croweitalia: Le fans incontrano Russell Crowe

Roma, 19 novembre 2003 - Anteprima italiana del film "Master and Commander" a Roma. Cindy, che ha avuto la fortuna di assistere all'arrivo di Russell al cinema Warner Village, ci racconta la sua storia.

La vita mi sorride 
di Cindy
22 novembre 2003


Avevo preparato con cura il mio incontro con Russell, fin dall’inverno scorso, quando era noto a tutte noi fans che il nuovo film Master e Commander sarebbe uscito in Italia nel mese di giugno.
Avevo allertato l’amica di mia sorella ,che le aveva permesso di conoscere Richard Gere alla presentazione del film L’infedele.
La pregavo di tenersi pronta per farmi ottenere il massimo numero possibile di ingressi per me e le mie care compagne d’avventura della messaggeria, in modo da ripagarci della delusione delle imminenti nozze di Russell.
Invece inaspettatamente era stata posticipata la data della prima italiana del film, al 19 dicembre, costringendoci a rimanere sulle spine per altri sei mesi. Ma in fondo che cosa sono sei mesi di fronte al desiderio di incontrare un uomo così affascinante, un attore di tale livello, un personaggio di così grande carisma?
La preziosa amica di mia sorella mi ha pregato di ricordarle l’evento un mese prima, quindi verso la metà di novembre, per evitare sovrapposizioni con altre anteprime cui lei doveva presenziare.
Tranquilla ho lasciato passare l’estate nell’attesa di questo appuntamento sognato e desiderato a lungo.
A fine ottobre, però, l’imprevedibile ha bussato alla mia porta: da un normale controllo di routine sul sangue è emersa una strana anomalia che in alcuni casi porta ad una grave malattia incurabile .Di colpo la prospettiva con cui vedevo le persone,gli avvenimenti, gli affetti si è trasformata. Non più una prolungata giovinezza, una fresca seduttività mai paga, una serena vecchiaia tra nipoti, figli e compagni, non più la forza fisica e psicologica che mi hanno fatto affrontare senza distruggermi due grandi dolori, la morte di mio padre quando ero incinta di mia figlia e l’abbandono di un marito adorato immeritatamente. Adesso vedevo un corpo afflosciato su una sedia a rotelle , privo di sostanza, un viso gonfio e deforme, leggevo negli occhi della gente la commiserazione per una realtà senza speranza.
Ho pensato prima di cadere in depressione a come muovermi: dirlo o non dirlo ai miei due figli? Sono grandi, possono capire. Ma il maschio ha bisogno di me, è fragile , non ha ancora trovato la sua strada. E Valeria si sta per laureare, è brava, studiosa, ma è troppo legata a me, finirebbe per abbandonare gli studi, pur di starmi vicina. Non lo posso permettere.
Scelgo la strada del silenzio fino a che non avrò delle informazioni certe ed inequivocabili ; non lo dico neanche alle compagne della messaggeria: eppure loro mi potrebbero confortare, sono calde, ti circondano con le loro braccia protettive. No, non voglio pietà da nessuno; sono piena di rabbia, non so con chi prendermela. Non bevo,non ho mai fumato,né assunto droghe, ho una vita morigerata, vivo in un ambiente salutare, mangio cibi più che sani, faccio movimento all’aria aperta, non ho subito radiazioni. Non che io sappia. Cosa sta succedendo ? Chi mi vuole male, Signore, di cosa mi vuoi punire?
Mentre vado avanti per la strada dei controlli, radiografie , risonanza magnetica,contro-
analisi fino alla temuta biopsia del midollo, organizzo il futuro senza di me. Lo so sono pragmatica, dovrei starmene buona e rimanere ad aspettare i risultati con ottimismo, ma devo sistemare le cose, non lasciare problemi irrisolti ai figli. Devo estinguere il mutuo della casa, poi devo chiudere la società con le mie sorelle, non lasciare debiti.
Devo cominciare ad inserire il mio figlio maggiore nell’azienda, anche se non vuole, per il suo bene.
Devo andare da un notaio e trasferire i miei beni ai figli in maniera equa, in questo posso chiedere l’aiuto del mio ex marito. Lui è un genio della finanza e degli affari,sono certa che sa suggerirmi i passi giusti. Nel frattempo devo aiutare Valeria nella ricerca dei testi per la tesi, l’accompagnerò finalmente all’ambasciata U.S.A come mi chiede da tempo.
E il mio adorato bassottino Rusty dove lo mettiamo? Sarà costretto, poverino, a vivere a Roma in un appartamento per studenti, non voglio che venga regalato in giro a persone non abbastanza motivate. Devo… devo… devo…
Ecco, i troppi doveri, le responsabilità, sono queste le cose che mi hanno fatto ammalare. Da quando è morto mio padre ho dovuto pensare, io sola, a nostra madre e devo fare da consigliera alle mie due sorelle troppo leggere, evanescenti, beate loro, ma piene di casini perché non riflettono mai prima di agire.
Adesso avrò finalmente un motivo valido per svincolarmi, ora il giuramento fatto a mio padre che avrei vegliato sulla famiglia per non farla dissolvere, lo posso sciogliere. Nessuno potrà più dirmi nulla, ho i miei guai io. Lasciatemi in pace!

