. The film famously collapsed in January amid reports of an underprepared script. Crowe remains an executive producer on the film and is adamant it will be made.

"It will get up again. I know so,'' he says. "It was a really brave decision that (studio) Fox made and I agreed with it at the time, as disappointed as I was.

"You're talking about a film that I was working on for 12 months, you're talking about a film that the people cast in it were personal friends and people were shaping their schedule to do a favour for me by being in the movie so when it fell over it was very traumatic but I'm the one that fronted the crew in Bellingen.''

New Zealand-born Crowe started acting as a child with mostly non-speaking roles in television shows. It was his primary school teacher Elizabeth Morgan who gave him his first shove in the right direction.

"She recognised that performance thing in me so she would let me do plays on a Friday afternoon which would involve the class and everybody would get a role, and they were invariably war plays where everybody died, but it would fill my imagination for the week.

"But initially I was so scared of performing I wouldn't get on the stage. I wanted to, the desire was great, but I couldn't actually do it, I couldn't make my legs walk forward until one time she put me up on the stage and said, 'Now sing a song', in front of the whole school on a wet Friday afternoon.

"I said, 'I don't know what to sing', and she said, 'Sing the first thing that comes into your mind', so I sang Michael Jackson's Ben and got a really good response to it and she kind of looked me in the eye and said, 'There you go, that's what you want to do isn't it'?''

One of Crowe's early jobs was for Paul Dainty, who has now tapped him on the shoulder for the job of hosting tonight's L'Oreal AFI Awards.

Dainty wanted Crowe to finesse a stage musical he had bought, Blood Brothers, but Crowe was chucked off the project when Dainty instead took other advice.

"I got really sick trying to make that thing better, working 22-hour days, and when the disagreement came down to it, he preferred that I left the show. So I did leave the show and promptly sued him. We wrangled over that for a year and a half until he paid me the amount and we've been friends ever since,'' Crowe laughs.

 

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