Russell Crowe - La Stampa - traduzioni

 

Articolo dal Premiere Magazine, novembre 2003

traduzione a cura di grace

 

CROWE’S NEST

 

Russell Crowe e il regista Peter Weir battono i mari e puntano forte per vincere con l’avventura di Master and Commander

Di Jay A. Fernandez

 

Completamente assorto nelle riprese di Master and Commander: The Far Side of the World, epica delle guerre navali del diciannovesimo secolo, il regista Peter Weir stava orchestrando una scena in cui il personaggio di Paul Bettany, il chirurgo di bordo, esegue un raccapricciante intervento chirurgico sottocoperta al culmine di una furiosa battaglia. La nave, la HMS Surprise, si impennava per il mare agitato, rimbombo di cannoni, e sul ponte sopracoperta la calca di marinai francesi ed inglesi che lottavano per ammazzarsi a vicenda. Man mano un numero sempre maggiore di uomini dalle carni straziate veniva portato dal dottore. Una scena complicata, e si notava che Weir non era affatto soddisfatto. C'era proprio un qualcosa... di sbagliato. Una ricognizione del set - stipato di attrezzi e attori - e alla fine il suo sguardo si era posato sul soffitto, rigorosamente realizzato dell'altezza di 5 piedi e 6 pollici.

E' stato come nella scena di 'Alien' in cui tutti guardano verso l'altro," ricorda Bettany. Appena guardato, Weir aveva raccolto un secchio di sangue finto, vi aveva immerso la mano ed aveva cominciato a lasciarne delle impronte sul soffitto. "C'era qualcosa che non suonava reale, ed è il fatto che lì avrebbero dovuto esserci persone (che ci si tenevano ben ferme). Sia che vi capiti di notarlo nel film oppure no, la sua attenzione è proprio... io non conosco nessuno che possieda come lui una tale capacità di concentrazione."

Il diavolo potrà anche stare nei dettagli, però ci vuole un certo potere creatore come l'onnipotenza per sceglierli e porli al posto giusto. La concentrazione ossessiva di Weir per le minuzie e la creazione di stati d'animo intensi in mezzo al caos organizzato di una produzione sotto il cattivo auspicio è il marchio di una carriera che parte dai misteri australiani pieni d'atmosfera, "Picnic at Hanging Rock" e The Last Wave", di quasi 30 anni fa, per passare attraverso le storie di 'uomini-ordinari-in-mondi-straordinari': "The Year of Living Dangerously, Witness, Fearless e The Truman Show". In Master and Commander, ambientato nel 1805 durante le guerre napoleoniche, Russell Crowe e Bettany (che hanno già recitato insieme in "A Beautiful Mind") indossano i panni dell' ufficiale navale britannico Capitano Jack Aubrey e del suo intimo amico Stephen Maturin, personaggi resi immortali dallo scrittore Patrick O'Brian in una serie di 20 romanzi. Con l'ordine di catturare o affondare la fregata francese Acheron, vengono attaccati dal nemico in mezzo ad una fitta nebbia e la loro nave viene malamente danneggiata; ha inizio quindi una caccia dettata dallo spirito di vendetta che si conclude con uno scontro catastrofico e sanguinario.

"E' un film sul comando," dice John Collee, che con Weir ha realizzato la sceneggiatura, traendo elementi ed episodi da alcuni dei romanzi. "L'intera storia della vita di Peter Weir è in realtà la storia di Jack Aubrey - questa sorta di affermato capitano di marina che in principio riceveva l'incarico di andare da qualche parte ma poi sistematicamente si spingeva oltre fino a ritrovarsi responsabile di una nave in tutt'altro tipo di mare."

