Russell Crowe: Le Immagini

 

Russell Crowe alla prima del film 'Master and Commander: The Far Side of the World', Roma, 19 novembre 2003

 

Russell Crowe al suo arrivo a (o alla partenza da?) Roma
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Le foto dalla conferenza stampa
- da IlNuovo.it: Russell Crowe, eroe degli oceani

L'attore presenta a Roma il suo nuovo film, un kolossal marinaresco da 150 milioni di dollari ambientato nell’800 durante le guerre napoleoniche. Sarà sui nostri schermi il 19 dicembre. 
di Betty Giuliani 

ROMA – “Il giudice Borsellino somiglia al mio capitano: ha combattuto per il bene dell’intero paese, allargando il suo cuore a tutto il mondo”. Russell Crowe ha conosciuto leggendo un libro la storia del giudice italiano ucciso dalla mafia e ne è rimasto talmente colpito che ha visto in lui uno degli ultimi uomini di grosso spessore morale di cui oggi si è perso lo stampo. Come l’indomito comandante Jack Aubrei che interpreta nel film Master & Commander: Sfida ai confini del mare di Peter Weir. 

Un kolossal marinaresco da 150 milioni di dollari, ambientato nell’800 durante le guerre napoleoniche, che approderà sui nostri schermi il 19 dicembre. L’attore australiano è venuto a presentarlo a Roma con vistoso anticipo, dall’ Inghilterra, dove la moglie Danielle, che a gennaio gli darà il primo figlio, è rimasta al capezzale del nonno gravemente malato. 

Dopo aver rifiutato decine di copioni (forse deluso dalla sconfitta agli Oscar di Beautiful Mind) Crowe si è appassionato a questo dettagliato e turbolento diario di mare, in cui l’indomito capitano Lucky Jack combatte all’ultimo sangue al fianco della sua ciurma per difendere il vascello della reale marina britannica Surprise (28 cannoni e 197 membri d’equipaggio) dalla nave pirata nemica francese Acheron, tra tempeste spettacolari. Confortato dall’amicizia profonda col medico di bordo (l’attore Paul Bettany, già al suo fianco in A beautiful mind) insieme al quale, tra un cannoneggiamento e l’altro, si rilassa suonando il violino.

Tratto da uno dei romanzi di Patrick O’Brian, il film si snoda in un avventuroso viaggio dalle coste del Brasile alle tempestose acque di Capo Horn, che porterà anche alla scoperta di isole e fauna allora sconosciute. Il geniale lupo di mare, combattuto tra il dovere e l’amicizia, guiderà l’impresa ricorrendo all’astuzia, senza mai tradire i sentimenti.

Crowe, cosa le è piaciuto del personaggio? 

Ammiro lo spirito con cui comunica con l’equipaggio, un vero lupo di mare che non si è mai risparmiato, con le mani callose e un cuore che ama anche la musica. E’ un tipo d’uomo che non esiste più, si è perso lo stampo. 

Pensa davvero che tipi di così alto rigore morale e coraggio non esistono più? 

Il giudice Borsellino era una figura emblematica. Ha affrontato una situazione tanto difficile da costargli la vita andando al di là di se, lavorando per un bene che abbracciava tutto il paese. Questo lo accomuna al capitano del film che si prende cura del bene psicologico e fisico del suo equipaggio. Borsellino ha fatto lo stesso, allargando il suo cuore a tutta la nazione. 

Le si sente un comandate nella vita? Lo sarà con suo figlio?

Non sono nessuno dei miei personaggi e un po’ lo sono di tutti. Aspetto con grande ansia la nascita di mio figlio, farò tutto per farlo felice. Ma non l’ho ancora conosciuto, non so cosa vorrà. Una cosa è certa: sono suo padre, che gli piaccia o no.

Tra il dovere e l’amicizia cosa sceglierebbe?

Sicuramente l’amicizia.

Come si è preparato alla parte?

Cercando di capire a fondo la storia di quel periodo, cosa stesse avvenendo sul teatro di guerra, imparando la terminologia usata sui vascelli che solcavano gli oceani. 

Le scene più difficili da girare?

La cosa più difficile è stata imparare a suonare il violino, non puoi ricorrere agli stuntmen come quando devi saltare da un elicottero.

Tutto bene con il regista?

E’ stato un rapporto meraviglioso, è un artista di grande sensibilità che ha ispirato tutti sul set. Aveva anche la delicatezza di farci sentire musica tra una ripresa e l’altra.

La critica americana la osanna per questa interpretazione. Si sente già in odore di Oscar?

E’ sempre molto gratificante che reputino una tua interpretazione meritevole della statuetta, io però non faccio speculazioni sulle mie reali possibilità. Dico solo che Weir ha fatto un film straordinario che unisce le vecchie alle più sofisticate tecnologie d’avanguardia. 

Come mai la nave pirata che nel romanzo è americana, nel film diventa francese?

E’ stato girato tutto molto prima dei recenti contrasti politici tra i due paesi. Il regista voleva porre l’accento sul periodo delle guerre napoleoniche, e poi è australiano come me, il nostro rapporto coi francesi è diverso dagli americani.

Il film non legittima dunque l’operato degli Stati uniti verso il mondo intero?

Questa domanda non mi fa piacere: il film non vuole avere alcun legame con nessun tipo di politica, soprattutto con quella attuale americana.

Il finale è aperto. Ci sarà dunque una seconda puntata?

Se avrà gran successo certamente ci sarà un seguito, e io accetterei con gran gioia la parte. 

Rifarebbe il Gladiatore?

Purtroppo è morto, ma se mi dite che l’hanno visto in milioni in tv lo potremmo far resuscitare. Magari nella Pizzeria di Massimo, al Colosseo.

Progetti immediati? 

Sarò un pugile durante la grande depressione americana nel film Cinderella man che girerò nei prossimi tre mesi diretto da Ron Howard.

Non le mancano un po’ i ruoli da cattivo?

Non ho ancora trovato una sceneggiatura che mi appassioni nuovamente a un ruolo da cattivo, non ho mezze misure, se devo farlo deve essere perfido fino in fondo. Mi hanno offerto di fare il green goblin in Spiderman, ma ho rifiutato perché no sono più un goblin.

Se non avesse avuto tanto successo avrebbe fatto comunque l’attore?

Senza dubbio, sarei ancora un attore, è la mia grande passione, la porterei avanti a qualunque costo. Ma sono fortunato a vivere in un epoca che mi permette anche di guadagnare pure parecchio. 

E pensa anche alla regia…

Ho in progetto dal ’98 di debuttare come regista con The long green shore. Sto tentando di ridurre la sceneggiatura mantenendole però lo stesso spessore e vivacità del racconto, poi sarò pronto a cominciare.

Anche nella vita è abituato a non perdere mai?

La vita è un misto di cose positive e negative. Io sono molto determinato, è un lato positivo del mio carattere, ma non sempre mi ha fatto ottenere tutto ciò che speravo. 

(19 NOVEMBRE 2003, ORE: 20.30)
Il cinema Warner Village Moderno allestito per la prima di 'Master and Commander'
Russell al suo arrivo al Warner Village Moderno

 

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