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Russell
Crowe - Le Immagini
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| Russell Crowe a
Roma per la presentazione del film 'A
Good Year' (Un'Ottima Annata), 10 ottobre 2006
Russell Crowe during the photocall of "Un'Ottima
Annata" (A Good Year) directed by Ridley Scott, 10 October
2006 in Rome
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| le foto di queste pagine sono state
in Internet e su alcuni
forum, tra cui (the fotos are collected from the Internet and may also be
taken from the following websites): Murphsplace,
Russellcroweheaven,
il Perch,
Mostly Russ,
The
Sum of Russ, Russellcrowefan,
CroweCrossing
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a zonzo per Roma
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- da Il
Messaggero: Il gladiatore torna a “casa” con
tutta la famiglia Lunedì 9 Ottobre 2006
Russel Crowe nella capitale con moglie, figli e
bambinaie
di MASSIMILIANO LAZZARI
«Roma, casa mia». Stavolta non è la solita battuta del
divo di Hollywood per fare facile promozione a se stesso,
ma davvero Russel Crowe si è trasferito a Roma. Almeno
per una settimana. Il motivo è il tour promozionale del
suo ultimo film "Good year", che la Medusa farà
uscire in Italia a Natale con il titolo "Un amore per
caso". Da Roma ogni giorno volerà per l'Europa: oggi
per Parigi, poi per Londra, infine per Monaco. Il
"gladiatore" è arrivato nella capitale l'altra
sera, con un volo privato da Hollywood, che ha fatto scalo
a Londra. Con lui ci sono la moglie Danielle , il figlio
Charlie , di due anni mezzo (i lineamenti del viso sono la
copia esatta del papà) ed il piccolissimo Tennyson, di
appena sei mesi, arrivato, naturalmente, in culla. Al
seguito della star e della sua famiglia c'è un nutrito
gruppo di persone: la tata Christine che si occupa di
Charlie e l'altra tata Joceline , che invece accudisce
Tennyson, poi c'è il giovanissimo e spiritosissimo Keith
Roger , un ragazzo che nessuno direbbe sia il segretario
particolare di Crowe e due personal body guard che
affiancano i "driver" italiani. E qui, a Roma,
Russel Crowe si sente di casa (ricordate le corsette a
Villa Borghese scortato dalle body guard?). L’altra sera
ha preferito restare nella suite dell'hotel St.Regis, suo
quartier generale, ma per cena ha sorperso tutti (pensate
allo chef dell’hotel) chiedendo una pizza di "Baffetto",
la pizzeria di via del Governo Vecchio che conosce dai
precedenti viaggi in Italia. Ieri è rimasto fino alle 18
in albergo e poi a sorpresa è uscito per fare una
passeggiata di shopping in Centro con la moglie ed il
figlio più piccolo.
Tra le richieste particolari fatte alla Medusa c'è quella
di una postazione internet ed un potente computer per
poter lavorare dall'albergo.
Ieri sera, dopo lo shopping, Russel Crowe è tornato in un
altro locale a lui caro, vicino al Pantheon, per una cena
a base di pesce. Nel tardo pomeriggio di oggi, dopo la
giornata di lavoro a Londra, sarà ancora a Roma. Domani,
invece, terrà la conferenza stampa romana e la sera,
niente anteprima, ma una cena in suo onore data
dall'amministratore delegato di Medusa Giampaolo Letta.
(Grazie Acchiappavip!)
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- sul sito Acchiappavip
potrete trovare un resoconto
di Irene che il 09/10/2006 ha potuto vedere Russell a Roma. Lo
trovate qui.
Grazie Irene!