Al comando ostinatamente fermo di Weir, la maggior parte del budget di 120 milioni di dollari di "Master and Commander" (co-finanziato da Fox, Miramax e Universal) fu destinato a ricreare fino in fondo, "fino a gli anelli e alla polvere da sparo", la vita nella Marina Britannica. Era una visione che richiedeva centinaia di marinai, studiosi, scultori, fonditori, maestri d'ascia, attori, e tecnici (compresi diversi esperti di navigazione provenienti da "The Perfect Storm") provenienti da quattro continenti. Buona parte dei cinque mesi e mezzo di riprese è trascorsa girando nella gigantesca cisterna d'acqua presso Rosarito, in Messico, che la Fox aveva costruto per "Titanic". La Surprise è un perfetto rifacimento della Rose, una copia dell'era della Rivoluzione Americana che la produzione ha comprato nel Connecticut per un milione e mezzo di dollari e, portata fino in Messico passando per il Canale di Panama per le due settimane di riprese in mare aperto, la Rose stessa è stata usata, rimessa a lucido e fatta salpare ogni mattina da Enseda. Per quanto stimolante questa autentica esperienza di navigazione ha però avuto i suoi lati negativi. "Non avevo più visto vomitare tanta gente dai tempi di un concerto dei Cure negli anni ottanta," dichiara impassibile Bettany.

Fan da lungo tempo dei romanzi di O'Brian e collezionista di storie e manufatti dell'epoca, Weir ha convinto parecchi componenti del suo potenziale staff a mettere in mare per quattro giorni al largo delle coste australiane l'Endeavour, una riproduzione del vascello del diciottesimo secolo del Capitano Cook prima che iniziasse la fase di pre-produzione. Da quel momento in poi, tutto è stato disposto e realizzato con lo scopo di creare un mondo in cui gli spettatori potessero praticamente sentirsi immersi, dai frastuoni della battaglia, alla sequenza di una tempesta, alle appassionanti scene su una lancia fino all'emozionante tranquillità dei duetti di Aubrey e Maturin al violino e violoncello e alla visita delle Isole Galapagos. "Peter voleva che fosse il più bel film mai realizzato in quest'era e lo è," dice il designer di produzione William Sandell. Bettany dice, "E' un film d'azione di proporzioni impressionanti."

Per tutte le riprese, era come se Weir fosse ovunque contemporaneamente, a verificare l'autenticità di ogni dettaglio. dal colore del fumo del cannone fino al nodo che veniva fatto dagli attori nelle riprese di fondo. "Laddove molti registi si limitano a guardare attraverso i monitor parlando con gli attori, lui invece andava muovendosi in giro prendendo le spade," dice il capo stunt Doug Coleman. "Talvolta arrivava a indossare i costumi. Voleva sentire e provare qualsiasi cosa si stesse svolgendo."

Per stabilire uno stato d'animo costante per gli attori, Weir ha chiesto loro di appendere i costumi agli specchi anche lontano dal set e di evitare di guardare la televisione; dovevano invece passare il tempo a scrivere lettere, suonare e dipingere. Prima di molte scene, preparava il cast portando il megafono e raccontando lunghi racconti di vite degli uomini di mare, poi camminava in mezzo a loro suonando vari generi di musica; a seconda della scena le selezioni variavano dai Pink Floyd ai tamburi degli Indiani d'America. " I ritmi e la musica sono molto importanti nella narrazione delle storie di Peter" dice Bill Boyd, che interpretava Bonden, il nocchiere e capobarca del capitano (che non è quello che pensereste voi*). "Quando si entra nello specifico di una scena , si può dire che lui ne sta anche immaginando tutta la musica."

Questa fusione di musica e momenti particolari ha raggiunto un livello straordinario il giorno in cui girarono la scena di un funerale con il cast al completo. Aubrey doveva parlare ai suoi uomini in modo che tutti uniti buttassero in mare la propria tristezza assieme ai corpi dei loro compagni avvolti nei sudari. Per una strana coincidenza, Crowe aveva da poco appreso la notizia che Richard Harris, di cui era diventato molto amico ai tempi in cui avevano girato "Gladiator", era morto. Quando tutti furono pronti, Weir suonò un brano di musica triste ed arcana ("come se provenisse da una cattedrale", ricorda un membro della troupe), e Crowe venne fuori e tenne un accorato discorso su come onorare la scomparsa di coloro che se ne sono andati per primi. "Non un solo occhio dei presenti è rimasto asciutto," dice la direttrice aggiunta del casting Judy Bouley.