Il 14 novembre mi alzo presto, è una splendida giornata, Rusty mi corre incontro festoso, segue i miei passi, mi porta il suo pollo di gomma per giocare. Chissà perché da quando 
I miei valori sono alterati mi sento tutta rotta, soffro di raffreddori e di vertigini. 
Oggi invece sono piena di forza, quasi allegra seppur nella mia perenne malinconia.
Ho appuntamento a Roma con il dottore che mi ha in cura, gli porto tutte le analisi che ha richiesto.
Roma mi schiaffeggia con la sua bellezza indifferente..se solo potessi dire a qualcuno cosa sto passando..
Sul mio viso già si vedono i segni del cedimento: sotto gli occhi due occhiaie grigie ed un paio di borse fanno capire che è un po’ che non dormo.
Ma il sole è presago di belle notizie: Ecco: non sono malata, non mi ammalerò di questa malattia per i prossimi venti o trent’anni, devo solo controllarmi ogni sei mesi per escludere 
che le alterazioni del mio dna comportino qualche complicazione. Nessun pericolo, la vita torna a sorridermi ,i miei desideri si rifanno pressanti… RUSSELL!!
Dio mio, che giorno è oggi?
Lunedì vengo a sapere che Russell verrà a Roma il 19 novembre anziché a dicembre. Ed ora chi mi aiuta? La mia amica si da da fare,ma è tardi, troppo tardi, l’evento è ambito, sembra che tutti i “ vip” abbiano accettato l’invito, anche se poi regaleranno il biglietto ai figli o alla segretaria ed all’autista. 
Che rabbia,il tempo mi è volato via tra prelievi ed ospedali, ma non voglio veder svanire l’opportunità di incontrare l’uomo che mi fa restare giovane a cinquantaquattro anni.

Ci andrò lo stesso al Warner Village, senza biglietto. L’anno scorso, per il film di Richard Gere Mariolina di Cooming Soon tv faceva entrare chi, tra il pubblico assiepato dietro le transenne, rispondeva a domandine facili facili, speriamo sia così anche stavolta. Cerco prima di tutto di curare il mio aspetto fisico :Russell deve rimanere colpito, non ho certo le armi per competere con le sue giovani fans, ma il mio sguardo profondo ed intelligente gli deve rimanere impresso.

