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The
Da Vinci Code
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-16/11/2004 - Ron Howard ha deciso chi dovra' essere l'interprete
principale nel film basato su 'Il Codice Da Vinci', e
purtroppo ha deciso per Tom
Hanks. Niente da fare per Russell
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- 28/07/2004 - ecco una traduzione di grace di un articolo
intitolato La soluzione del Codice da Vinci
a riguardo del romanzo che forse vedra' Russell interprete
della trasposizione cinematografica. Lo
puoi leggere qui. Grazie grace e buona lettura! Avviso
quelli che non hanno ancora letto il romanzo e che non si
vogliono rovinare la sorpresa che l'articolo in pratica
rivela la trama e la soluzione del romanzo, quindi
attenzione e valutate se leggerlo o meno.
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- da it.movies.yahoo:
Cinema: Howard e Crowe Ancora Insieme Per 'The Da Vinci Code'
12 Gennaio 2004
Los Angeles, (Adnkronos/Cinematografo.it) - Prosegue il sodalizio tra
Russell Crowe e Ron Howard. Dopo ''A Beautiful Mind'' e ''Cinderella
Man'', i due potrebbero tornare a lavorare ancora insieme in ''The Da Vinci
Code'', thriller ispirato all'omonimo bestseller di Dan
Brown, le cui riprese
inizieranno nel 2005. Ad affiancare il divo potrebbe esserci anche Kate
Beckinsale, ma le trattative con entrambi gli attori sono ancora in atto e
nessuna conferma certa e' arrivata dal regista o dai produttori del
film.(Spe/Cnz/Adnkronos)
(Grazie Maddalena!)
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- da www.cinematografo.it:
Crowe fa tris 13/01/2004 -
Prosegue il sodalizio tra l'attore e Ron Howard: insieme la
terza volta in The Da Vinci Code
Prosegue il sodalizio tra Russell Crowe e Ron Howard. Dopo A Beautiful Mind
e Cinderella Man, i due potrebbero tornare a lavorare ancora insieme in The
Da Vinci Code, thriller ispirato all'omonimo bestseller di Dan Brown, le cui
riprese inizieranno nel 2005. Ad affiancare il divo potrebbe esserci anche
Kate Beckinsale, ma le trattative con entrambi gli attori sono ancora in
atto e nessuna conferma certa è arrivata dal regista o dai produttori del
film. Adattato per lo schermo da Akiva Goldsman (sceneggiatore sia di A
Beautiful Mind che Cinderella Man), il libro prende le mosse dalla
misteriosa uccisione del curatore del Louvre a Parigi. Dell'omicidio viene
accusato Robert Langdon, stimato professore di Harvard ed esperto di
simbologia religiosa, che aiutato dalla nipote della vittima, troverà il
modo di dimostrare la propria innocenza grazie alla scoperta di alcuni
messaggi cifrati nei dipinti di Leonardo Da Vinci. A partire dall'inizio di
marzo Howard e Crowe saranno impegnati a Toronto con le riprese di
Cinderella Man, ispirato alla vera storia del pugile Jim Braddock, ma prima
ancora Howard sarà a Berlino dove presenterà in anteprima europea al
festival The Missing. (Grazie Maddalena!)
- sempre la notizia del suddetto film qui.
Grazie Maddalena!
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- da MTVnews:
Crowe e i misteri del Louvre 14/1/2004
L'ex Gladiatore sarà uno studioso di Leonardo Da Vinci
Un misterioso omicidio. Una serie di indizi nascosti. Un codice segreto. Un thriller ordinario? No, se la storia si svolge al
Louvre, ruota attorno ai quadri di Leonardo Da Vinci e Russell Crowe ci mette lo zampino.
Il film di cui stiamo parlando è "The Da Vinci Code" ed è tratto dall'omonimo libro di Dan
Brown, uno dei più avvincenti best seller pubblicati negli ultimi anni.
Del film, diretto da Ron Howard, vi avevamo già parlato, ma ora possiamo spifferarvi le ultime indiscrezioni sul cast: non è ancora ufficiale, ma sembra davvero che il protagonista sarà l'ex Gladiatore, stavolta nei panni di Robert
Langdon, insigne studioso del genio toscano. A lui il compito di indagare sulla morte del direttore del museo più famoso al mondo: peccato che ben presto le circostanze gli si rivoltino contro, facendone il sospettato #1. Il cacciatore si trasforma in preda e per salvarsi scopre un mistero che avrebbe fatto meglio a non svelare…
Dopo aver affrontato da solo l'esercito di Roma Imperiale e aver combattuto con sprezzo del pericolo su una nave da guerra inglese, il buon Russell pensava di averle viste tutte, ma insidie impreviste lo attendono in una polverosa biblioteca. Ne uscirà vivo? La risposta al cinema… nel 2005.