Crowe, come è tipico di lui, ha preso il suo ruolo di leader molto seriamente. "Russell è stato dall'inizio il capitano," dice il produttore Duncan Henderson. "Lui 'vive' i ruoli che interpreta." La notte prima che iniziasse il campo di addestramento di due settimane, che comprendeva esercitazioni ai cannoni, vela, moschetto e spada, Crowe ha radunato il cast per una festa a base di grog (Weir aveva trovato un'antica ricetta della Royal Navy) e ha impartito il suo primo ordine. Ha dato a ciascun uomo tre camicie, di diverso colore a seconda del rango sulla nave (blu per gli ufficiali, bianca per i marinai, rossa per i mozzi) ago e filo, e toppe con i nomi, che dovevano cucire sulle camicie di mattina. "Ad essere sinceri, è stata davvero una buona idea, perché mi ha permesso di tenere subito a mente ciascuno in modo esatto," dice Boyd. Un solo uomo ha avuto l'audacia non solo di sfuggire al campo ma anche di disobbedire agli ordini del capitano. Bettany, il cui misterioso Maturin non svolge alcun ruolo nell'andamento quotidiano della nave e che difatti non sa nemmeno nuotare. "Io sono quello ribelle e irriverente," dice Bettany "Russell dava gli ordini, e io me ne andavo. Immaginate proprio di essere un attore che usa il Metodo**. E Russell veniva a congratularsi con me, perché questo era esattamente ciò che avrebbe fatto il mio personaggio."

Per sostenere l'umore finite le riprese, Crowe teneva i suoi uomini in esercizio lontano dagli sguardi della troupe, e ogni tanto teneva delle cene formali per gli "ufficiali" nella casa che aveva preso in affitto. Ha anche incoraggiato il cameratismo organizzando una gara per la costruzione di un modello di nave con accompagnamento di una band mariachi, oltre a partite di rugby domenicali. Molti dei membri del cast erano musicisti, per cui Crowe ha fatto trasformare una roulotte in rovina in uno studio di prova dove potevano suonare (Bettany alla chitarra, Crowe alla batteria, altri al piano e al basso) alcuni pezzi dei Radiohead, dei Clash, di Jeff Buckley e Tom Waits. "Russell procurava la birra e tutti noi ci ubriacavamo e suonavamo davvero a volume molto alto", dice Bettany " e probabilmente davvero da far pena".

Il film e' imperniato su due imponenti scontri fra la "Surprise" e la "Acheron", compresa una lunga sequenza in cui Crowe-Aubrey deve combattere per tutta la lunghezza di ambedue le navi. "Le sue abilità erano semplicemente straordinarie," sostiene il capo stunt Coleman. "Si metteva su qualcosa, bastava una sola prova e lui era pronto. Non soltanto Russell sa ciò che sta per fare, lui sa quello che farà chiunque attorno a lui, a 360 gradi. E' un assoluto perfezionista".

Con il premio Oscar Crowe e il quattro volte nominato Weir al comando, il consistente budget necessario per "Master and Commander" - un progetto rimbalzato da uno studio all'altro per otto anni - si preannunciava come denaro ben speso. "Prima che Russell salisse a bordo, era un film d'avventura a grosso budget," dice Collee, "E ovviamente Peter non è il classico regista da film d'azione spara spara, quindi sapevano sin dal principio che avrebbero fatto quel che era una piece pisicologica ma allo stesso tempo anche un film d'azione." Quello, ed anche un'infinità di ricette per il grog.

* L'autore scherza sul termine inglese "coxswain" che potrebbe essere equivocato con altro.

** Si riferisce al Metodo Stanislawski quello che richiede una totale immedesimazione dell'attore nel proprio ruolo vivendo anche fuori dal set come farebbe il suo personaggio. Robert De Niro, ad esempio, è attore che lavora con il metodo.

Crowe’s Nest: Russell Crowe and Director Peter Weir hit the high seas for the high-stakes adventure Master and Commander.