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- da repubblica.it:
(10 ottobre 2006)
Il divo a Roma parla di "Un amore per caso", diretto da Ridley Scott
in cui incarna un perfetto eroe romantico. Tra i vigneti della Provenza
Gentiluomo nella vita (e al cinema)
La doppia svolta di Russell Crowe
L'attore: "Prima sfidavo i limiti, ora grazie alla famiglia ho imparato la pazienza"
E sul Gladiatore 2: "Il personaggio è morto? A Hollywood non è un problema..."
di CLAUDIA MORGOGLIONE
ROMA - E' il Dottor Jeckyll e Mister Hyde di Hollywood, Russell
Crowe. Nella vita, inanzitutto: da qualche tempo riga dritto, con la moglie e i due figli piccoli, ma ha alle spalle una lunga serie di intemperanze. Dalla breve love-story con Meg
Ryan, che portò alla rottura dei matrimonio di lei con Dennis Quaid, al celebre episodio del telefono gettato in faccia a un cameriere d'hotel, che gli è costato un maxi-risarcimento. Una sorta di schizofrenia che adesso il divo neozelandese "esporta" anche nella carriera. E così lui, il Gladiatore dei nostri sogni, il matematico matto di A beautiful
mind, il pugile ostinato di Cinderella Man, si trasforma, per la prima volta, in perfetto eroe romantico.
Merito dell'amico di sempre Ridley Scott, che l'ha diretto in Un amore per caso: commedia di buoni sentimenti che la Medusa distribuirà nelle nostre sale a partire dal 15 dicembre, pensando ovviamente al grande pubblico natalizio. Un ruolo inedito, dunque, per l'attore, che tiene a sottolineare la sua svolta da bravo ragazzo maturo, lontano dal cliché "divismo e sregolatezza" che gli è stato spesso attribuito: "Negli ultimi anni ho vissuto molti cambiamenti - ricorda - mi sono sposato, ho avuto due bambini. Sono mutato anche sul lavoro: prima ero troppo determinato, volevo sfidare qualsiasi limite. Ora ho imparato la pazienza, la tranquillità, il saper aspettare. Anche perché la famiglia è la mia priorità".
E uno dei risultati di questa svolta, vera o presunta che sia, è, appunto, la partecipazione di Crowe ad Amore per caso. Pellicola che, con una buona dose di anticipo rispetto alla data di uscita, Russell presenta oggi qui a Roma. Jeans, polo blu, capelli lunghi, aspetto più giovanile dei suoi 42 anni, l'attore è in una delle sue giornate "buone". Quelle, per intenderci, in cui è allegro (non sempre accade, va detto) e disponibile verso i cronisti.
E stavolta il divo sfoggia anche un discreto senso dell'umorismo. Come quando parla del fantomatico sequel del Gladiatore (sempre con la regia di
Scott): evento complicato dal fatto che, come molti spettatori ricordano, nel primo film l'eroe, Massimo, passa a miglior vita. "Certo, indubbiamente lui muore - ammette, sorridendo - ma allora potremmo pensare a una qualche forma di reincarnazione... non è un problema irrisolvibile, dopo tutto siamo a Hollywood!". Poi però il discorso diventa leggermente più serio: "Se ci fossero le risorse, lo sceneggiatore giusto, possiamo dire che lo potremmo realizzare, sì un giorno, ma nell'aldilà. Il problema è che l'eventualità di un Gladiatore atto secondo viene fuori solo nelle conferenza stampa, io e Ridley non ci pensiamo mai".
Insomma, solo una chiacchiera giornalistica. Anche se il discorso viene fuori troppo spesso, perché la premiata-ditta Crowe-Scott non ci stia davvero, in qualche modo, pensando. In attesa di vedere gli sviluppi della situazione, il pubblico può consolarsi con una pellicola che è agli antipodi del Gladiatore. Perché non è epica, ma romantica; non è ambientata in una (improbabile) Roma antica, ma è tutta contemporanea.