Appuntamento martedì pomeriggio dalla parrucchiera per un taglio più sbarazzino, poi mercoledì una seduta gratuita di trucco al Beauty point, quindi comincia la vestizione.
Le mie solite calze 70 denari nude, per mostrare due taglie in meno sui fianchi, quindi pantaloni pijama palazzo neri, un top nero a spallina larga, una giacca lunga da smoking come quella di Russell.
Le scarpe alte 12 centimetri le porto nello zainetto prestato da mia figlia, non posso rischiare di farmi venire le vene varicose! Le indosserò solo se riesco ad entrare.
Metto al collo, nei polsi, alle orecchie, alle dita tanta bigiotteria vistosa, bianca rossa e nera rischiando anche qualche scippo quando arrivo nella zona della stazione Termini: infatti tutto sembra vero. Al collo una sciarpa bianca del tipo “commendatore alla prima della Scala” e dulcis in fundo un cappello stile Borsalino rosso, per farmi notare dai tipi della tv.
Avanti all’ingresso del Warner Village è stata allestita una scenografia surreale: un falso veliero pieno di cime, vele spiegate, boma, confusione incredibile, rumore, botti di cannone, un fumo che confonde tutto, insomma il top del kitsch.
Le transenne in basso sono state sistemate ad L aperta, rovesciata, per permettere il passaggio ai famosi VIP che dovrebbero entrare.
Io sono fortunata, trovo posto in prima fila, avanti alla passerella, vicino a due giapponesine armate di macchinette digitali. Che stupida, nella fretta non ho preso una fotocamera per immortalare il momento topico!
Intorno a me ci sono alcuni giovani del Sud, un gruppo di lingua inglese, le giapponesi, e pochi altri curiosi. Insomma la proverbiale apatia dei romani non si smentisce.
Mariolina del Cooming soon però non sta tra il pubblico come l’anno scorso, al suo posto ci sono due tipi bizzarri che, anziché ingressi, regalano magliette.
Inoltre si sono tutti accalcati avanti ai riflettori della tv e qui non guardano mai. Che rabbia!
Cominciano a sfilare gli pseudovip della Roma bene, ma non riconosco nessuno; vedo abbigliamento molto casual, piumini, jeans… che abbia sbagliato look ?
Passano Giletti, la Cesara Buonamici, lei sì elegante, Denny Mendez, la Mertz?, un attore di fiction televisiva di cui non ricordo il nome, qualche prezzemolina/o immancabile in queste occasioni.
Insomma niente a che spartire, a mio parere, con l’anteprima di Gangs a New York, lo 
scorso anno all’Auditorium, quando si era scomodato il sindaco Veltroni.
La musica di sottofondo, mista ai colpi di cannone, è fastidiosa, ricorda a tratti alcuni brani del Gladiatore senza averne lo spunto epico.
Arriva Giorgio Armani, molto fascinoso, sempre in nero, scortato da alcuni begli uomini che non riconosco. Mi guarda e questo mi lusinga moltissimo: dunque il mio abbigliamento si fa notare anche da uno stilista di classe come lui. E poi è pure insistente, forse mi ha scambiata per qualcuno che conosce.
Se avessi la faccia tosta mi potrei buttare, farmi avanti, fingere di conoscerlo per entrare dalla porta principale, ma la mia timidezza mi blocca.
Intanto i due tipi della tv fanno lazzi, frizzi e casino e continuano a lanciare magliettine tra il pubblico.
Sono le 21 ed un quarto, arriva una Mercedes d’ordinanza, qualcuno dietro di me grida :
“ Eccolo!” Mi alzo sulle punte dei piedi per sporgermi dalla transenna, ma no, non scende lui.
C’è una bionda altissima scortata da un uomo tracagnotto: mi dicono che dovrebbe essere Anna Falchi, ma non la riconosco.
Passa un altro quarto d’ora e questa volta l’urlo “E’ lui, è lui!!!” è più alto.
Sono al telefono con mia figlia..AHHHHH, RUSSEEEEEEEEELL,COME ON, COME HERE ! 
Roteo in aria la sciarpa bianca, giuro che gliela regalo se mi passa vicino.
Scende dalla Mercedes nera dai fari spenti, in mezzo ad una nuvola grigia, tra lampi di flash e tuoni; bello, sorridente, solare, la pelle bianca, i capelli lucenti, la barba luminosa! E’ elegante e sobrio nel completo di Armani con giacca lunga nera, come la mia.
I suoi occhi illuminano la serata buia, il fumo dei colpi di cannone lo avvolge, ma non riesce a spengere questo bagliore che folgora piazza Esedra.
Le giapponesi si svegliano ed urlano, finalmente noto dietro di me un gruppo di ragazze romane: buongiorno, era ora, l’unione fa la forza.
Russell sorride, saluta, mi guarda,(in effetti guarda tutto lo schieramento delle transenne, ma in quel punto ci sono io). Faccio per lanciargli il cappello rosso, a mò di freesbee, ma una hostess mi guarda male ed allora desisto. MMMMMMM!!!!
Poi qualcosa o qualcuno lo attira sul lato destro della L rovesciata. Che rabbia!
Punta da quella parte e firma qualche autografo e si fa fotografare dalle signore e signorine di quel lato. Poi fa per ritornare verso di noi, ma i tipi dello show business lo richiamano ai doveri e lui saluta con la mano, e salendo la passerella del veliero, si butta in pasto agli intervistatori famelici che ci sottraggono questo dono di Dio.
Ahi, che fitta al fegato! Troppo breve la visione. Rimane ancora per alcuni minuti sul veliero e lo intravedo che risponde alle domande di qualcuno, poi scompare dentro il cinema. NOOOO!!!
Ciao, magnifico esemplare di maschio: sei bello, non sei affatto grasso, ma chi lo dice, sei pure alto almeno 1 e 80, a me basta ed avanza. E comunque la sua testa svetta in mezzo alle persone che lo scortano.
Mi sento rinata,il mio corpo trema ancora. Ora la gente sfolla; io resisto una mezzora, poi mestamente m’incammino verso l’autobus, non voglio fare tardi vestita in quel modo, non si sa mai.
Adesso che l’ho visto dal “ vivo” sono più che mai decisa a rivederlo, a raggiungerlo quando presenzierà alle cerimonie delle premiazioni. Perché di sicuro avrà la nomination ai Golden Globe o agli Oscar; poi per la vittoria si vedrà.
Tirerò fuori la mia grinta, la voglia di vivere, la mia positività.
Comincio a mettere da parte i soldi per comprarmi un Armani o un Valentino, magari prét a portér, da indossare alla serata di gala e per alloggiare nei suoi stessi alberghi a Londra ed a Los Angeles. Nessuno mi ferma più adesso.
Sono salva, sono viva... la vita mi sorride! 

 

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