By Jay A. Fenandez

Deep into filming the 19th century naval warfare epic Master and Commander: The Far Side of the World, director Peter Weir was orchestrating a chantic scene in which Paul Bettany’s character, the ship’s surgeon, performs grisly operation below decks in the midst of a raging battle. The ship, the HMS Surprise, was bucking from a restless sea, cannon blasts, and the crush of French and British sailors trying to murder each other above. Mangled men were being brought to the doctor in growing numbers. It’s a complicated scene, and Weir clearly wasn’t happy. Something was just… off. He surveyed the set - jammed full of equipment and actors - and finally swiveled his gaze to the ceiling, built to authenticate specifications only five feet, six inches high.

“It was like the bit in Aliens when they all look up,” Bettany recalls. As he watched, Weir picked up a bucket of fake blood, dipped his hand in and began palming handprints on the ceiling. “Something wasn’t ringing true, and it’s that there would have been people (steadying themselves). Whether you happen to notice it in the movie or not, his attention to detail is just… I don’t know anybody with such facility to remain that intent.”

The devil may be in the details, but it takes a certain creator like omnipotence to sort them all out. Weir’s obsessive focus on the minutiae and creation of intense moods amid the organized chaos of an ominous production is the hallmark of a career that stretches from the atmospheric Australian mysteries, Picnic at Hanging Rock and The Last Wave, almost 30 years ago, through the ordinary-men-in-unfamiliar-worlds drams The Year of Living Dangerously, Witness, Fearless, and The Truman Show. In Master and Commander, set in 1805 during the Napoleonic Wars, Russell Crowe and Bettany (who costarred in A Beautiful Mind) don the uniforms of British naval officer Captain Jack Aubrey and his close friend Stephen Maturin, characters immortalized by writer Patrick O’Brian in a series of 20 novels. Under orders to capture or sink the French frigate Acheron, they are attacked by their enemy in a dense fog, their ship badly damaged; thus begins a vengeful chase that ends in a cataclysmic and bloody confrontation.

“This is a film about command,” says John Collee, who co wrote the script with Weir, taking elements and episodes from several of the novels. “The whole story of Peter’s life is really the story of Jack Aubrey - this sort of successful sea captain who basically could get a commission to go anywhere but was constantly pushing the boundaries and finding himself in charge of a ship in a whole new kind of sea.”

Under Weir’s determinedly steady command, the majority of Master and Commander’s $120 million budget (co-financed by Fox, Miramax, and Universal) were devoted to one thing recreating the down-to-the grommets and gunpowder reality of life in the British Navy. It was a vision that required hundreds of sailors, scholars, sculptors, smelters, shipwrights, actors, and technicians (including several seaworthy survivors of The Perfect Storm) from four continents to achieve. Much of the five and a half month shoot was spent filming in the gigantic water tanks near Rosarito, Mexico, that Fox built for Titanic. The Surprise is a detailed recreation of the Rose, a Revolutionary War - era replica the production bought for $1.5 million in Connecticut and piloted through the Panama Canal to Mexico fro two weeks of scenes shot on the open sea, the Rose itself is used, refurbished by the film makers and launched each morning from Enseda. Though exhilarating, the authentic sailing experience had its drawbacks. “I haven’t seen that many people puke since a Cure concert in the eighties,” Bettany deadpans.

Long a fan of O’Brian’s books and a collector of stories and artifacts from the period, Weir convinced several of his potential staff to crew the Endeavor, a reproduction of Captain James Cook’s 18th century vessel for four days off the coast of Australia before pre-production began. From that point on, everything was geared toward creating a world audiences could practically swim in-from the cacophony of battle, a storm sequence, and rousing galley scenes to the stirring quietude of the Aubrey and Maturin’s violin and cello duets and the visit to Galapagos Islands. “Peter wanted it to be the most beautiful movie ever made of this era and it is,” says production designer William Sandell. Says Bettany, “It’s an action movie of awesome proportions.”