E infatti il protagonista di Amore per caso, Max Skinner, è un classico uomo di inizio Millennio: vive a Londra, in una società di broker, e fa soldi a palate giocando - in maniera molto disinvolta, ai limiti della legalità - in Borsa. Ma la morte di un vecchio zio
(Albert Finney), da cui lui trascorreva le estati da bambino, cambia la sua vita: eredita infatti la tenuta vinicola della Provenza in cui il suo anziano parente viveva da sempre. L'impatto col luogo è spigoloso; poi però, anche grazie a una bella cameriera del posto (l'attrice francese Marion
Cotillard), il nostro eroe capisce che la sua vita di prima era vuota...
In definitiva, una commedia buonista, brillante, che parla di passione, di rapporti tra le persone. E, naturalmente, di vino. Bevanda di cui Crowe (autore in passato di alcune intemperanze dall'origine probabilmente alcolica) parla col massimo amore possibile - e con un bel po' di
autoirnonia: "Il mio rapporto col vino? Bè, prima, durante e dopo il film, è rimasto sempre lo stesso: caloroso, intimo e di grande accoglienza. Ma, a costo di sembrare terra terra, confesso che ai prodotti francesi, italiani o californiani preferisco quelli della mia Nuova Zelanda".
Al di là del campanilismo, però, l'attore non ha mai nascosto il suo debole per l'Italia. E per Roma in particolare. Tanto da fare un pubblico elogio perfino alla prima edizione della Festa del cinema, che apre i battenti proprio qui, nella capitale, venerdì 13 ottobre: "Era giusto che questa città avesse un festival internazionale - spiega - e, viste anche le premesse, sono sicuro che sarà un grande successo". Per Walter
Veltroni, dunque, pubblicità positiva, e gratuita, perfino da un divo del calibro di
Crowe: a tre giorni dall'inizio della kermesse, un bottino mica male...
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- da kataweb.it:
Crowe aspettando il Gladiatore 2 è un vignaiolo innamorato
10-10-2006
Russell Crowe dall'arena del Colosseo alla terra dei vigneti di Provenza. Il gladiatore innamorato. Russell Crowe torna a Roma a sei anni dal travolgente successo e dai 5 Oscar che il soldato romano Massimo si è accaparrato.
Russell Crowe è nella città del Colosseo per promuovere una commedia d'amore, A good
year, una buona annata, che però in Italia arriva a Natale con un titolo da romanzetto rosa, 'Un amore per
caso'. E' cambiato molto per Russell Crowe dai tempi in cui stringeva fra le mani la terra dell'arena. Oggi a 42 anni, due figli piccoli e una moglie, ha cambiato stile di vita: al posto della sabbia del Colosseo in mano ha zolle di una vigna in Provenza.
Nel film, ancora una volta firmato dal regista Ridley
Scott, un broker inglese, squalo della finanza, eredita una tenuta nella campagna francese. Il suo zio
Henry, un appassionato di vino e belle donne è morto all'improvviso lasciandolo erede universale.
Lui che ha un solo imperativo - fare soldi, soldi e soldi - va in provenza per sbrigare in fretta e furia la burocrazia e vendere la tenuta ma là accade il miracolo: l'uomo cinico e arrivista si innamora, delle viti cariche di grappoli, di un vino misterioso e buonissimo che si chiama le coin perdue e di una bellissima francese proprietaria di un bistrot.
''Il mio rapporto con il vino, prima dopo e durante le riprese del film continua ad essere caloroso, avvolgente e di grande accoglienza!''.
