croweitalia: Le fans incontrano Russell Crowe

Venezia, 5 settembre 2005 - Russell Crowe e' alla biennale di Venezia per la presentazione fuori concorso del film "Cinderella Man"

5 SETTEMBRE 2005… INCONTRARE RUSSELL CROWE A VENEZIA

Ci sono giorni nella vita di ognuno di noi che contano più di altri, giorni che ricorderai per sempre, altri che guardandoti indietro non ti sembra neppure di aver vissuto. Forse perché la nostra esistenza trascorre come un fiume calmo, abituato a lambire le stesse sponde ogni giorno e solo di tanto in tanto siamo travolti da improvvise piene che, per un attimo, deviano il corso delle nostre esistenze facendoci sconfinare in territori sconosciuti e avvicinandoci per un istante ai nostri sogni più irraggiungibili. Dentro quegli attimi meravigliosi è già racchiusa la promessa della loro brevità ed essi continuano a rivivere solo nelle nostre menti sfidando il logorio del tempo che li rende ogni giorno più sfumati e irreali.

Posso dire che uno di questi momenti meravigliosi è stato incontrare Russell Crowe a Venezia, poterlo guardare senza il filtro di uno schermo, respirare la sua stessa aria, stare davanti a lui e specchiarsi nei suoi occhi, sapere che allungando un braccio sarei riuscita a toccarlo, ascoltare il suono della sua voce mentre risponde a una mia domanda ed essere impressa nella sua mente, anche per un solo breve attimo, è stata un’esperienza indimenticabile. 

Ho assaporato ogni istante di quel momento sperando che non avesse mai fine, riscoprendo nei movimenti del suo viso tutte quelle espressioni che mi sono ormai familiari per averle ammirate tante volte nei suoi film o sulle copertine di qualche rivista. Osservavo la linea sottile oltre la quale, come un orizzonte, svaniscono i suoi occhi quando sorride o al contrario gli atteggiamenti un po’ distaccati, tra l’irriverente e il disinteressato, che lo rendono insofferente a molti ma che per me sono solo una difesa contro il clamore dei mass-media che lo circonda. 

Così scusatemi se tutte queste parole sono rivolte a un attore, a un dispensatore di sogni e non a qualcosa di più concreto o serio, molti di voi le troveranno infantili o incomprensibili ma sono convinta che non si debba rinunciare al proprio lato irrazionale e non si possa non amare coloro che ne fanno parte.

Vi racconterò la mia esperienza che spero possa interessarvi o almeno farvi partecipi di qualcosa che personalmente mi ha molto emozionato.

La mia piccola avventura inizia il 3 settembre; prendo il treno in stazione centrale a Milano… poi la meraviglia del Canal Grande con i suoi palazzi affioranti dall’acqua (certo niente se paragonato al cavalcavia di viale Cenisio a Milano!) e l’arrivo al Lido, qui cerco il mio campeggio e mi spediscono nella spiaggia dei black block…. ricevo anche qualche invito interessante ma preferisco tornare sulla retta via e rimettermi alla ricerca del mio campeggio. Finalmente prendo possesso della tenda e sistemo le mie cose. Gli altri giorni lì trascorrerò tra il palazzo del Casinò, l’appostamento di fronte all’attracco dei motoscafi diretti all’Excelsior, la gelateria di fronte all’albergo, il palazzo del Cinema e qualche incursione nella terrazza dell’Excelsior (basta entrare decisi o far finta di conoscere la Praderio!). A distanza vedo Matt Damon, Orlando Bloom, la Bellucci, la splendida Sarandon, Zingaretti, Jeremy Irons e poi il solito ricco zoo di gente che non avendo nessun film da presentare, ne dentro ne fuori concorso, non mancano mai di mettersi in mostra… vedi alla voce Parietti, Costa, ecc. 

Domenica si sparge la voce che Russell (lui e famiglia alloggiano all’Hotel Cipriani) arriveranno in serata e naturalmente io mi piazzo davanti al molo dell’albergo fino alle 23 circa, (cioè fino a quando sono riuscita a reggere al temporale e ai lampi che si sono scatenati quella notte) ma senza successo.