Throughout the shoot, Weir seemed to be all places at once, verifying the authenticity of every detail, from the color of the cannon smoke to the knot being tied by actors in the background shots. “Where a lot of directors are just back they’re watching the monitors and talking to the actors, he was picking up swords moving around,” says stunt coordinator Doug Coleman. “He would sometimes wear the costumes. He wanted to feel and small and tastes everything that was going on.

To establish a constant mood for the actors, Weir asked them to hang cloth over the mirrors off the set and refrain from watching TV; they should instead pass the time writing letters, playing music, and painting. Before many scenes, he would prepare the cast by getting the “God-mike” and spinning lengthy accounts of the seaman’s lives, then walk among them playing various types of music he is ever present boom box; depending on the scene, the selections ranged from Pink Floyd to Native American drumming changes. “Rhythms and music are very important in the telling of Peter’s stories” says Bill Boyd, who played Bonden, the helmsman and captains coxswain (which is not what you might think). “When you go into the specifics of a scene, you can tell that he’s thinking quite musically there as well.”

This melding of music and moment reached a powerful peak on the day they shot a funeral scene with the entire cast present. Aubrey was to appear before his men to harness their sadness and cast it collectively to the sea along with the wrapped bodies of their shipmates. In a strange bit of synchronicity, Crowe heard the news not long before that Richard Harris, with whom he had become close since shooting Gladiator, had died. When everyone was ready, Weir played a sad, eerie piece of music (“like it was from a cathedral,” one crew member recalls), and Crowe emerged to give a heartfelt speech about honoring the passing of those who had gone before. “Not a dry eye in the house,” says additional casting director Judy Bouley.

Crowe, typically, took his leadership role very seriously. “Russell came on as the captain,” says producer Duncan Henderson. “He sort of lives the parts that he plays.” On the night before the start of the two-week boot camp, which included cannon, sailing, musket, and sword training. Crowe assembled the cast at a grog party (Weir had found an old Royal Navy Recipe) and delivered his first order. He supplied each man with three shirts, color-coded for sailor’s rank on the ship (blue for officers, white for sailors, red for marines) needle and thread, and name patches, which they were to sew onto their shirts by morning. “It was a really good idea, to be honest, because it got everyone in the right mind set right away,” says Boyd. Only one man had the audacity not only to ditch boot camp but also to disobey the captain’s orders. Bettany, whose mysterious Maturin plays no part in the day-to-day running of the ship and in fact cannot even swim. “I’m the rebellious irreverent one,” Bettany says “Russell was giving orders, and I walked off. You just pretend you’re a Method actor. And Russell came and congratulated me, because that’s exactly what my character would have done.”

To maintain the mood off camera, Crowe drilled his men out of sight of the film crew, and he occasionally held formal dinners for the ‘officers’ at his rented house. He also fostered camaraderie by organizing a shipbuilding competition with accompanying mariachi band, as well as Sunday rugby games. Many of the cast members were musicians, so Crowe had a dilapidated trailer converted into a rehearsal studio where they could jam (Bettany on Guitar, Crowe behind the drum kit, others on piano and bass) on some Radiohead, Clash, Jeff Buckley, and Tom Waits songs “Russell would supply beer, and we’d all get drunk and play really loudly,” Bettany says “And possibly really badly.”

The film is bookended by two massive engagements between the Surprise and the Acheron, including an extended sequence in which Crowe as Aubrey has to fight the lengths of both ships “His abilities were just amazing,” says stunt coordinator Coleman. “You’d set something up, rehearse it once, and he’d be ready. Not only does Russell Crowe know what he’s going to be doing, he knows what everybody’s doing around him, 360 degrees. He’s a total perfectionist.”

With Oscar winner Crowe and four-time Oscar nominee Weir at the helm, the hefty budget needed for Master and Commander - a project that had been floating from studio to studio for eight years - promised to be money well spent. “Before Russell came on board, it was a big-budget movie for art-house adventure,” Collee says, “And obviously Peter is not a classic shoot-‘em up action director, so they know from the start that they were going to get a psychological piece as well as an action movie.” That, and one hell of a recipe for grog.

 

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