Russell Crowe ha la fama di essere uno difficile, spacca le cornette del telefono in testa ai portieri d'albergo e litiga con la tata dei suoi bambini, però quando arriva in conferenza stampa sfodera il sorriso migliore, diventa
affabilissimo, firma autografi a raffica e declama pure un discorsetto preparato in italiano. Ma anche Russell Crowe ha avuto uno zio
Henry, che gli ha dato istruzioni d'uso per la vita. ''Anche nella mia vita c'è uno zio
Henry, che in realtà si chiamava zio David. Molti dei miei abiti nel film, il pigiama o la giacca da cricket, sono un omaggio a lui. E' stato l'unico della mia famiglia a recitare, nel 1969 aveva partecipato ad una versione amatoriale di 'Zio Vanja' in un teatro di un sobborgo di Auckland, Nuova Zelanda. E con il passare degli anni i ricordi delle recensioni dei critici di quel suo spettacolo, continuavano a migliorare. Quando ho iniziato a lavorare in teatro, la filosofia prevalente nella scuola inglese di recitazione era di non dare il 100% come attore, altrimenti perché il pubblico dovrebbe pagare un altro biglietto per tornare a vederti? Io ho chiesto a mio zio cosa ne pensava e lui mi ha detto: non dar loro retta perché evidentemente sono loro a non essere in grado di dare il 100%. Un attore deve sempre dare il massimo, è un dono per il pubblico ed è quello che deve
fare''.
E il Gladiatore 2? Arriverà. Prima o poi e forse in forma di fantasma... un gladiatore che ha qualcosa in comune con il nostro vignaiolo. ''Max cammina nelle vigne, si china, raccoglie un po' di terra, la sbriciola tra le mani e la odora come faceva Massimo prima di iniziare il combattimento, ma purtroppo per lui avevano appena spruzzato il verderame. L'abbiamo fatto apposta, giusto un piccolo elemento per dimostrare che siamo contenti di tornare a lavorare insieme... a noi piace fare film che si leggono a più livelli anche se sono solo delle
commediole".
Ridley Scott e Russell Crowe però quando si incontrano - magari davanti a un bicchiere di buon vino rosso - non parlano certo del gladiatore. "Quanto al Gladiatore 2... certo sono morto nel primo film ma devo dire che non è un problema insormontabile. Siamo a Hollywood dopotutto. Quindi se troveremo risorse e sceneggiatura risolveremo il problema senza fare un
prequel. Però è un argomento che viene fuori solo nelle interviste e nelle conferenze stampa. Ricordatevi che è solo perché voi lo chiedete che l'argomento ritorna però se troveremo le risorse e verrrà il momento giusto sarà una bellissima esperienza... la vita di Massimo nell'aldilà".
Chiara Ugolini
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- da mymovies.it:
Russell Crowe a Roma per presentare il suo nuovo film [11/10/2006]
Un amore per caso uscirà il 15 dicembre
Tirza Bonifazi Tognazzi
Tutti pazzi per Russell Crowe. A Roma ieri c'era grande attesa per l'arrivo del "Gladiatore", in visita nella capitale per presentare il suo ultimo film, Un amore per caso, che arriverà nelle sale italiane il prossimo 15 dicembre. "Dopo il successo de Il Gladiatore" ha iniziato l'attore leggendo delle note che si era segnato in italiano, "la gente ha molte aspettative su questa pellicola. Ma questo lavoro è molto diverso, e questo ci rende tutti felici. Io e Ridley Scott siamo molto amici, abbiamo lo stesso senso dell'estetica e ridiamo delle stesse cose. Dopo aver lavorato insieme a quel film ci eravamo ripromessi di farlo molto più spesso. Abbiamo esaminato diversi progetti in questi anni, ma alla fine ho visto che Un amore per caso era quello che lo appassionava di più, e così ho deciso di prendere parte di quello che all'inizio chiamavamo il progetto del vino".