Torno in “postazione” il mattino seguente; ora tutti sanno che tra Russell e i fotografi non corre buon sangue per così dire, che potendo tra lui e i giornalisti non sarebbero fiumi di parole a scorrere ma qualcos’altro... che è un uomo imprevedibile e poco incline al divismo, ma se a qualcosa dovevano servire i giorni trascorsi al Lido, in attesa del suo arrivo, era capire come si “svolgevano le danze”; dove attraccano i motoscafi e di conseguenza dove si piazzano i fotografi e, naturalmente, da quale parte del molo si fermano le star per farsi fare qualche scatto.

Pensate che Russell sia stato alle regole del gioco?.. che si sia concesso ai flash? … no certo! e io che ho scelto di appostarmi dalla parte dei giornalisti per avere qualche occasione in più di vederlo mi sono ritrovata con un rullino ancora nuovo in macchina e tanta amarezza dentro. (Solo tempo dopo, tornata a casa, ho capito il motivo di tanta fretta… aveva tra le braccia il figlioletto e non desiderava certo darlo in pasto ai reporter!).

Quindi per colazione ho preso una bella dose di frustrazione e rabbia... ma ero decisa ad ottenere soddisfazione “in questa vita o nell’altra”, per fortuna ho dovuto attendere solo fino all’ora di cena!.

Ora dato che non è possibile ad un comune mortale, per quanto spinto dai più nobili sentimenti, avvicinare un personaggio pubblico o anche solo assistere alla sua conferenza stampa ho pensato che la mia unica possibilità di vederlo in tre dimensioni fosse quella di appostarmi davanti alla passerella. 

Dalle 11 del mattino mi sono passati davanti “Frodo” e altri attori di cui non ricordo il nome, poi intorno alle 16 è la volta del grande Anthony Hopkins e infine arriva il momento tanto atteso, schiacciata dalla pressione della folla contro le transenne aspetto con trepidazione che si aprano i cancelli per far entrare l’auto che porterà gli attori e il regista alla sala Grande del Palazzo del Cinema.

Devo premettere che durante le lunghe ore di attesa e anche nei giorni precedenti il 5 settembre ho conosciuto diverse persone che mi hanno fatto compagnia, dandomi informazioni preziose condividendo con me parte della mia avventura. Proprio grazie a una di queste (Silvia), a 5 minuti dall’arrivo del cast in passerella si materializzano i biglietti per assistere alla prima di Cinderella man, che tutti davano per esauriti già nella mattinata.

Così mi si prospetta la possibilità di assistere alla proiezione del film proprio in presenza degli stessi attori e del regista (e di Russell!! vi rendete conto?!), e proprio a pochi metri di distanza dagli stessi! A quel punto dovevo prendere una decisione: o entrare in Sala Grande sperando di poter vedere Russell da una distanza ragionevole, o restare ferma al mio posto (ero in prima fila davanti all’entrata della sala) augurandomi che, dopo avermi lasciato a bocca asciutta in mattinata, si sarebbe avvicinato per una foto o un autografo. Dopo tante ore di appostamento non è stata davvero una decisione semplice da prendere, le persone dietro di me sgomitavano per arrivare davanti, c’era gente pronta a fingersi infettata da non so quale virus pur di fare il deserto intorno a se e guadagnar posti… altri che mi suggerivano di entrare in sala, i cameraman, piazzati su degli sgabelli una fila dietro la mia, mi avvertivano che al momento dell’arrivo delle star non sarei più riuscita a muovermi, tantissima gente e tra di loro la “iena” Victoria che senza dubbio avrebbe tirato fuori dal cilindro qualche stratagemma per ricordare a Russell i suoi non felici trascorsi newyorkesi. (Cosa che poi, mi hanno raccontato, ha fatto… vestita sado-maso e abbarbicata su uno sgabello continuava a gridare “menami, menami”!!… l’ideale per chi giunta da Milano per l’occasione e con un principio di insolazione in atto ha come unico desiderio quello di poter avvicinare, anche per un breve istante, l’attore tanto amato!).