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- dal Messaggero
online, segnalato da Isa in messaggeria:
L’ispettore Da Vinci 13/01/2004
di PAOLO ZACCAGNINI
VOLETE sapere chi è, a sorpresa ma non tanto, il trionfatore delle strenne
natalizie in libreria? Leonardo Da Vinci. Ma non scherziamo. No, non stiamo scherzando, il thriller mozzafiato Il Codice Da Vinci , dello scrittore statunitense Dan
Brown, è da qualche giorno Araba Fenice (e felice, per la Mondadori che ci ha puntato) negli scaffali, inutilmente inseguito da schiere di lettori conquistati sicuramente dal passaparola su di una trama che mescola abilmente il giallo più tradizionale, la crittografia, la storia cristiana e medioevale, le sciarade, i Cavalieri Templari, le Crociate, un killer spietato, lo spionaggio più spettacolare, l’ horror , gli intrighi internazionali, l’amore, la morte e una sfrenata, quanto logica, fantasia.
Per il secondo anno consecutivo, nel Natale scorso i lettori premiarono Io uccido opera prima dell’attore Giorgio
Faletti, le feste in libreria si sono dunque tinte di sangue: segno che il pubblico necessita - semel in anno licet insanire dicevano gli antichi Romani - di robuste avventure per divagarsi. E sin dalle prime pagine, dalla descrizione di un assassinato, il curatore del Museo del Louvre dove è conservata la Gioconda , in modo rituale e molto truculento, Il Codice Da Vinci colpisce. Duro. La scrittura di
Brown, siamo sinceri, non è il massimo; chi ama la letteratura poliziesca ha a disposizione, nel passato e nel presente, di assai meglio, basti pensare al vecchio Philip Marlowe di Raymond Chandler o al recente ispettore Kurt Wallander di Hanning
Mankell; ma la trama, ammettiamolo, è formidabile, intreccio che si ingarbuglia vieppiù andando avanti, speditamente, nella lettura delle 523 pagine che lo compongono e
che al suo centro ha sempre più l’enigmatica, multiforme figura e opera, alla luce del sole e nella perniciosa ombra, di Leonardo.
Dire di più sarebbe da criminali, e chi scrive non lo è. Basterà aggiungere che nel 2005 diventerà un film la cui regia dovrebbe essere affidata a Ron Howard e che potrebbe avvalersi dell’interpretazione di
Russell Crowe e di Kate Beckinsale: se il progetto andrà in porto si tratterebbe della terza collaborazione, dopo A beautiful mind e Cinderella
man le cui riprese prenderanno il via il prossimo marzo, tra Howard e Crowe che si avvarrebbero anche del lavoro di
Akiva Goldsman, già autore delle sceneggiature delle due pellicole citate sopra. Se Howard e
Goldsman, oltrechè Crowe, riusciranno a non tradire la pagina, la trama di
Brown, ex insegnante di lingua e letteratura inglese nonché storico dell’arte e appassionato di codici segreti, vedremo un thriller , sospeso tra arte, azione, religione e storia, davvero inquietante.
Proprio, viene da pensare, come l’orrida vicenda narrata dal francese Guillaume Prévost ne I sette delitti di Roma edito da
Sellerio. Qui Da Vinci c’è, in carne, ossa e soprattutto sublime cervello; siamo in pieno Rinascimento, nel 1514, forti sono le presenze del defunto papa Giulio II e del suo successore mediceo, Leone X, Michelangelo Buonarroti affresca la Cappella Sistina e deve vedersela con l’invidia e le imboscate, alla corte papalina, dell’arcirivale Donato Bramante, e con il giovane Raffaello Sanzio; e appare in scena la Morte. E appare in modo più che spettacolare perché nella gelida capitale del neonato Stato Pontificio cominciano a spuntare cadaveri ignudi e orrendamente mutilati, seduti su antiche colonne romane.
A indagare ci prova un giovane medico, Guido Sinibaldi, ma se non ci fosse il genio di Leonardo, il fiume di sangue, che mieterà anche una vittima che risulterà poi innocente, potrebbe scorrere in eterno. Fortunatamente il “grande vecchio”, con apparente noncuranza, mette sulle piste giuste Guido; c’è tanta azione, ma è il mistero antico, religioso e umanissimo, che scende fitto nelle 337 pagine del libro la chiave del suo crescente successo: o voi che amate il crimine, sulla carta s’intende, cercate di risolvere il rompicapo proposto da Prévost e gustatevi a fondo le descrizioni di una Roma de’ noantri , completa di ferali catacombe, che sembra schizzata, di rosso sangue, dalle cupe penne di Giovanbattista Piranesi o Bartolomeo
Pinelli.
Il successo di Da Vinci investigatore? Risiede innanzitutto nella curiosità e grandiosità del personaggio, e Brown ne svela lati sconosciuti a moltissimi, e, crediamo fermamente, principalmente nel fatto che, questo vale per Brown e per
Prévost, l’Immaginifico, il Genio Incommensurabile, è evocato, dipinto, raccontato come un detective che preferisce la “forza della ragione” alla “ragione della forza”. In anni dove, purtroppo, prevale quest’ultima scegliamo, almeno per diletto, la prima. |
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