"È una commedia romantica, sì" continua Crowe, "ma è soprattutto un film che pone delle domande. La vita è un grande punto esclamativo che riguarda tutti, non ha importanza di quanti soldi tu abbia in banca. Per Max (il protagonista, interpretato da
Crowe, NdR) i soldi non vogliono dire niente in fondo. È un uomo egoista, avido, isolato, concentrato su se stesso, ha raggiunto l'apice del successo ma non prova gioia. Così fa un viaggio interiore e scopre delle cose che aveva messo da parte". A proposito della sceneggiatura, alla quale ha dato un contributo, l'attore racconta: "quando abbiamo iniziato le riprese avevamo 45 pagine già pronte, per Il Gladiatore solo 21; Ridley mi ha detto che non potevo lamentarmi, che stavamo migliorando. Lui sa che se mi dice di buttarmi giù da una scogliera, io lo faccio, e credo gli piaccia avere questo potere su di me. Ma è anche uno che dà grandi soddisfazioni; alla conferenza stampa al festival di Toronto, quando un giornalista gli ha chiesto se avevo collaborato alla scrittura, lui ha risposto: yes please (sì, grazie,
NdR)".
In Un amore per caso Russell Crowe interpreta un personaggio diverso dal solito, un uomo in carriera, potente, che però tutto d'un tratto si ritrova in situazioni buffe, piene di comicità, come quando cade a faccia in giù in una piscina vuota piena di cacca di vacca. "La risata dipende dal ritmo, tutta la vita dipende dal ritmo" spiega. "La tempistica è necessaria sia per infliggere un colpo mortale che per far ridere, c'è lo stesso tipo di sofferenza nel cadere in una piscina piena di cacca, che nel cavalcare una tigre". In Un amore per caso Ridley Scott si è divertito a utilizzare diverse citazioni - "per aggiungere un significato più profondo anche in una sciocca commedia", sottolinea Crowe - tra cui una che riguarda Il Gladiatore. "Quando Max cammina nel vigneto, si piega e raccoglie la terra sbriciolandola fra le mani, proprio come avrebbe fatto Massimo" rivela l'attore. "Solo che per sua sfortuna, quando l'annusa si accorge che hanno appena spruzzato il fertilizzante!".
Non poteva mancare una domanda sul sequel del film vincitore dell'Oscar, che tanto ha fatto sospirare le fanciulle di tutto il mondo. "Volete veramente che vi parli di Il Gladiatore 2?" chiede ai giornalisti presenti in sala, che non esitano a rispondere in coro e ad alta voce
'sì'. "Io sono morto, tuttavia non è un problema insormontabile, in fin dei conti siamo a Hollywood! Se qualcuno ci desse le risorse per farlo ci potrebbe essere una vita nell'aldilà". Nel frattempo però Crowe e Scott stanno lavorando a un altro progetto, American Gangster, basato sulla storia vera di uno spacciatore di eroina, interpretato da Denzel Washington, che tra il '69 e il '74 si trasferisce nel Sud Est Asiatico per trafficare con la droga, nascondendola nelle bare dei soldati americani caduti in Vietnam. "Io ho appena finito di girare la mia parte, mentre Denzel ha appena iniziato perché Ridley ci teneva che girassimo in tempi diversi, per creare una profonda divergenza fra i due mondi ai quali apparteniamo. Tanti anni fa, nel 1995, io e Denzel abbiamo recitato insieme in
Virtuality, in quel film lui era un poliziotto che mi inseguiva, stavolta i nostri ruoli si sono scambiati".
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- da zabriskiepoint.net:
RUSSELL “FAMILY” CROWE 11/10/2006
di Anna Maria Pasetti
L'attore a Roma ha presentato alla stampa Un amore per caso, la commedia di Ridley Scott che vedremo in Italia dal 15 dicembre
Il Gladiatore è in gran forma. Forse al meglio, in anima e corpo, e la stampa, oggi convenuta a Roma ad incontrarlo per la presentazione di Un amore per caso (A Good
Year) di Ridley Scott, lo ha notato e apprezzato. Famoso per il suo carattere scontroso e l'insofferenza a domande "poco piacevoli", Russell Crowe è apparso un uomo nuovo, e il merito, a quanto sembra, è della famiglia che il 42enne attore nato in Nuova Zelanda ma di origini australiane si è formato con la moglie Danielle e i due bimbi Charlie e Tenyson Spencer, nato lo scorso luglio.