Quindi ho preso la mia decisione e sono entrata!!… passo sotto i metal detector, raggiungo l’ingresso della sala e cerco di imprimermi nella mente ogni particolare di quell’ambiente; un lungo tappeto rosso, delle transenne (un tempo si poteva sostare vicino ad esse per vedere passare il cast… ma ora non più… anche il cinema non è immune al generale clima di tensione post 11 settembre), guardie del corpo e hostess tutte intorno, cerco di confondermi con la tappezzeria sperando di trovare una posizione privilegiata per assistere all’ingresso dei divi ma una guardia mi scopre e mi spedisce di sopra in galleria. 

Mi siedo, in sala proiettano le immagini dalla passerella… si sentono le urla perfino da lì e mentre il presentatore si sofferma ad intervistare Renèe e ci informa su particolari essenziali quali il nome dello stilista del suo abito,… io mi chiedo:..”chissà dov’è Russell?,… avrò fatto bene ad entrare?… ma perché non lo inquadrano?”…poi finalmente le telecamere mi accontentano e il suo viso appare sullo schermo..… solita espressione da duro un po’ indisponente, non concede neppure un sorriso … anzi… sembra proprio che stia masticando qualcosa, probabilmente una gomma. Ecco che su questo fatto il mio vicino di posto si inviperisce, lo considera probabilmente un affronto al genere umano, io cerco di prendere le difese di Russell dicendogli che fa parte del suo personaggio…. che è sempre meglio essere un po’ irriverente piuttosto che arruffianarsi i giornalisti a forza di grandi sorrisi e smancerie, ma lui stesso doveva far parte della categoria e non apprezza i miei sforzi e così si alza e cambia posizione. 

Insomma vivo momenti di inquietudine e sofferenza al pensiero che forse lui si è proprio avvicinato al posto, lungo la passerella, che ho difeso strenuamente fino alle 18.55 e che ho abbandonato, forse sbagliando, per seguire l’ignoto. Poi una voce metallica si fa largo tra il brusio della gente… il mio respiro è trattenuto… viene annunciato l’ingresso del cast e la gente si alza in piedi….

Entrano i produttori del film poi Renèe Zellweger, Ron Howard, Russell Crowe che tiene per mano la moglie.
Russell Crowe a Venezia, 5 settembre 2005, foto di Mariangela
Foto di Mariangela.

Il pubblico si è alzato e tutti applaudono rivolti verso la prima fila della galleria dove tra poco prenderanno posto i protagonisti di Cinderella man. 

Non so dirvi quanto batteva forte il mio cuore o l’emozione che ho provato nel saperlo lì a qualche metro di distanza. Approfittando dell’agitazione in sala sono scesa dalla mia settima fila per guadagnarmi qualche momento indimenticabile, qualche immagine da conservare nella mia memoria che non venisse filtrata dall’obiettivo di una macchina fotografica o da una telecamera ma che appartenesse solo a me. Certo ho dovuto fare i conti con guardie del corpo ben piazzate, dei veri giocatori di basket pronti a difendere il territorio di gioco, forse pensano che dopo aver attraversato metal detector e aver fatto tanto per essere lì qualcuno possa avventarsi contro Russell ed ucciderlo! (i maligni diranno che le guardie del corpo proteggevano noi….. e non Russell). Riesco comunque a far filtrare il mio sguardo oltre quelle figure guadagnandomi qualche bella inquadratura da dietro una nuca o dall’incavo di un braccio.

Il film inizia e io devo ritornare al mio posto; ora per quelli di voi interessati a sapere qualcosa riguardo all’opera in questione io non posso esservi d’aiuto in quanto ho continuato a guardare in un'unica direzione (e potete immaginare quale!) fino a quando il cast, a circa 10 minuti dall’inizio della proiezione, non ha deciso di abbandonare alla chetichella la sala e, anche dopo la loro uscita, non sono realmente riuscita a trovare la giusta concentrazione.

Davvero avreste creduto che Russell si sarebbe scodellato 2 ore di film… senza potersi fumare una sigaretta o bere un drink? … io no!! e per questo ho cercato di andare al bagno (non si sa mai, magari avrei potuto dividere il lavandino con la consorte e dato che sono sempre appiccicati….) purtroppo il codice marziale vigente in sala Grande è molto rigido in fatto di spostamenti e ti impone di rimanere seduto qualunque cosa accada. 

