Russell Crowe notizie in lingua italiana

Russell Crowe

Russell Crowe notizie in lingua italiana

 

croweitalia: Le fans incontrano Russell Crowe

Originariamente postato sul forum 'Gerry's Ladies', ecco la cronaca di gio59 che ha assistito alla conferenza stampa per il lancio del film 'Rapimento e Riscatto' (Proof of Life) a Roma il 16 febbraio 2001. Il racconto e' pubblicato con l'autorizzazione dell'autrice.
Cronaca semi-seria di un incontro semi-clandestino

Roma, venerdi' 16 febbraio 2001

Troppo forte! C'ero! C'ero anch'io alla conferenza stampa a Roma, all'Hotel Eden, per il film "Proof of life". Io, che non c'entro nulla. Tramite amici ed un giornalista a me sconosciuto fino a due ore prima, ho fatto finta di essere una giornalista. L'angelo che mi ha introdotta mi ha presentata come una sua collega in trasferta, la direttrice di sala ha scrutato ansiosa la sua cartellina, poi deve essersi impietosita guardandomi e mi a sussurrato qualcosa che non ho capito assolutamente (avevo le sinapsi in corto circuito) ma seguendo il suo braccio ho capito che potevo sedermi dove volevo basta che non creassi problemi. Chi? IO?

La sala era stipata all'inverosimile, comprese telecamere e guardie modello armadio quattro stagioni.
Mi sono seduta buona e silenziosa accanto ad "esseri" muniti di penna e taccuino. Per darmi un contegno, anch'io ho rimescolato nella borsa alla ricerca di un pezzetto di carta ed un mozzicone di matita. Trovati! Se tiro fuori un paio di occhiali da lettura sembrero' piu' professionale? Dovro' pero' tenerli in mano altrimenti da lontano non vedro' un accidenti. Il problema e': avendo solo due mani, come tenere tre oggetti, di cui solo due dovrebbero andare a collidere?
E' vero che sono ambidestra, ma se si accorgessero che sto scrivendo sulle lenti degli occhiali... beh, lasciamo perdere.

La giornalista accanto a me guarda il mio mini notes arricciando il naso. Faccio finta di niente eppure mi sento come una bimba che ha rubato un barattolo di marmellata da uno scaffale ed e' uscita dal negozio reggendolo in equilibrio sulla testa, salutando amabilmente la cassiera.
Le mie gambe sono accavallate con doppio avvitamento. Mi guardo intorno imbarazzata: non guardatemi, non guardatemi, vi supplico. So che non mi avete mai visto e non faccio parte della vostra cerchia di professionisti del pettegolezzo. Ma neppure lo vorrei. Per favore ignoratemi!

Finalmente entri tu! Oh, adesso non guardano piu' me. Bene! La posizione e' ottima! Sono in terza fila, nell'ultima poltroncina contro la parete, sotto un lampadario a muro con gocce di vetro, alla tua destra. Mi ha presa una straordinaria calma abissale. Il mio muso, capelli corti, biondi, molto biondi (troppo, accidenti), si affaccia tra due giornaliste della fila avanti: una cicciottella (non ricordo se ha gli occhiali, del resto il naso ce l'ha davanti), l'altra e' una biondona in golfino rosa strizzatissimo, con trecce stile fraulein da bierstube.

Che faccia stanca hai! Il fuso orario? Bell'entrata parlando italiano. Non temere, il tuo accento e' ottimo, anche se gli asini che hai davanti ti guardano ebeti come tu fossi il gorilla albino dello zoo.
Quanta rassegnazione in quel tuo "scatenate l'inferno" detto in italiano (scommetto che nessuno ha riconosciuto una delle frasi del film "Il Gladiatore").
Poverino! Che rottura immane sentire sempre le stesse domande e dare sempre le stesse risposte. Ma sei un attore e il copione ce l'hai bene in testa, ormai.
Gli altri forse non se ne accorgono, ma ti sento ripetere frasi rubacchiate qua e la' da altre interviste, come quella su J.P., che definisci "chocolate prince".
Gia' detto, gia' detto... oddio non voglio addormentarmi. Ti prego, stupiscimi!
Gli altri ridacchiano, spesso fuori tempo e luogo. Che figura! Non tutti gli italiani sono cosi', solo i giornalisti. Come in tutti i paesi, credo.
Ecco la prima sigaretta! Oddio che voglia di fumare anch'io. E dai, guarda dalla mia parte! Ecco, ci sei. Se pensi che tolga lo sguardo per prima, ti sbagli di grosso. Ho vinto! E adesso sulla mia testa ci potrebbero cuocere anche un uovo!
Beh, del resto e' normale: non mi hai notata per niente. Che presuntuosa!

Oppure... oddio, non sarai per caso miope?! Basta, basta, voglio restare con questa illusione. E' troppo comico quando fai segno di rigirare le cassette dei registatori che hai davanti sul tavolo. Bravo, stai proprio recitando un copione. Comica la reazione della traduttrice alla tua sinistra quando la pungoli o la blocchi. Sei un bel malignetto! Eppure farei lo stesso. Sei capace di passare in un baleno dalla minaccia alla malizia, da un'espressione obliqua, insondabile ad un'assoluta vulnerabilita'.
Che str....ta quella storia di 007. Non e' nei tuoi geni interpretare un personaggio del genere. Ti vedrei in un rifacimento del "Grande Gatsby". Oppure per divertirti potresti essere un interessante Indiana Jones.

Torniamo alla tua tortura: quanta dignita' nel tuo differenziarti dagli americani, nel tuo rivendicare uno spessore culturale di vecchia scuola europea.
Quando hai detto che volevi imparare l'italiano avrei voluto alzarmi in piedi ed urlare:"se vuoi te ne posso dare io delle lezioni". Ma le mie gambe erano sempre in doppio avvitamento, come i miei neuroni, del resto.
Avrei voluto farti delle domande,ma... non era quella la situazione adatta.
E poi avevi quello sguardo da animale braccato, piu' che da sparviero.
Conosco ogni sfumatura di quel disagio che porti dentro, perche' ci sono passata anch'io. Ho visto trasparire dai tuoi occhi un sottile dolore, una lacerazione che puo' portare ad un po' di autodistruzione. Quasi un leggero masochismo compiaciuto ed autoindulgente. Porta pazienza, passera'. Ma non nasconderti mai dietro farsi alibi. Ognuno di noi puo' essere qualunque cosa, con un po' di coraggio nell'accettare le proprie debolezze. Il donarsi, l'essere sensibile o vulnerabile, non e' mai una partita persa. Coraggio!

Alla fine della conferenza sono scappata via dalla porta opposta da dove sei fuggito tu. Mi sono seduta in una poltrona della hall e mi sono fumata, finalmente, la mia sigaretta, pensando che, oramai anche tu ti sei ridotto a frequentare soltanto le persone che stanno su di una lista, le uniche per le quali sei disponibile. Eppure mi piacerebbe parlare un po' con te: ti tratterei come una persona normale. Se solo tu ti potessi fidare ed avessi del tempo. La mia sensibile comprensione non ti deluderebbe.

gio59

 

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