«Si tratta di priorità e per me, ora, le esigenze di mia moglie e dei miei figli occupano almeno i primi 10-15 posti nella scala dei valori». E sembra sincero Mr.
Crowe, tanto che nel viaggio romano (ed europeo a seguire) si è portato coniuge e prole a seguito. Il film in questione è l'ultimo lavoro dell'amico e regista d'elezione Ridley
Scott, che Medusa distribuirà nelle sale italiane dal 15 dicembre come un romantico dono natalizio: Un amore per caso è infatti una commedia, ben condita di buoni sentimenti e sense of humour, che il combattente Scott ha voluto imbastire con la complicità di Crowe a smentita della sua passione per le guerre e i combattimenti:
«Ridley voleva fortemente questa commedia, la chiamava il suo "wine project" (il progetto del vino)», racconta Russell sorridente. «Ma secondo me va ben oltre la commedia romantica che trasforma il cinico broker londinese in un appassionato e passionale viticoltore in Provenza, complice l'amore per una bella francesina. L'operazione è di mostrare un uomo che fa delle scelte prendendosi i suoi rischi, una volta aver compreso dove sta il vero bene. Decide dunque di ereditare a pieno titolo e col cuore aperto quanto gli ha lasciato zio
Henry, ovvero l'unico uomo che gli abbia mai voluto bene in vita sua, ricambiato».
C'è dell'autobiografico, spiega l'ex Cinderella Man (anche questo tanto dedito alla famiglia..), perché «mai come in questo momento mi sento di vestire i panni di Max Skinner (il personaggio che interpreta in Un amore per caso,
ndr); ho lavorato in perfetta armonia con Ridley già dalla prima lettura dello script di Marc
Klein, un Britishman trasferito in Francia, guarda caso».
Ma in questo film si degusta anche del buon vino: «Il mio rapporto con il vino, a prescindere da questo film, è da sempre straordinario, lo adoro», confessa
Crowe, che approfitta di una platea di non addetti ai lavori per promuovere il vino neozelandese e australiano. Quanto ai nuovi progetti, oltre al tormentone dei giornalisti avidi di scoop sul Gladiatore 2 («Lo faremo resuscitare Ridley ed io, ma ancora bisogna capire come, pensare, scrivere e non c'è tempo né soldi da investire al momento»), Russell Crowe parla del terzo film con
Scott, American Gangster: «Ho appena terminato di girare la mia parte, ora Ridley sta riprendendo il co-protagonista Denzel Washington: Scott voleva una totale separazione tra il mio mondo e quello di
Denzel. Io interpreto un poliziotto e Washington il criminale Frank Lewis, invertendo quanto accadde precedentemente nel 1995 con
Virtuality: invano cercherò di convincere i miei superiori dello stratagemma escogitato da Lewis per importare eroina dall'Estremo Oriente».
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- da iltempo.it:
«Ma quale star! Penso solo alla famiglia» 08/10/2006
È arrivato con moglie e figli: «Appartengo a loro e non al pubblico»
Russell Crowe a Roma per presentare il suo nuovo film «Un amore per caso»
di DINA D’ISA
DOPO la fortunata esperienza de «Il Gladiatore», vincitore nel 2001 di 5 premi Oscar, tra cui quello di miglior film e miglior attore per Russell
Crowe, la star australiana e il regista hollywoodiano tornano insieme sul set per l'ultima fatica di Ridley
Scott, «A Good Year», film tratto dall'omonimo romanzo di Peter Mayle. Crowe (42 anni) veste i panni di un broker londinese che, nel trasferirsi in Provenza dopo aver ereditato un vigneto, deve vedersela con una donna californiana che sostiene di essere la proprietaria del posto. Il nuovo film che ha riunito la coppia è una tranquilla commedia, quasi pastorale ambientata tra i vigneti della Provenza. Il film che uscirà in Usa il 10 novembre, è stato presentato al festival di Toronto e la versione italiana, distribuita da Medusa, s'intitolerà «Un amore per caso».