Ma a 5 minuti dal termine del film, puntuale come un orologio svizzero, il cast di Cinderella man ricompare magicamente da dietro i tendoni. I titoli di coda stanno già scorrendo sullo schermo quando le luci si riaccendono e il pubblico in sala è di nuovo tutto in piedi per applaudire i protagonisti. Russell sorride e afferra il braccio di Ron Howard sollevandoglielo come fanno i giudici sul ring con i pugili per decretarne la vittoria al termine di un incontro.
Russell Crowe a Venezia, 5 settembre 2005, foto di Silvia
Una delle mie foto (fatta in sala grande).

Si è tolto la giacca e sotto indossa una camicia azzurro cielo, io naturalmente sono già lì a pochi metri di distanza e cerco di aprirmi un varco tra le guardie del corpo. Gli applausi sembrano non finire mai e una ragazza mora (molto carina e con un abito delizioso) messa in posizione migliore rispetto a me e a Silvia non riesce a trattenersi e presa dall’emozione gli corre incontro per dargli due sonori baci sulle guance, Russell sorride e poi come a chiedere scusa di suscitare sentimenti così forti nel pubblico femminile si inginocchia dalla moglie per farsi perdonare.

Il pubblico è partecipe, si sentono urla di approvazione e gesti di apprezzamento giungono da tutte le parti, anche io e Silvia ci siamo idealmente unite in quel bacio per esprimere tutta l’ammirazione e il grande affetto che proviamo verso questo splendido attore.

Poi è arrivato anche il nostro turno, certo l’idea del bacio ormai ci era stata sottratta ma abbiamo ugualmente potuto toglierci qualche soddisfazione; come stare di fronte a lui, guardarlo negli occhi e parlargli; certo i nostri vestiti non si intonavano all’occasione (trovare i biglietti è stata davvero una cosa inaspettata) ma io non mi sarei persa quel momento neppure se avessi dovuto presentarmi coperta di pece dalla testa ai piedi. 

Silvia riesce ad avere il suo autografo sulla locandina del film, io irrimediabilmente sfornita di qualsiasi gadget, film o cd, mi faccio coraggio e gli chiedo se ha intenzione di venire in Italia per il suo primo concerto da solista …. lui ci pensa un po’ (forse la mia voce tremava o il mio inglese non è stato impeccabile… di sicuro le mie ginocchia non mi avrebbero retto ancora per molto!) gli rifaccio la domanda e lui mi risponde che forse ci verrà. Avrei voluto vivere in quell’istante e dilatarlo all’infinito, lo guardo un ultima volta e cerco di imprimerlo nella mia memoria prima che se ne vada e il sogno svanisca insieme a lui. 

Sono uscita dalla sala e avevo addosso una tale scarica di adrenalina, continuavo a saltare da un marciapiede all’altro e a cercare persone per potergli raccontare ciò che avevo vissuto quella sera, ho percorso chilometri prima di tornare al campeggio perché l’emozione dentro di me era ancora troppo forte per soffocarla su di un cuscino. La gente che ho incontrato probabilmente avrà pensato che al Lido gira della roba davvero forte ma nessuna droga può regalarti delle emozioni così intense solo la natura, gli amici, i libri, l’arte e il cinema con i suoi messaggeri sono ancora in grado di farlo.

Ad un mese di distanza da quell’indimenticabile 5 settembre provo una grande gioia ripensando a quella serata che appartiene alla mia riserva personale dei “momenti felici” e dalla quale attingo ogni volta che sono triste per risollevare il mio spirito. Probabilmente non tutti potranno capirmi ma io continuo a credere che ognuno di noi abbia il diritto di prendersi, ogni tanto, una pausa da tutto ciò che lo circonda per vivere qualche attimo speciale, sconfinando nel sogno per poi ritornare con rinnovata forza nella realtà.

Silvia

p.s. Grazie agli amici che hanno condiviso con me l’avventura del Lido e a quelli che non sono venuti ma mi hanno sostenuto da casa, a Vito che mi ha aiutato, a Lampedusa che mi dà sempre informazioni preziose, a Angie & Lucy che mi hanno incoraggiata e ai ragazzi del forum.

 

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