Girato la scorsa estate in Francia, la pellicola vanta un cast superbo. A cominciare da Albert Finney nei panni del vecchio zio Henry che cerca di insegnare i segreti della vita e l'amore per il vino al nipotino Max, diventato da grande uno «squalo» della finanza
(Crowe) che produce e macina miliardi alla Borsa di Londra. Quando Henry muore, Max torna nella vecchia villa di campagna dove, orfano dei genitori, aveva trascorso l'infanzia con lo zio: Max torna con l'unica intenzione di vendere la proprietà. Ma per caso incontra una bella francese (Marion
Cotillard), proprietaria del piccolo ristorante locale e così, tra una passeggiata rurale, un buon bicchiere e un castello provenzale, i ricordi d'infanzia e il gusto di un vino di buona annata riaffiorano per stravolgere il modus vivendi dell'ambizioso Max.
Intanto, per presentare il film in Europa, Crowe è giunto ieri pomeriggio a Roma, dove presenterà la pellicola martedì e dove ha organizzato la sua base familiare: anche se dovrà promuovere «A good
year» nelle varie capitali europee, la sera il bel «gladiatore» tornerà sempre nella capitale, dove lo attende la sua famiglia. Crowe è infatti sbarcato ieri pomeriggio
all'areoporto di Ciampino con la moglie, la cantante australiana Danielle Spencer, sua antica fiamma, dalla quale ha avuto due bambini,
Charlie, 2 anni e il piccolo Tennyson, di appena sei mesi. Ora sono tutti a Roma, inseguiti dai paparazzi e alloggiati nella panoramica suite royal del Grand Hotel
St. Regis, insieme con due tate. A proteggere la celebre famiglia, non mancano le guardie del corpo e il fidatissimo assistente di
Crowe, Keith Rodger.
«C'è di sicuro qualcosa di Max in me - ha dichiarato Crowe - "A good
year" rappresenta la gioia di vivere, mentre "A beautiful mind" o
"Cinderella Man" rievocavano l'istinto di sopravvivenza e nel "Gladiatore" trionfava la morte. È giunto per me il momento di interpretare ruoli felici. E poi volevo andare in Provenza, portare con me mia moglie, sapevo che le sarebbe piaciuta quella magica regione della Francia. Ho accettato di buon grado la proposta di
Ridley, con il quale ora sto preparando un film sulla malavita, "American Gangster". Adesso, sono felice di essere a Roma, è una città che amo e ogni tanto per scherzo dico a
Ridley: "Perché non realizziamo Il Gladiatore 2?. E lui ci ride su. Ma adesso voglio stare qui con i miei figli. La paternità cambia tutto, avere figli è una meravigliosa realtà. Quando sono lontano da loro per lavoro, mi mancano terribilmente. È il più bel periodo della mia vita. La vita di famiglia mi ha preso molto e ho messo da parte alcuni impegni di lavoro, ma questa scelta mi fa bene anche come attore, mi fa selezionare meticolosamente le sceneggiature. In "A good
year" c'è un detto provenzale: il castello non ti appartiene, sei tu che appartieni al castello. E così adesso penso che io appartengo alla mia famiglia, non più al pubblico. È una sensazione fantastica e dolcissima».
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Russell Crowe, la moglie Danielle Spencer e il loro figlio Charlie
all'aeroporto di Ciampino mentre lasciano l'Italia dopo aver presentato il
film 'Un Amore per Caso' (A Good Year),
12 ottobre 2006
Russell Crowe, his wife Danielle Spencer, and their two-year-old son Charlie at Ciampino's airport, near Rome, on Thursday 12 October 2006. Crowe is
leaving Italy after presenting his film 'A Good Year' by Ridley Scott
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